Da Mo Yan a Yan Lianke fino a Liu Yichang, nel catalogo della casa editrice Einaudi tanti e importanti titoli di scrittori cinesi. Ma anche storia, filosofia e cultura

Einaudi è una delle maggiori case editrici italiane. Fondata nel 1933 a Torino da Giulio Einaudi, fin dagli esordi si distingue per il forte impegno civile e intellettuale, una sorta di laboratorio culturale in grado di attrarre molti intellettuali italiani del Novecento, tra cui Cesare Pavese, Italo Calvino, Natalia Ginzburg.

Il catalogo Einaudi spazia dalla narrativa italiana e straniera alla saggistica storica, filosofica, politica e scientifica, con una grande attenzione alle culture extraeuropee, compresa quella cinese. In catalogo, infatti, si trovano numerose opere di storia e saggistica, oltre che traduzioni di importanti scrittori e scrittrici cinesi contemporanei. Molte pubblicazioni purtroppo sono ormai fuori catalogo, ma con un po’ di fortuna si possono reperire usate o nelle biblioteche.

Di seguito le pubblicazioni dedicate alla Cina nel catalogo Einaudi.

 

NARRATIVA

SCRITTORI CINESI

CAO XUEQIN

Il sogno della camera rossa

(traduzione di Clara Bovero e Carla Pirrone Riccio, 2020)

il sogno della camera rossa_coverÈ uno dei Quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese. Composto a metà del XVIII secolo, narra l’amore travagliato di Baoyu, erede della ricca e nobile famiglia Jia, e Lin Dayu, sua cugina. Due figure attorno alle quali ruotano una moltitudine di altri personaggi, che contribuiscono a tratteggiare un quadro dettagliato della società cinese nell’epoca della dinastia Qing (1644-1922). Le loro vicende animano i 120 capitoli che compongono il romanzo, attribuito a Cao Xueqin (1715-1763), che per molti aspetti si ispirò alla sua vita e alle vicende della sua famiglia. Morì però prima di portarlo a termine, per questo gli ultimi 40 capitoli sono attribuiti a Gao E, che li scrisse seguendo gli appunti lasciati dallo stesso Cao.

 

HAN SHAOGONG

Il dizionario di Maqiao

(traduzione di Maria Rita Masci e Patrizia Liberati, 2021)

il dizionario di maqiao_coverDurante la Rivoluzione culturale, Han Shaogong viene mandato a Maqiao, un villaggio rurale nella provincia dello Hunan, insieme a migliaia di suoi coetanei: colpevole, come loro, di essere un «giovane istruito», deve seguire un percorso rieducativo attraverso il lavoro della terra. Han Shaogong affiderà il racconto di questo soggiorno alle voci di un dizionario, nel commovente tentativo di salvare attraverso le parole un dialogo culturale reso impossibile dal clima maoista. I personaggi e le storie che poco per volta si uniscono a formare un unico affresco sono dei più vari: il nullafacente Ma Ming, un taoista che vive al di fuori della società; il cantante dongiovanni che si scopre, alla sua morte, essere privo degli organi genitali; la «donna-sogno», considerata veggente perché in grado di indovinare i numeri della lotteria; la mucca Padron Hong, ritenuta la reincarnazione di un latifondista; un cane giallo; la pioggia.

 

LIU SOLA

La piccola storia della grande famiglia Ji

(traduzione di Maria Rita Masci, 2008)

la piccola storia della grande famiglia JiFondendo insieme miti, leggende, racconti fantastici e canzoni, Liu Sola ci offre un grande affresco, nel quale il mondo dei vivi e quello dei morti sono in continua comunicazione, e nello stesso tempo ci propone un controcanto ai salti, alle omissioni, alle menzogne della storia ufficiale. «Per raccontare la storia della famiglia Ji bisogna prima parlare di Dadao, la grande isola. Dadao si trova in mezzo al mare. Nei giorni in cui cade una pioggia leggera e allo stesso tempo brilla il sole, dalla terraferma si può scorgere, anche se un po’ confusamente, la sua immagine capovolta proiettata nel cielo. Alcuni pescatori sostengono che sono necessari tre giorni di viaggio per raggiungerla, altri che ne servono cinque, altri ancora che ne basta uno. Dipende dalla direzione del vento: se non è a favore, non vi si arriva neanche navigando per un mese. Spesso è avvolta da mille strati di nebbia e chi non conosce l’approdo rischia di naufragare quando si avvicina».

 

MIAN MIAN

Nove oggetti di desiderio

(traduzione di Maria Rita Masci, 2001)

nove-oggetti-di-desiderio-coverQuattro racconti che nascono da un sottobosco rock urbano e notturno, fatto di bar discoteche e strade affollate, di amori laceranti, incontri sessuali tormentati, identità incerte, dove si consuma alcol e droghe (ma anche, voluttuosamente, cioccolato) e si ha sempre la sensazione che stia per mancare il respiro, che ci sia una cappa asfissiante appena dietro l’ostentata libertà dei comportamenti, dietro l’orgogliosa rivendicazione di poter, finalmente, scegliere la propria vita e scrollarsi dalle spalle il peso del passato. Con la voglia però di non arrendersi all’autodistruzione, di riuscire a trovare la propria strada, rimanendo fedeli a se stessi.

 

MO YAN

Grande seno, fianchi larghi

(traduzione di Giorgio Trentin, 2002)

grande seno fianchi larghi_mo yanUn commovente omaggio alla propria madre e alle proprie radici e insieme, uno sguardo che attraversa la storia travagliata della Cina. Dalla società feudale degli anni Trenta all’odierno capitalismo di stato, passando attraverso sussulti e rivolgimenti dell’era maoista, figli e nipoti degli Shangguan affrontano gioie e dolori dispensati da una terra estrema, primordiale. Nessuno meglio di Mo Yan sa rendere l’anima senza tempo della civiltà e della cultura cinesi, attraverso le sue mille evoluzioni e sfaccettature.
Con questo romanzo, censurato in patria per l’esplicita crudezza delle testimonianze che riporta e i suoi toni corrosivi e grotteschi, Mo Yan torna al grande affresco rurale e mitologico che aveva reso celebre Sorgo rosso.

 

Il supplizio del legno di sandalo

(traduzione di Patrizia Liberati, 2005)

supplizio_legno_sandaloCina 1900: provincia dello Shandong. Sun Bing è un ribelle per caso, che si ritrova a guidare una rivolta di contadini a fianco dei Boxer, la società segreta cinese nemica delle potenze imperialistiche straniere. Ma Sun Bing non è solo un contadino in guerra contro un potere più grande di lui, e da cui sarà atrocemente punito. È anche un artista, è un uomo che vive di canto e per il canto. Di fronte a lui, Zhao Jia, il vecchio boia grande esperto di torture, giunto all’ultimo lavoro della sua carriera. Come Sun Bing, con il canto, anche Zhao Jia possiede una tecnica antichissima. I due maestri si affrontano con la loro rispettiva arte cercando, nelle condizioni estreme, di portare a termine il capolavoro della propria vita e della propria morte.

 

L’uomo che allevava i gatti 

(traduzioni di Daniele Turc-Crisà, Lara Marconi e Giorgio Trentin, 2008)

l'uomo che allevava i gatti_coverRaccolta di racconti in cui la Cina è rappresentata nella crudezza, a volte nella brutalità della sua vita quotidiana, quella di Mo Yan. Ma anche una Cina toccata dalla poesia, dalla sensazione del meraviglioso. I personaggi di questi racconti sembrano sempre sul punto di soccombere, ma conservano una loro leggerezza magica. In particolare, sono i bambini a impersonare il confine tra fragilità assoluta e capacità di illuminare il mondo, di fare miracoli. E sono loro i protagonisti, orfani, miserabili ma ricchi della capacità di vedere le piú sottili efferatezze e le piú segrete meraviglie.
Secondo Mo Yan sono loro a portare sulle spalle il peso dell’anima, e cercano di traghettarla sull’altra riva del fiume : tra esseri umani che spesso hanno dimenticato di essere stati anche loro, un giorno, figli e bambini.

 

Le sei reincarnazioni di Ximen Nao

(traduzione di Patrizia Liberati, 2013)

le sei reincarnazioni di ximennao_mo yanPrimo gennaio 1950: Ximen Nao è stato giustiziato dai suoi mezzadri alla vigilia della rivoluzione cinese e da due anni vive nel mondo delle tenebre. Sebbene subisca torture e dolorosi supplizi, rifiuta di pentirsi: è convinto di essere stato condannato ingiustamente. Il signore della morte, stufo delle sue lamentele, alla fine gli concede la possibilità di reincarnarsi dove ha vissuto. Ma c’è una cosa che Ximen Nao non sa: prima di tornare nel suo corpo, la notte del 31 dicembre 2000, si dovrà reincarnare in asino, toro, maiale, cane, scimmia. Durante questi cinquant’anni Ximen Nao sarà partecipe degli eventi piccoli e grandi che hanno contribuito a trasformare la Cina: la riforma agraria, la Rivoluzione Culturale, la morte di Mao Zedong e le innovazioni degli anni piú recenti, permettendoci di scoprire, attraverso la prosa evocativa e potente del suo autore, un mondo struggente e difficile, una terra che continua a parlarci di un tempo leggendario e indimenticabile.

 

Le rane

(traduzione di Patrizia Liberati, 2014)

le rane_mo yanTutti i bambini della regione di Gaomi sono venuti al mondo grazie alle cure e alla sapienza di Wan Xin, l’unica levatrice della zona. Il suo è un talento naturale che in breve tempo la fa diventare l’amata custode dei segreti della maternità. Ma quando, a metà degli anni Sessanta, il Partito le chiede di mettersi al servizio del programma di controllo delle nascite, lei – per coerenza, per fedeltà, per debolezza – accetta, e da eroica dea della fertilità si trasforma in boia inesorabile di nuove vite. Finché, in una drammatica notte di molti anni dopo, tornando a casa, si smarrisce in una zona paludosa: il gracidare delle rane le ricorda il pianto dei bambini mai nati, e i corpi gelidi degli animali, come piccoli feti abortiti, la circondano, la ricoprono, spingendola a confrontarsi con le sue colpe e a ripensare la sua intera esistenza.

 

Sorgo rosso

(traduzione di Rosa Lombardi, 2014)

sorgo_rosso_mo_yanLa storia epica, grandiosa di questo capolavoro della letteratura cinese contemporanea, si staglia sullo sfondo degli sconfinati campi di sorgo «che in autunno scintillano come un mare di sangue». Dal banditismo degli anni Venti, alla cruenta invasione giapponese degli anni Trenta e Quaranta, fino al periodo che precedette la Rivoluzione culturale, Sorgo rosso racconta le avventure e gli amori del bandito Yu Zhan’ao e della sua famiglia, in un affresco che ritrae un intero popolo, tutto un Paese. Un Paese dalle campagne brulicanti di anime sperdute – contadini, soldati, monaci buddisti, maghi taoisti – in cui «un vento maschio spazza una terra femmina» e il sangue versato è «morbido e liscio come piume d’uccelli».

 

Le canzoni dell’aglio

(traduzione di Maria Rita Masci, 2015)

le canzoni dellaglio_mo yanCostretti a coltivare aglio da una stolta pianificazione agricola, ridotti alla fame dalla corruzione dei funzionari di Partito, i contadini di Tiantang si ribellano, prendono d’assalto la sede del distretto, irrompono negli uffici, lanciano dalla finestra i vasi di fiori e l’acquario che abbelliscono l’arredamento del capo, danno fuoco ai documenti, alle tende, ai mobili. Tra di loro ci sono anche Gao Ma e Jinju, che si amano ma devono combattere contro usanze antiche, teoricamente abolite dalla legge, come il matrimonio combinato. Gao Ma si ribella a questa usanza e, non avendo ottenuto il sostegno delle autorità, fugge insieme a Jinju per rifarsi una vita in un’altra provincia. Con grande tensione narrativa Mo Yan descrive la lotta del singolo contro l’arbitrio dello Stato nella Cina contemporanea, in un romanzo intenso dove la poesia si trasforma in amaro realismo.

 

Il paese dell’alcol

(traduzione di Silvia Calamandrei, 2016)

il paese dell'alcol_coverL’ispettore Ding Gou’er è sulle tracce di un traffico che consente ad alcuni selezionati ristoranti di offrire ai propri clienti un cibo prelibatissimo: la carne di neonato. Inviato a Jiuguo per verificare la fondatezza delle anonime accuse ricevute in Procura, Ding è costretto a continue libagioni nei banchetti ufficiali a cui è invitato dalle autorità locali, e, obnubilato dai fumi dell’alcol, non riesce mai a capire se quanto gli viene imbandito è veramente carne umana o una presentazione ad effetto frutto della manipolazione di altri ingredienti: le braccine che gli vengono offerte come leccornia si rivelano gambi di fiori di loto abilmente modellati dal coltello del cuoco. Nelle indagini trova antagonisti e compagni, non sempre fidati, e incontra una serie di incredibili personaggi, dalla seducente autista di camion al diabolico nano imprenditore, dal boss locale alla responsabile dell’Accademia di cucina che insegna a cucinare gli ornitorinchi, dal guardiano del Cimitero dei martiri rivoluzionari al venditore ambulante di ravioli. Nei dieci capitoli dedicati all’inchiesta, sono incastonati uno scambio epistolare tra l’autore e un aspirante giovane scrittore esperto di distillazione di alcolici, e un suo racconto breve con personaggi e vicende che rimandano o echeggiano la narrazione cornice: si viene così a creare un gioco di specchi tra realtà e finzione in cui Mo Yan finisce per ritrovarsi personaggio nel capitolo conclusivo che non offre né una soluzione dell’enigma né una catarsi, perché i protagonisti e i loro alter ego restano invischiati e presi in trappola, inseguendo le proprie ambizioni e i propri fantasmi e lasciandosi catturare dai meccanismi perversi del potere.

 

I quarantuno colpi

(traduzione di Patrizia Liberati, 2017)

i quarantuno colpi_coverPer espiare i suoi peccati e pervenire, attraverso l’adesione al buddhismo, alla suprema saggezza, il giovane Luo Xiaotong racconta, costantemente distratto dall’arrivo di una fantasmagoria di persone e dalla rutilante Sagra della carne che si sta organizzando all’esterno del tempio, la propria vita al Grande monaco Lan. È in primo luogo la storia della rovina della sua famiglia, con il padre che, dopo essere scappato con un’altra donna, torna a casa pentito ma finisce per uccidere la moglie quando scopre che è diventata l’amante di Lao Lan, il capo villaggio. Ma è al contempo, e soprattutto, la testimonianza del degrado morale che ha comportato il passaggio, in Cina, dall’economia socialista a quella di mercato. Il mito della prosperità ha trasformato la macellazione, un’attività tutto sommato artigianale e tradizionale alla base dell’economia del posto, in una carneficina industriale che non si ferma nemmeno davanti a metodi illegali e atrocemente crudeli. E Luo Xiaotong, benché ancora bambino, è parte attiva in questo processo, perché l’idea di rendere accessibile a tutti la carne, di cui è patologicamente ingordo, gli stimola uno spirito imprenditoriale che fa di lui l’eroe della zona, osannato come un santo, elevato a divinità. Ma quando la madre muore, il padre finisce in prigione e la fabbrica è messa sotto processo per frode, è costretto a vagare per le campagne chiedendo l’elemosina. Nel momento in cui però trova i proiettili di un vecchio mortaio nasce in lui il desiderio di vendetta nei confronti di Lao Lan, l’artefice dell’arricchimento degli abitanti (oltre che della sua rovina).

 

I tredici passi

(traduzione di Maria Rita Masci, 2019)

i tredici passi_coverStremato dalla fatica, il professor Fang Fugui, che insegna fisica in un liceo, muore mentre è in cattedra. Il suo corpo viene portato alle pompe funebri «Belmondo» dove il chirurgo plastico Li Yuchan dovrebbe prepararlo per la cerimonia. Ma poiché è impegnata a rendere presentabile il vice sindaco della città, suo ex amante, il corpo del professore viene messo in attesa in una stanza frigorifera. Qui resuscita e fugge. Sulla via di casa, cade in un cantiere aperto e si ricopre completamente di calce; la moglie, credendolo un fantasma, lo caccia. Allora bussa alla porta dei vicini che sono Zhang Hongqiu, professore di fisica nel suo stesso liceo, e sua moglie, Li Yuchan, il chirurgo plastico delle pompe funebri. Poiché preferiscono saperlo morto, per farne un emblema della triste condizione degli insegnanti, i tre dirigenti della scuola decidono di dare a Fang i connotati di Zhang (grazie alle abilità chirurgiche di Li Yuchan), con l’intesa che andrà a insegnare al liceo al suo posto, mentre il secondo cercherà di far soldi dandosi agli affari a beneficio delle due famiglie. Assunte le nuove sembianze, Fang forza la propria moglie a fare l’amore con lui; la donna, credendo di essere stata violentata dal vicino, si deprime e finisce per annegarsi nel fiume. Zhang passa innumerevoli peripezie cercando di darsi al commercio delle sigarette e alla fine si convince che il suo posto è l’insegnamento. Tutt’altro che a proprio agio nella nuova identità, Fang tenta di tornare come era, poi disperato cerca di impiccarsi con la cinta dei pantaloni. Proprio in quel momento vede un passero ferito che avanza verso di lui; ne conta i passi e arriva sino a dodici: secondo un’antica leggenda vedere zampettare un passero è di buon augurio, il primo passo porta ricchezza, il secondo potere, il terzo fortuna con le donne e via di seguito fino al dodicesimo. Ma se lo si vede compiere il tredicesimo tutto il bene si capovolge trasformandosi in tragedia.

 

Maturare tardi

(traduzione di Patrizia Liberati, 2024)

maturare tardi_coverNei dodici racconti, Mo Yan ritorna a Gaomi, la sorgente mitica della sua narrativa, nel Nord-Est della Cina. E mettendo in scena vecchi amici, parenti e perfino se stesso, attraverso lontani ricordi e nuove avventure, nella doppia veste di bambino e scrittore famoso, racconta gli impetuosi cambiamenti che alla fine hanno raggiunto anche il suo paese natale. Arrivare tardi alla maturità, così come succede a uno dei suoi compaesani, che da scemo del villaggio si è trasformato in imprenditore di successo, non è per forza un difetto. Meglio anzi non maturare mai, non cristallizzarsi e non riposare sugli allori. C’è chi nasce coraggioso e da grande diventa un vigliacco e chi da piccolo ha paura di tutto e una volta cresciuto diventa intrepido. È questa la differenza tra chi matura presto e chi matura tardi, ci spiega Mo Yan nel racconto che dà il titolo alla raccolta. Molti racconti hanno per cornice un suo ritorno a casa, durante il quale incontra parenti e vecchie conoscenze, di cui ci racconta la storia o che a sua volta gli confidano vicende e pettegolezzi. I testi spaziano così dai suoi ricordi d’infanzia, ambientati all’epoca dolorosa del Grande balzo in avanti e della Rivoluzione culturale, fino ai tempi attuali, non sempre meno problematici.

 

WANG ANYI

La canzone dell’eterno rimpianto

(traduzione di Maria Rita Masci, 2011)

canzone eterno rimpianot_coverNella Shanghai cosmopolita e brillante dell’immediato dopoguerra, la sedicenne Wang Qiyao intende approfittare delle possibilità offerte da un concorso di bellezza. Non vince, ma riesce comunque a conquistare una certa notorietà perché rappresenta un tipo di fascino «quotidiano»: quello, elegante ma non vistoso, che si incontra per strada tutti i giorni e che meglio incarna lo spirito della città. Scoperta da un fotografo che l’ama non ricambiato, diventa l’amante del potente Direttore Li. Ma la Cina si trova in un momento storico di grandi mutamenti e quando Li muore in un incidente aereo, Wang Qiyao deve lasciare l’ovattata atmosfera della residenza Alice, dove vivono le mantenute; possiede solo una scatola di legno intarsiato che contiene alcuni lingotti d’oro avuti in regalo dall’amante. Wang Qiyao è costretta a reinventarsi un’esistenza all’ombra dei grandi sommovimenti politici; si mantiene facendo l’infermiera e riunisce attorno a sé una piccola cerchia di amici con i quali passa il tempo a cucinare, a giocare a majiang e a chiacchierare davanti a una stufa. Dalla fugace relazione con uno degli ospiti nasce una figlia, Weiwei. La sua è un’esistenza fatta di dettagli e di piccoli piaceri intimamente legata a quella di Shanghai, la città cinese più aperta e occidentale.
Dopo la morte di Mao, con l’inaugurazione della politica delle riforme, a poco a poco torna a emergere la vecchia metropoli: la moda, le vetrine, lo stile, i neon, i ristoranti, le feste, i balli. E Wang Qiyao, che per molti versi è l’emblema di quel passato, dopo quarant’anni torna a essere un punto di riferimento anche per le nuove generazioni.

 

YAN LIANKE

Servire il popolo

(traduzione di Patrizia Liberati, 2006)

servire il popolo_coverParodiando lo stile burocratico che irride alle regole della disciplina militare, Yan Lianke racconta la storia di un audace servitore del popolo il quale, seguendo i dettami di Servire il popolo del Presidente Mao, offre i propri servigi sessuali alla moglie del suo comandante. Ventottenne ambizioso, Wu Dawang è infatti uno zelante rivoluzionario che sa recitare a memoria i 286 articoli del Libretto rosso del Presidente Mao. Senza sapere di essere spiato con il binocolo dalla bella Liu Lian, moglie del comandante, si cimenta nel suo lavoro nell’orto, mostrando la splendida muscolatura lucida di sudore. Dopo un primo rifiuto e il rischio di essere licenziato per indisciplina, diventa l’amante della signora. Yan Lianke descrive minuziosamente le decine di amplessi tra i due in ogni angolo della casa. Ma la signora ha ancora in serbo delle sorprese per il suo giovane amante. Censurata dal regime come pornografia, questa storia, che utilizza alcuni dei sacri oggetti del culto maoista, è una denuncia del travisamento dei precetti rivoluzionari per scopi personali.

 

YU HUA

Le cose del mondo sono fumo

(traduzione di Maria Rita Masci, Einaudi, 2004)

le cose del mondo sono fumo_coverNel microcosmo di un cortile, personaggi indicati con le lettere dell’alfabeto intrecciano le loro vite in quella che si presenta come una paradigmatica normalità, ma genera invece una catena di morti bizzarre, quasi rituali. Il figlio di un cavaliere errante parte in una sorta di viaggio iniziatico alla ricerca degli assassini del padre; una coppia stanca, un rapporto che dura da anni nella routine e nella prevedibilità, trova nel racconto dell’episodio più cruciale della sua storia, l’unica forza emotiva che la tiene unita. A cavallo fra realtà e irrealtà, vita e morte, presente e passato, Yu Hua scompone e reinterpreta il racconto della tradizione cinese, trasportando il lettore in un nuovo tipo di percezione e di esperienza estetica.

 

Torture

traduzione di Maria Rita Masci, Einaudi, 1997)

torture_coverNei quattro racconti,1986, Un tipo di realtà, Passato e pene e Errore in riva al fiume, Yu Hua coglie le contraddizioni tra le oscure pulsioni degli individui e l’indifferente razionalità paranoica delle norme sociali. Il risultato è un libro intriso di violenza in cui Yu Hua racconta una lotta fratricida che disintegra una famiglia tra orribili patimenti, la lucida mania omicida di un insegnante che per le strade di Pechino mette in pratica i suoi anni di studio sulle tecniche della pena di morte nella Cina dei mandarini, l’esperto in punizioni che descrive alla sua vittima la sublime meraviglia di morire tagliati in due. Attraverso una galleria di figure esemplari (il bambino, la vecchia, lo sconosciuto, l’esperto in punizioni) e al tempo stesso ferocemente corporee, emerge in questo libro la singolarità di un Paese sospeso tra un passato ormai remoto e un futuro senza più fedi.

 

ZHANG WEI

L’antica nave

(traduzione di Maria Rita Masci, 2018)

antica nave_coverPubblicato originariamente nel 1987, due anni prima delle proteste che sfociarono poi nella tragedia di Piazza Tian’anmen, il romanzo ripercorre quattro decenni di storia cinese, mettendo in risalto tutte le speranze che la rivoluzione maoista aveva inizialmente suscitato e le delusioni che la realtà del socialismo portò con sé. La vicenda è ambientata nella piccola città di Wali, sulla riva del fiume Luqing, un luogo di fantasia nella provincia dello Shandong. Narra i fluttuanti rapporti fra tre generazioni delle principali famiglie del posto, i Sui, i Li e gli Zhao, dagli anni Trenta ai primi anni Ottanta. Nel periodo Repubblicano, il clan Sui possiede un’enorme fabbrica di vermicelli di soia, i celebri Drago bianco, che vengono esportati in tutto il mondo. Gli Zhao, invece, lavorano la terra o fanno gli operai. La rivoluzione del 1949 ribalta tuttavia ogni cosa: gli Zhao conquistano il potere e sfogano il loro odio nei confronti dei padroni del passato prendendo possesso dei loro beni e facendo violenza alle loro donne; la fabbrica viene nazionalizzata e i membri della famiglia Sui sono trasformati in operai della loro stessa azienda, mentre i Li, scienziati un po’ eccentrici, non possono più dedicarsi all’innovazione scientifica ma si vedono costretti a riparare i macchinari. Ma il ribaltamento dei ruoli porta con sé infinite tragedie.

 

SCRITTORI TAIWANESI

BAI XIANYONG

Il maestro della notte

(traduzione di Maria Rita Masci, 2005)

il maestro della notte_coverTaipei (Taiwan), inizio anni Settanta. Un gruppo di ragazzi omosessuali si riunisce nel Parco Nuovo. Aqing, il narratore, bandito dalla scuola perché sorpreso in atti osceni con un sorvegliante e cacciato di casa dal padre, austero ufficiale del Guomindang, si ricrea una famiglia nella società del parco. In questo regno nascosto che non conosce la luce del giorno, i ragazzi – sotto la guida del loro mentore, il «maestro della notte», Yang – si prostituiscono per sopravvivere. Eppure ciascun ragazzo ha un sogno, un progetto segreto che ha ancora sapore di infanzia, di gioco, e storie da raccontare. Aqing, Wu Min, Xiaoyu, il Sorcio e gli altri formano una nazione illegale con regole e gerarchie. E con propri miti, come la tragica storia d’amore fra il Dragone e la Fenice. Storia estrema che diventa, nel romanzo, paradigma della condizione dei giovani omosessuali. Accanto a loro prende forma il mondo degli adulti, con figure come quelle di nonno Guo e del vecchio signor Fu. E prende forma, in una immersione totale nelle strade nei sapori nei cibi e nella cultura cinese, l’intera città, non solo quella dei «reietti». Quando i suoi protetti saranno cacciati dal parco, il Maestro della notte li guiderà a costruire una nuova impresa, il mitico bar-ristorante «La Terra di beatitudine», e a traghettare il guado piú difficile: quello della consapevolezza.

 

WU MING-YI

La bicicletta rubata

(traduzione di Maria Rita Masci, 2025)

la bicicletta rubata_coverIl padre dello scrittore Ch’eng è scomparso da molti anni senza lasciare traccia. O almeno così sembrerebbe finché un lettore di uno dei libri di Ch’eng non si accorge di un particolare: e la bicicletta del padre, che fine ha fatto? Le sorti della famiglia sono spesso state dettate dalle biciclette, soprattutto quelle rubate, e così Ch’eng si mette a cercare la Hsing-fu del padre. Ne nasce una misteriosa e caleidoscopica caccia al tesoro, nella quale ogni nuovo personaggio possiede un indizio, in un viaggio a ritroso nei meandri del passato. Dai negozi di rigattieri allo zoo di Taipei passando per le giungle birmane, questo singolare romanzo sul tema della memoria, della perdita e dei legami familiari racconta con voce poetica e dolente un secolo di storia taiwanese. Tra le tante parole con cui si indicano le biciclette a Taiwan, la famiglia del narratore preferiva l’espressione locale thih-bé, «cavallo di ferro», e i cavalli di ferro avevano influenzato il suo destino. Il furto di una bicicletta, infatti, aveva spesso scandito nascite e morti. Così, alla scomparsa del padre, al narratore era venuto naturale pensare che, se avessero trovato la bicicletta con cui era sparito, avrebbero trovato anche lui. Ma il suo cavallo di ferro era irrintracciabile. Solo molti anni dopo, pungolato da uno dei suoi lettori, il narratore decide di riprendere quella struggente ricerca, e per prima cosa si rivolge ai collezionisti di biciclette e rigattieri. I loro negozi, stipati di tesori e vecchie cianfrusaglie, scrigni della vita materiale di un tempo, diventano la soglia di un percorso che, attraverso una serie di incontri e seguendo tracce sempre più impalpabili, si addentra nella storia di Taiwan, fino al nocciolo doloroso del dominio giapponese e della Seconda guerra mondiale. Per cercare di chiarire il mistero della sparizione del padre, il narratore dovrà stabilire con ogni persona incontrata nel corso della sua ricerca un patto di fiducia, ascoltarne la storia, ricevere un indizio, lo stesso patto che Wu Ming-yi propone al lettore. Accettandolo ci si immerge in una lettura profondamente commovente e ipnotica, un viaggio intimo e meditativo nella complessità e nella ricchezza di Taiwan.

 

SCRITTORI DI HONG KONG

LIU YICHANG

Un incontro

(traduzione di Maria Rita Masci, 2005)

un incontro_coverIl libro, che ha ispirato il film del regista Wong Kar-wai, In the Mood for Love, segue il percorso di due personaggi nel cuore di Hong Kong. Un uomo maturo e una giovane donna percorrono le strade di Hong Kong. Lui, immerso nella memoria, coglie nella città solo i segni appartenenti al passato, al suo arrivo nell’isola, al difficile cammino fin lì percorso. Lei, proiettata verso il futuro e sognatrice, vede in ogni angolo della città uno spunto per le proprie fantasie: diventare attrice, sposarsi, raggiungere il successo. Opposti e paralleli, i due incontrano le stesse persone, frequentano gli stessi luoghi, ma tutto ispira loro pensieri e sentimenti rovesciati. Finché in un cinema si troveranno l’uno di fianco all’altra.

 

SCRITTORI CINESI ALL’ESTERO

LI YIYUN

Mille anni di preghiere

(traduzione di Eva Kampmann, 2008)

mille anni di preghiere_coverSecondo un proverbio cinese ci vogliono trecento anni di preghiere per attraversare un fiume sulla stessa barca di un’altra persona: «C’è un motivo per ogni rapporto umano, questo è il significato del proverbio. Ci vogliono tremila anni di preghiere per poggiare la tua testa sul cuscino accanto a quella della persona che ami. Per un padre e una figlia? Mille anni, forse». I racconti di Yiyun Li hanno la forza e la delicatezza delle preghiere, quelle in grado di gettare un po’ di luce sull’insondabile mistero dell’esistenza. Ma, a differenza di preghiere o parabole, sono storie che non risparmiano un fondo di amara crudeltà, trascinando il lettore verso quel momento di improvvisa rivelazione che solo la letteratura possiede. Un uomo e una donna innamorati di un bellissimo attore dell’Opera di Pechino; un bambino dai lineamenti troppo simili a quelli di Mao; un militare amante delle speculazioni capitaliste; una ragazza tradita che imparerà quanto può essere angoscioso mantenere le promesse: ambientati in una Cina allo stesso tempo quotidiana e mitica, i racconti di Yiyun Li non solo offrono un ritratto spiazzante di un Paese e di un popolo travolti dai cambiamenti, ma anche indimenticabili riflessioni sull’universale aspirazione alla felicità e sul dolore attraverso cui questa ricerca inevitabilmente passa.

I girovaghi

(traduzione di Eva Kampmann, 2010)

i girovaghi_coverIl primo giorno di primavera del 1979 non segna un passaggio di stagione come tutti gli altri per Fiume Fangoso, una cittadina industriale nel cuore della Cina: ottantamila abitanti stipati in casette cubiche dalle pareti sottilissime, vicoli sterrati, minuscoli cortili tutti identici fra loro. A incrociarsi, il mattino del giorno stabilito per l’esecuzione di una controrivoluzionaria, sono i destini degli ultimi della città: maestro Gu e sua moglie, sfortunati genitori di Shan, la condannata, Tong, il ragazzino di campagna, il vecchio Hua e sua moglie, raccoglitori girovaghi di rifiuti e neonate abbandonate; oppure Nini, undicenne deforme dallo sguardo penetrante, e l’imbelle Bashi, con la sua insaziata curiosità verso le ragazzine, o il solitario vecchio Kwen, incattivito come il cane nero che tiene alla catena. Ma sarà un giorno decisivo anche per chi all’apparenza ha tutto ciò che si possa desiderare, come la bella Kai, annunciatrice del partito e moglie di Han, politico in ascesa. L’esecuzione della controrivoluzionaria porterà al pettine i nodi che aggrovigliano gli abitanti di Fiume Fangoso, i quali si ritroveranno dopo quindici giorni nella piazza principale, a testimoniare con un fiore bianco di carta velina la loro silenziosa ribellione. E dalla capitale giunge l’eco di un cambiamento, nel segno del Muro della democrazia.

Più gentile della solitudine

(traduzione di Laura Noulian, 2015)

più gentile della solitudine_coverI silenzi della bella ed enigmatica Ruyu, l’entusiasmo ingenuo di Moran, la spavalderia di Boyang. Tre adolescenti che condividono la vita nel cortile comune di un caseggiato di Pechino, nel 1989, subito dopo le proteste e gli scontri di piazza Tian’anmen. A vent’anni di distanza, si troveranno sparpagliati tra le due coste degli Stati Uniti e la capitale cinese, ora in piena crescita economica. Sarà il riemergere di un segreto dal loro passato a farli incontrare di nuovo. Cosa unisce Boyang, giovane immobiliarista rampante di Pechino, Ruyu, commessa e amica-factotum di ricche e annoiate signore californiane, e Moran, ricercatrice di laboratorio in una sperduta azienda farmaceutica del Massachusetts? O meglio: quale segreto del loro passato li divide e li tiene lontani? E quale ruolo ciascuno di loro ha avuto nella morte dell’antica compagna cui si apprestano a dare l’ultimo saluto? L’alternarsi della realtà della Cina di fine anni Ottanta con la contemporaneità, tra Pechino e gli Stati Uniti, scandisce le esistenze dei quattro protagonisti, avvolte da un’aura di malinconica sospensione e stravolte, quasi senza che se ne rendessero conto, dai tragici eventi pubblici e privati che le hanno sfiorate.

 

TOM LIN

Ferrovia di sangue

(traduzione di Alfredo Colitto, 2022)

ferrovia di sangue_coverPer anni Ming Tsu è stato costretto a lavorare come uno schiavo alla costruzione della ferrovia transcontinentale, insieme ai tanti cinesi che con la loro sofferenza hanno aperto il West agli americani e che nessuno ricorda mai. È fuggito solo quando il Profeta – un vecchio cinese cieco, capace di leggere il futuro – non gli ha detto che era il momento. Adesso è tornato. E può iniziare la sua caccia. È deciso a eliminare i suoi nemici uno per uno e raggiungere la California, raggiungere Ada, la donna che gli hanno strappato dalle braccia. Ad accompagnarlo fino a Reno sarà un gruppo di bizzarri artisti dai poteri soprannaturali, un carrozzone di freak che gli insegneranno cosa vuol dire essere umani.

 

TSERING YANGDZOM LAMA

Quando la nostra terra toccava il cielo. Una saga tibetana (traduzione di Federica Oddera, 2023)

quando la nostra terra toccava il cielo_coverUn Paese invaso dall’esercito cinese, ma aggrappato alla propria storia. Un’epica saga tibetana che ripercorre le vicende di una famiglia divisa, tratteggiando un affresco commovente di una magica terra sul tetto del mondo. Quando Lhamo e sua sorella Tenkyi arrivano in Nepal, non hanno piú nulla. Sono fuggite dal Tibet, riuscendo a sopravvivere al pericoloso viaggio attraverso l’Himalaya. Ma hanno perso i genitori. E mentre le due ragazze fanno i conti con la tragedia appena vissuta, la speranza sembra farsi strada tra il fango del villaggio che le ha accolte: la statuetta del «Santo senza nome», un’antica reliquia tibetana dai poteri spirituali, è tornata tra la sua gente. Ma è un sollievo effimero, poiché il cimelio viene presto rubato e sottratto al suo popolo. Decenni dopo, quando i resti del Santo senza nome verranno ritrovati a casa di una ricca collezionista a Toronto, Tenkyi, Lhamo e sua figlia Dolma avranno la possibilità di riscattare parte dei soprusi del passato e riappropriarsi simbolicamente della loro cultura ancestrale. Un romanzo intimo e appassionante, un canto d’amore verso un Paese devastato e una comunità dispersa.

 

SCRITTORI STRANIERI

SERGIO NELLI

Orbita clandestina

(2011)

orbita clandestina_coverDario è un uomo di mezza età, separato, insegnante in congedo lavorativo perché in attesa di trapianto. I figli vengono a trovarlo perlopiù a cena, perché lui si diletta di cucina, e il padre anziano, accudito da una badante, gli parla sempre di politica. Dario ricerca piacere sessuale a pagamento, rispondendo ad annunci su Internet. Ma è di compagnia, più che di sesso, che ha bisogno. E così che incontra Gao, una massaggiatrice cinese che quasi non parla italiano. In Cina Gao ha un figlio piccolo e un marito, che vorrebbe presto raggiungerla. Tra lei e Dario comincia una vera e propria relazione, che lui tiene nascosta ai suoi famigliari: Gao diventa la possibilità di un nuovo amore: apprendere una lingua per comunicare con lei significherà anche cimentarsi col linguaggio dei sentimenti.

 

DON WINSLOW

China girl. Le indagini di Neal Carey

(traduzioni di Alfredo Colitto, 2016)

china girl_coverRobert Pendleton è un genio della chimica e ha appena brevettato un fertilizzante che potrebbe valere una fortuna. Partito per una conferenza a San Francisco, smette di dare notizie di sé e dei frutti delle sue ricerche. Non c’è da stupirsi se gli amici di famiglia, che hanno finanziato il suo lavoro, vogliono scoprire che fine abbia fatto, decidendo anche stavolta di rivolgersi a Neal Carey, il loro uomo migliore. Quella che sembra un’indagine facile si rivela però un incubo. Neal sarà costretto a un lungo viaggio costellato di pericoli, tra la Chinatown di San Francisco e le strade di Hong Kong, fino ad arrivare nella Cina più profonda e arcaica. E dovrà vedersela con la Cia, con il governo cinese e con un’organizzazione altrettanto letale, che agisce nell’ombra. Ma soprattutto con la bellissima Li Lan: una dark lady, o forse una vittima innocente.

 

KAZUO ISHIGURO

Quando eravamo orfani

(traduzione di Susanna Basso, 2017)

quando eravamo orfaniShanghai, inizio del Novecento: un bambino, un padre che lavora nel commercio dell’oppio fra Inghilterra e Cina, una madre che si batte per i diritti civili. Londra, anni Trenta: Christopher Banks, il bambino di allora, cresciuto nei migliori college inglesi dopo la sparizione misteriosa di entrambi i genitori, è diventato il detective più famoso del Regno Unito e nell’alta società non si parla che di lui. Ma l’enigma su quel rapimento non gli dà pace: seguendo l’occasione fornitagli da una fortuita passione, ritorna in Oriente per indagare prima che il mondo precipiti nel baratro del conflitto mondiale. Però la verità che alla fine giungerà a scoprire è molto più banale e drammatica di ogni supposizione.

 

AMITAV GHOSH

Mare di papaveri

Il fiume dell’oppio

Diluvio di fuoco

(traduzione di Norman Gobetti e Anna Nadotti, 2025)

Con la sua prosa ricca e visionaria, Amitav Ghosh ci conduce in una travolgente epopea ambientata nell’Oceano Indiano della prima metà dell’Ottocento, sullo sfondo delle tensioni politiche e commerciali che precedono la Prima guerra dell’oppio. Cuore pulsante della narrazione è la Ibis, goletta dalle mille vite e crocevia di personaggi indimenticabili: marinai lascari di ogni provenienza, prigionieri, mercanti, contadini, nobili decaduti e giovani donne in fuga. Le loro storie si intrecciano mentre navigano attraverso le rotte del commercio coloniale, tra India, Cina e isole tropicali, alcuni guidati dalla speranza, altri dalla disperazione, altri ancora da sogni di riscatto.

Nel corso dei tre volumi, Mare di papaveri, Il fiume dell’oppio e Diluvio di fuoco, l’autore dà vita a un universo storico e linguistico straordinario, mescolando l’epica e il romanzo corale, il realismo storico e la narrazione avventurosa, fino a comporre un affresco magistrale sull’impatto globale dell’oppio, sui rapporti tra Oriente e Occidente e sul volto mutevole della modernità.

Mare di papaveri

mare di papaveri_coverUna vecchia nave negriera trasformata in mercantile, l’Ibis, raggiunge nel 1838 la foce del Gange per dedicarsi a uno dei traffici illeciti più redditizi dell’Impero britannico, il commercio di coolie e oppio. A bordo si ritrovano, come manovrati da un fato più grande, lascari e clandestini, ciascuno sconosciuto agli altri o quasi: Deeti, una donna che è stata data in sposa a un oppiomane; Kalua, il suo amante, che l’ha salvata; Zachary Reid, il comandante in seconda, figlio di una schiava liberata del Maryland; Neel Rattan, ricchissimo raja caduto in disgrazia; Serang Ali, capo dei lascari e marinaio di consumata esperienza; il giovane Ah Fatt, devastato nel corpo e nell’anima dalla dipendenza dall’oppio. A mano a mano che le difficoltà imposte alla traversata dall’impetuoso Oceano Indiano mettono a dura prova i vecchi legami, tutti sulla Ibis, ciurma e passeggeri, iniziano a sentirsi fratelli di navigazione, uniti da una singolare empatia che azzera le distanze geografiche, le caste e le generazioni.

Il fiume dell’oppio

il fiume dell'oppio_coverNel settembre del 1838 una tempesta si abbatte sull’Oceano Indiano e la Ibis, la goletta partita da Calcutta con un carico di galeotti diretta a Mauritius, viene coinvolta nel vortice. Quando il mare si calma, cinque uomini mancano all’appello: due lascari e tre coolie sono riusciti a fuggire su una scialuppa. Seconda tappa di una grandiosa epopea storica, il libro segue i suoi personaggi fino ai porti affollati della Cina. Tra mercanti con abiti di seta e lunghe trecce che cadono sulla schiena, inglesi della Compagnia delle Indie, americani dai modi disinvolti e indiani con le vesti di broccato, a Canton tutti adorano un unico dio, il denaro, e riconoscono un’unica legge, quella del libero commercio. Nel dedalo dei corsi d’acqua della città, le navi provenienti dall’Europa e dall’India scambiano i loro carichi di oppio con casse di tè, seta, porcellana e argento. Almeno finché il Celeste Imperatore non spariglia le carte in tavola e dichiara guerra all’oppio e agli occidentali.

Diluvio di fuoco

diluvio_coverÈ il 1840 e la tensione tra la Cina e l’India britannica cresce a dismisura in seguito alla repressione del contrabbando di oppio da parte di Pechino. Le confische imperiali cinesi, tuttavia, non passano inosservate a Londra. L’oppio è troppo importante per le casse della regina, e troppo ghiotte sono le opportunità di profitto in quel fazzoletto di mondo per non scatenare una guerra contro il Celeste Impero. Sullo sfondo di queste tensioni, i protagonisti che abbiamo incontrato a bordo della Ibis si incontrano di nuovo, questa volta tra Canton e Hong Kong. L’oppio, che al pari di una forza occulta ha pilotato fin dall’inizio i loro destini, li mette uno di fronte all’altro, facendoli amare e odiare, perché ora si ritrovano nel bel mezzo del conflitto sotto bandiere diverse. Mentre vedono le loro certezze infrante e cercano ognuno per sé di inventarsi un nuovo futuro, tutti sono travolti dal dramma che sta per compiersi: la vittoria dell’Impero britannico segnerà il crollo del mondo per come lo conoscevano.

Fumo e ceneri. Il viaggio di uno scrittore nelle storie nascoste dell’oppio

(traduzione di Norman Gobetti e Anna Nadotti, 2025)

fumo e ceneri_coverL’oppio è uno dei farmaci più antichi e potenti. La sua vasta diffusione come sostanza psicoattiva è invece molto più recente e risale in gran parte a quando l’impero britannico ha fatto del suo commercio dall’India verso la Cina uno strumento di dominio. In modo avvincente e rigoroso, Amitav Ghosh ci mostra come l’oppio sia all’origine della ricchezza di alcune delle più grandi aziende mondiali e di molte delle famiglie più influenti d’America. Spaziando tra la storia della botanica, le mitologie del capitalismo e le ripercussioni sociali e culturali del colonialismo, rivela il ruolo fondamentale che una piccola pianta ha svolto nella creazione del mondo come lo conosciamo, un mondo che ora si trova a un passo dal baratro. Un giorno, bevendo una tazza di tè nel suo studio di Calcutta, come ha fatto migliaia di volte in passato, Amitav Ghosh prende coscienza di una rimozione collettiva, quella della grande presenza della Cina nella vita e nella storia del suo Paese. Molteplici sono i motivi per cui fino a quel momento gli era sfuggita, e ognuno di loro va ad alimentare l’ampio e sfaccettato discorso che sviluppa in questo saggio: i rapporti tra i due giganti asiatici non sono sempre stati pacifici, ma soprattutto sono stati a lungo mediati da un terzo molto incomodo: l’impero britannico. Ciò che rende il quadro ancora più inafferrabile è che l’oggetto principale dei traffici fra Gran Bretagna, India e Cina sono i prodotti ricavati da due piante dall’aspetto innocuo, Camellia sinensis e Papaver somniferum: il tè e l’oppio. Questo libro è un diario di viaggio, ma anche un memoir e un’escursione nella storia economica e culturale del mondo.

 

 POESIA

Le trecento poesie T’ang

(traduzione di Martin Benedikter, 1961)

trecento poesie tang_coverFu un “Eremita dello Stagno di Loto” a curare nel Settecento questa famosa raccolta di poesie, tratte da migliaia e migliaia di componimenti del periodo Tang, la cui dinastia durò tre secoli, dal 618 al 906: un’epoca fra le più feconde della civiltà letteraria cinese. Di quella fioritura irripetibile il volume offre una testimonianza eloquente, alternando liriche delicate e struggenti a madrigali, epigrammi, ballate, poesie d’occasione. Questa edizione esemplare, dovuta a Martin Benedikter, ne conserva intatto il fascino in virtù di una tradizione di rara aderenza e sensibilità.

Nuovi poeti cinesi

(a cura di Claudia Pozzana e Alessandro Russo, 1996)

nuovi poeti cinesi_coverUna scelta di diciotto autori diversi emersi negli ultimi 15-20 anni nel panorama letterario cinese. Dieci di questi erano già stati pubblicati nel 1988 in un fascicolo della rivista In forma di parole; gli altri otto sono più giovani e si sono fatti conoscere solo in questi ultimissimi anni. Alcuni degli autori qui rappresentati fanno parte di quei poeti menglong, cioè “oscuri”, denigrati e osteggiati dalle autorità nei primi anni Ottanta. Altri, i più giovani, proseguono nella riflessione sulla lingua della generazione precedente ma senza il gusto dell’eroismo avanguardistico. Sono comunque tutti autori estranei agli apparati culturali ufficiali, pubblicati su riviste indipendenti, senza aiuti ma anche senza vincoli burocratici. Tra di essi ci sono voci di grande originalità e forza poetica. L’antologia è accompagnata da un questionario sulla poesia cinese contemporanea, sui rapporti con la tradizione e l’Occidente. Le risposte degli autori offrono un quadro anche teorico della cultura cinese di oggi. Edizione con testo a fronte.

 

SAGGISTICA

ROBERTO PALMIERI

L’economia cinese verso gli anni ’80

(1979)

l'economia cinese verso gli anni 80_coverIl lavoro di Palmieri, svolto soprattutto durante un soggiorno di vari anni in Cina, è frutto, oltre che di esperienza personale, di un’accurata ricognizione di dati originali e di fonti edite ed è il primo esempio italiano di studio generale della situazione economica cinese e delle scelte politiche che hanno contribuito a determinarla. La prima parte, quella specificamente economica, tratta dettagliatamente della popolazione, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’agricoltura, dell’energia, dell’industria, della finanza e del commercio estero. La seconda parte esamina, sui documenti, il dibattito sullo sviluppo dalla liberazione alla Rivoluzione culturale, allo scontro politico che ha portato alla caduta dei quattro, alle tesi attuali.

 

JIANG YANG

Il tè dell’oblio

(a cura di Silvia Calamandrei, 1994)

il tè dell'oblio_coverLa storia di Yang Jiang riguarda l’esperienza di rieducazione in campagna, sua e di suo marito: Quan Zhogshu, tentata negli anni della Rivoluzione culturale. La narrazione si concentra su piccoli episodi della vita quotidiana, dove i lavori a cui ciascuno era destinato (pulizia del cortile, dei bagni, lavori domestici) dovevano avere un fine pedagogico. Ma, alla resa dei conti, il risultato era relativo. «In fondo a me stessa, continuavo a sentirmi la coscienza pulita… I colpi, gli insulti, le umiliazioni, non erano riusciti a piegarmi».

 

SANG YE

China Candid

(traduzioni di Gaia Cenciarelli, Giuseppe Mainolfi e Paola Ghigo, 2006)

china candid_coverIl giornalista cinese Sang Ye ha riunito lunghe interviste a uomini, donne e bambini della Repubblica Popolare Cinese, raccolte nel corso di molti anni, conducendo il lettore dentro la complessa realtà della superpotenza cinese. Gli intervistati sono persone comuni che si rivelano in realtà straordinari personaggi. Ognuno è un mondo a sé, dal musicista, al presidente dell’associazione consumatori a quello della società di ricerca sugli Ufo. Tutti raccontano la loro storia e le loro riflessioni con franchezza e candore, in condizioni di anonimato e di assoluta libertà. Il risultato è una storia alternativa di questa nazione, dalla fondazione dello Stato socialista nel 1949 fino a oggi.

 

STEFANO CAMMELLI

Ombre cinesi. Indagine su una civiltà che volle farsi nazione

(2006)

ombre cinesi_coverL’Occidente ha sempre inseguito il sogno di carpire i segreti della Cina, della sua prodigiosa vitalità e ricchezza. E la Cina non ha mai amato troppo l’interesse degli stranieri, ai quali ha spesso fatto credere ciò che volevano credere. Così, in un raffinato gioco di schermi e di specchi, è nato un altro Paese: la Cina degli occidentali. Di volta in volta, questa Cina immaginaria è stata terra di immense ricchezze (XVII secolo), modello di ogni buona amministrazione (XVIII), pronta all’Occidente e alla Cristianità (XIX), rivoluzionaria pacifica e virtuosa (negli anni della Rivoluzione culturale maoista). Oggi quel Paese appare interessato solo al denaro e all’economia. Ma esiste un’altra Cina, al di là di questo luogo sognato nello specchio occidentale? E come riconoscerla? Zhou Enlai non avrebbe dubbi, come disse a Henry Kissinger: «I misteri cinesi scompaiono in un solo modo, studiando».

 

GIANMARIA AJANI e STEFANIA STAFUTTI

Colpirne uno per educarne cento. Slogan e parole d’ordine per capire la Cina

(2008)

colpirne uno per educarne cento_coverAlcuni slogan del linguaggio politico cinese sono entrati nell’immaginario collettivo di un’intera generazione di occidentali, dalla fine degli anni Sessanta a tutti gli anni Settanta. Allo stesso modo, essi hanno marcato alcune fasi salienti della storia della Cina moderna. Rileggere questi slogan significa ricomporre il quadro sociale e politico del tempo, ma conduce anche ad altre interessanti scoperte. Nella Cina post-moderna, il famoso slogan maoista “Servire il popolo” è diventato il nome di un sito di e-commerce, dove acquistare, tra gli altri, prodotti per soli adulti. Allo stesso tempo, anche la politica attuale continua a produrre parole d’ordine come viatico a profondissime trasformazioni, da “Arrichitevi innanzitutto”, coniato da Deng Xiaoping, al sacrosanto “La povertà non è socialista”. Agli slogan veri e propri si affiancano espressioni e modi di dire dallo straordinario potere evocativo: il libro ci aiuta a scoprire cosa siano “gli otto vecchiumi” o il “demone-toro e lo spirito-serpente”. In ossequio alla tradizione, la Cina continua a “usare il passato per servire il presente”.

 

BAN ZHAO

Precetti per le donne e altri trattati cinesi di comportamento femminile

(a cura di Lisa Indraccolo, 2011)

ban zaho.Come conquistare l’affetto del marito, come gestire i rapporti con i parenti acquisiti, come sbrigare le faccende domestiche, quale la condotta appropriata da tenere nelle diverse situazioni. All’inizio del I secolo d.C. Ban Zhao, figlia e sorella di famosi letterati, scrive un trattatello di comportamento rivolto alle donne. Per la prima volta nella storia della Cina una donna si rivolge direttamente ad altre donne su questi temi. Lei stessa fu la prima donna a ottenere grandi onori letterari presso la corte imperiale: fu storica di corte e consigliera dell’imperatrice e i suoi Precetti hanno aperto la strada a numerosi altri trattati di comportamento scritti da donne, quasi un genere letterario di ambito confuciano. Ban Zhao è strettamente legata al confucianesimo, ai suoi principi morali, all’idea di un’armonia generale da perseguire con determinazione, contro ogni istanza egoistica e individuale. L’educazione, per il confucianesimo, era il primo fondamentale passo verso la costituzione di una società armoniosa e pacifica. Ban Zhao ha trasferito la sapienza e l’ideologia del confucianesimo in un libro di divulgazione popolare che ha fatto epoca nella storia della cultura cinese.

 

TIMOTHY BROOK

La mappa della Cina del signor Selden. Il commercio delle spezie, una carta perduta e il Mar Cinese Meridionale

(traduzione di Cristina Spinoglio, 2016)

la mappa della cina del signor selden_coverNel 1654 arrivò a Oxford una strana mappa della Cina, lasciata in eredità dall’avvocato John Selden alla Biblioteca Bodleiana, che rimase per lunghi secoli ignorata. Quando nel 2009 il sinologo Timothy Brook la vide per la prima volta, si accorse che la mappa di Selden rappresentava un puzzle da risolvere, un oggetto dall’aspetto così moderno da sembrare quasi un falso. Invece era originale e costituiva il più importante documento cartografico della Cina degli ultimi sette secoli. La mappa raffigurava la porzione di mondo che i cinesi conoscevano all’epoca, dall’Oceano Indiano alle isole Molucche e da Giava al Giappone. Ciò che rappresentava era sorprendente, dato che mostrava la Cina non tagliata fuori dal mondo, ma al centro di relazioni marittime tali da creare l’embrione di una rete commerciale globale, la stessa che avrebbe alimentato lo sviluppo dell’Europa e dell’Oriente contemporaneo. Tutto ciò poneva alcune domande: come arrivò la mappa nelle mani di Selden? Chi immaginò il mondo in quel modo? E, questione ancor più importante, cosa ci dice la mappa del mondo che raffigura? Come un detective, Brook indaga per cercare delle risposte, muovendosi dal deserto di Gobi alle Filippine, da Giava al Giappone, fino al cuore della Cina stessa.

 

Il leopardo di Kublai Khan

(traduzione di Alessandro Manna, 2020)

leopardo_kublai_khanQuesta è la storia della più grande nazione della Terra e del suo tumultuoso rapporto con il resto del mondo durante gli ultimi ottocento anni. Tutto ebbe inizio nel 1271, allorché Kublai Khan fondò il Grande Stato Yuan e inviò i suoi eserciti a conquistare l’immenso territorio cinese, mutando per sempre il sistema di potere e di sottomissione in tutta l’Asia, e trasformando la Cina in quella potenza globale immortalata da Marco Polo nei suoi diari. Intrecciando storie di personaggi straordinari e di gente comune, Il leopardo di Kublai Khan è un racconto avvincente quanto contraddittorio di guerre, missioni diplomatiche, vassallaggi, credenze religiose e scambi commerciali. Una storia magistrale di invasioni, carestie, inondazioni e pestilenze, diffusione di idee e tecnologie, che segue quell’incerta linea di confine tra commercio e pirateria, resistenza e complicità con il colonialismo: una storia del mondo con la Cina al suo centro.

 

STORIA DELLA CINA

La Cina: I. Dalle guerre dell’oppio al conflitto franco-cinese 1840-1885

JEAN CHESNEAUX e MARIANNE BASTID

(traduzione di Settimio Severo Caruso, 1997)

la cina_chesnaux_coverQuesta storia della Cina moderna diretta da Chesneaux si segnala per il rigore critico, l’efficacia della sintesi e la ricchezza dell’informazione. In questo primo volume, che va dal 1840 al 1885, l’anno in cui scoppia la guerra franco-cinese, gli autori studiano i rapporti fra le diverse forze (la politica imperiale, gli interventi stranieri, i moti popolari), mettendo in luce il ruolo ambivalente della classe dirigente e il suo atteggiamento davanti all’aggressione e dedicando particolare attenzione ai meccanismi giuridici ed economici che hanno presieduto alla nascita delle concessioni.

 

La Cina. Vol. 1: Preistoria e origini della civiltà cinese

(a cura di Maurizio Scarpari e Roberto Ciarla, 2011)

la cina_vol1_coverCon questo primo volume nove sinologi di fama mondiale studiano la Cina preistorica, dai primi insediamenti paleolitici alla formazione di società complesse durante l’Età del Bronzo, esaminando le correnti migratorie che hanno contribuito al popolamento di un vastissimo territorio, la nascita degli agglomerati umani e delle attività agricole e artigianali, la genesi della lingua e dei primi fenomeni di interazione tra diverse regioni. Dal Pleistocene al III millennio a.C., il volume ricostruisce la storia remota di «una delle culture più avanzate e complesse del mondo antico»: una raccolta di «echi del passato», come scrive Maurizio Scarpari nell’introduzione,  in grado di fornire un punto di riferimento per comprendere la Cina di oggi e «costruire un mondo armonioso».

 

La Cina. Vol. 1\2: Dall’età del bronzo all’impero Han

(a cura di Tiziana Lippiello e Maurizio Scarpari, 2013)

«Se, guardando alla Cina, si ha l’impressione di venir sempre sorpresi o un passo troppo indietro o un passo troppo avanti, e di avere raramente la percezione di trovarsi perfettamente allineati con gli eventi che si susseguono, non per questo bisogna rinunciare a inquadrare gli sviluppi più recenti in una prospettiva storica che possa, in modo spesso inatteso, offrirci delle chiavi esplicative». Così Maurizio Scarpari introduce Dall’età del Bronzo all’impero Han, in cui si torna agli albori del continente asiatico per addentrarsi in un’esplorazione che sta a metà tra la ricerca antropologica e quella archeologica. Uno studio rigoroso che, partendo dalla nascita della filosofia e arrivando ai primi esempi di letteratura, o dalle più antiche credenze religiose fino all’arte della guerra, ripercorre la storia di una delle civiltà più complesse e affascinanti del mondo antico.

 

La Cina. Vol. 2: L’età imperiale dai Tre Regni ai Qing

(a cura di Maurizio Scarpari e Mario Sabattini, 2010)

la cina vol2_coverLa prima sezione del volume analizza l’evoluzione dell’organizzazione dello Stato sotto le diverse dinastie, fornendo tra l’altro un’analisi dettagliata del sistema di reclutamento dei funzionari. Le sezioni seguenti analizzano l’evoluzione dell’economia, della società e le relazioni tra la Cina e il mondo esterno, con un’analisi dettagliata dei rapporti tra le diverse etnie sotto le dinastie “barbariche”. Ampio spazio è dedicato al Buddhismo, al Taoismo e al Confucianesimo; concludono il volume saggi sulla letteratura e le arti, non solo arti figurative, ma anche architettura, produzione artigianale e musica, e sui principali contributi apportati dalla Cina, durante le singole dinastie, allo sviluppo scientifico e tecnologico.

 

La Cina. Vol. 3: Verso la modernità

(a cura di Guido Samarani e Maurizio Scarpari, 2009)

la cina vol3_coverLa storia, il pensiero, la letteratura, l’arte, le religioni e le scienze della Cina nel processo di formazione e di evoluzione nel corso dei secoli trattati tenendo conto dei rapporti con il mondo esterno, in un’ampia prospettiva che contempla l’incontro tra le diverse civiltà, in un terreno di dialogo e di scambio reciproco dove linee di pensiero si confrontano, i miti si intersecano arricchendosi di nuovi significati, l’arte e l’iconografia fungono da supporto essenziale alla circolazione delle idee, le innovazioni tecnologiche si sviluppano e transitano nelle opposte direzioni e le religioni uniscono e dividono i popoli contribuendo alla penetrazione di culture straniere. Una dimensione nuova e inedita, dunque, stimolante per il lettore occidentale desideroso di apprendere i rudimenti di una cultura che può apparire impenetrabile, avvicinandolo alla civiltà cinese come a una realtà con cui confrontarsi.

 

Cina, ventunesimo secolo

Guido Samarani, 2010

cina ventunesimo secolo_coverLa Cina contemporanea è stata oggetto di molti libri scritti da giornalisti, ma fino ad oggi mancava un bilancio, una interpretazione del “modello Cina” scritta da un sinologo: l’analisi di un profondo conoscitore della storia cinese in grado di mettere in rigorosa prospettiva la realtà della Cina contemporanea. L’autore indaga sulle contraddizioni, i dilemmi, ma anche le forze della Cina contemporanea: la rapida crescita economica che si scontra con la sostenibilità dell’ambiente; gli squilibri tra Cina dell’Est e Cina dell’Ovest; la discutibile gestione delle minoranze; l’approvvigionamento delle risorse; la dialettica tra città e campagna; la forma di governo e l’incerto equilibrio della governarne; l’ineludibile necessità della costruzione di un welfare, in un’epoca in cui gli stili di vita della popolazione sono profondamente mutati; la questione dell’identità ideologica del Paese.

 

La guerra dei cento giorni. Rivoluzione culturale e studenti in Cina

William Hinton

(traduzione di Silvia Calamandrei, 1997)

la guerra dei cento giorni_coverL’università Tsinghua di Pechino è il più famoso istituto politecnico della Cina. Durante la Rivoluzione culturale, essa divenne il centro della più importante lotta per il controllo del movimento nazionale degli studenti. Liu Shaoqi cercò di mettere in pratica in quella università una serie di indirizzi politici che riflettevano la sua strategia generale, mandando fra l’altro sua moglie a Tsinghua a dirigervi la lotta. Lo scontro fra le fazioni studentesche, che era cominciato con bastoni e pietre, passò presto alle mitragliatrici, ai cannoni e ai razzi, e finì nel luglio del 1968 col massiccio intervento di 30.000 operai delle fabbriche più avanzate e politicamente attive di Pechino. William Hinton ha compiuto il primo tentativo organico di ricostruire nella sua complessità questo cruciale episodio. Ha parlato con studenti, professori e assistenti dell’Università che avevano vissuto quell’esperienza dal principio alla fine, in tutte le sue svolte e i suoi sviluppi.

 

Il secolo dell’Asia. Imperialismo occidentale e rivoluzione asiatica nel secolo XX

Jan Romein

(a cura di Solinas e Collotti, 1997)

il secolo dell'asia_coverIl processo storico ricostruito da Romein si estende lungo un arco cronologico di circa cento anni: prende le mosse dal momento di massima spinta espansiva dell’imperialismo europeo verso la metà del secolo scorso per arrivare alla conferenza di Bandung (1955) e alle sue conseguenze nel processo di liberazione dei popoli asiatici. L’opera si segnala non solo per l’ampiezza del panorama affrontato, dal Medio all’Estremo Oriente, ma anche soprattutto per l’estrema nitidezza e precisione nella descrizione dei fatti e nell’analisi delle caratteristiche di classe che la lotta anticoloniale ha avuto nei vari Paesi e nei vari momenti.

 

Cina. Una storia millenaria

Kai Vogelsang

(traduzione di Umberto Colla, 2014)

cina una storia millenaria_coverLa storia della Cina si svolge tutta nella tensione tra unità e molteplicità. A un’infinita diversità di forme di vita, alle divergenze tra visioni del mondo inconciliabili e all’aspro contrasto fra ricchezza e miseria, si sente continuamente contrapporre l’orgogliosa affermazione: «Noi siamo una cosa sola. Una sola è la nostra tradizione, la nostra cultura, la nostra storia». L’attenzione di questa storia millenaria della Cina si rivolge, invece, proprio a queste tensioni, a questi conflitti. Descrive la dura vita dei cinesi, le sue peculiarità e la straordinaria ricchezza delle creazioni culturali e al tempo stesso segue tutti i tentativi di domare questa irrefrenabile molteplicità: dall’invenzione della tradizione confuciana alla creazione dell’impero unitario, fino agli spaventosi eccessi del totalitarismo e al nazionalismo dell’era presente.

 

La guerra dell’oppio e la nascita della Cina moderna

Julia Lovell

(traduzione di Alessandro Manna, 2022)

la guerra dell'oppio_coverLa storia e l’eredità del tragico conflitto che divise la Cina della dinastia Qing e il Regno Unito, imponendo all’Impero Celeste una penetrazione commerciale che sconvolse secolari equilibri e innescò le mire espansionistiche di altre potenze. Uno scontro che da quasi due secoli non smette di condizionare le relazioni dell’Occidente con il colosso cinese. Nell’ottobre 1839 iniziò la prima guerra dell’oppio tra Regno Unito e Cina. Nonostante la sua brutalità, il conflitto fu anche intriso di tragicommedia: tra ipocrisia vittoriana, tentennamenti burocratici, passi falsi militari, opportunismo politico e cooperazione. Eppure, negli ultimi 180 anni, questa strana storia costellata di incomprensioni, incompetenza e compromessi è diventata l’episodio fondante del moderno nazionalismo cinese: è considerata l’inizio dell’eroica lotta della Cina contro una cospirazione occidentale tesa a distruggere il Paese attraverso l’oppio e la diplomazia delle cannoniere. A partire da questo primo conflitto, La guerra dell’oppio esplora come i miti nazionali della Cina sostanzino le sue interazioni con il mondo esterno, come il passato sia diventato propaganda al servizio del presente e come l’illusione e il pregiudizio abbiano funestato il rapporto dei cinesi con l’Occidente moderno e viceversa.

 

La Cina contemporanea. Dalla fine dell’impero a oggi

Guido Samarani

(2017)

la cina contemporanea_coverPer la Cina, intesa nel suo insieme, il Novecento è stato molte cose: guerra e pace, lotta contro la miseria e l’arretratezza e per lo sviluppo e la modernizzazione, sforzo per recuperare l’identità perduta e per forgiarne una nuova, impegno per la rinascita della nazione cinese e per un suo ruolo centrale in ambito regionale e internazionale. Tuttavia, il Novecento è stato innanzitutto il secolo che ha visto precipitare e giungere al suo culmine la crisi, iniziata nel secolo precedente, della millenaria tradizione imperiale e prendere corpo e affermarsi le forme organizzative, i valori e gli ideali della Repubblica Cinese. Il volume analizza le tappe, gli eventi e le questioni principali che hanno segnato la storia della Cina durante il Novecento, muovendo dalla fine dell’Impero (1911) e giungendo fino ai giorni nostri e mirando soprattutto a mettere in luce le radici storiche del «miracolo cinese» cui oggi siamo di fronte, evidenziandone le conquiste e i successi, ma anche tutti i problemi e le contraddizioni. Questa nuova edizione è aggiornata e ampliata con tre capitoli dedicati all’analisi della politica interna ed estera della Cina contemporanea e al futuro di Taiwan, Hong Kong e Macao.

  

FILOSOFIA

LAOZI

Laozi. Genesi del «Daodjing». Testo cinese a fronte

(a cura di Andreini, 2004)

laozi_coverIl Laozi (Vecchio Maestro), secondo solo alla Bibbia per numero di traduzioni, è una delle opere più importanti prodotte dall’umanità, vantando quasi un migliaio di commentari e una letteratura critica sconfinata. La sua influenza in Cina, in Asia Orientale e in Occidente è stata, ed è ancora oggi, immensa. Nonostante la brevità, il Laozi ha svolto un ruolo di primissimo piano nello sviluppo del pensiero e della cultura cinesi ed è considerato da sempre il testo canonico del Taoismo.

 

 

LIEZI

Liezi. La scrittura reale del vuoto abissale e della potenza suprema. Testo cinese a fronte

(a cura di Alfredo Cadonna, 2008)

liezi_coverIl Liezi non è solo uno dei testi fondamentali per lo studio del pensiero della Cina antica ma anche, insieme al filosofico ed ermetico Tao de ching e al poetico Zhuangzi, una delle tre scritture in cui la tradizione taoista continua a vedere sintetizzati i propri principi dottrinali e le loro relative applicazioni. Il maestro che dà nome all’opera, Liezi, sarebbe vissuto nel IV secolo a.C., tuttavia questa raccolta di dialoghi, aneddoti e brevi trattazioni dottrinali è menzionata per la prima volta nel 14 a.C., e nell’VIII secolo, per editto imperiale, sarà innalzata al rango di classico taoista. Un libro che illustra mirabilmente la filosofia cinese dello svolgersi della vita umana e cosmica. E nel quale il lirismo dell’autore è diretto verso la radice dell’essere e delle cose, ai confini dell’esistenza.

 

HAN FEI

Han Feizi

(a cura di Giulia Kado, 2016)

han feizi_coverRaccolta degli scritti attribuiti a Han Fei, filosofo e teorico politico cinese vissuto nel III secolo a.C., alla fine del periodo degli Stati Combattenti. Pensatore in contrasto con la tradizione confuciana, Han Fei propugna l’idea di un impero unitario retto da un sovrano assoluto, forte e spietato. I suoi trattati prendono le mosse da un profondo scetticismo sulla natura umana, che va corretta e guidata da un rigidissimo sistema di ricompense e punizioni. Letto e portato a esempio dai grandi dittatori della storia dell’impero, Han Fei è stato studiato, palesemente o segretamente, dai politici cinesi di ogni epoca e rimane imprescindibile per capire la storia della Cina. Questa edizione, la prima in Italia, presenta la traduzione di 29 capitoli sui 55 dell’intera opera.

 

SUN TZU

L’arte della guerra

(traduzione di Attilio Andreini e Micol Biondi, 2016)

arte della guerra_coverComposto in Cina nel IV secolo a.C., è il più antico trattato di strategia militare, che ha influenzato le tecniche di guerra cinesi per oltre due millenni, per essere poi adottato dagli eserciti di tutto il mondo. Ma non solo. Negli ultimi decenni, la politica e l’economia hanno prestato sempre maggiore attenzione ai principi dell’arte della guerra. Perché Sun Tzu non si limita a fornirci indicazioni su come sconfiggere i nemici sul campo di battaglia. Sun Tzu ci insegna anche e soprattutto la lucida razionalità con cui esaminare i mezzi e i fini della strategia; la lungimiranza con cui adottare le decisioni; la gestione dei conflitti in modo profondo e non distruttivo, perché «la cosa migliore è costringere alla resa senza combattere».

 

ANNE CHENG

Storia del pensiero cinese. Vol. 1: Dalle origini allo Studio del mistero

Storia del pensiero cinese. Vol. 2: Dall’introduzione del buddhismo alla formazione del pensiero moderno

(a cura di Amina Crisma, 2000)

storia del pensiero cinese_coverDalla dinastia Shang, risalente al 2000 a.C., ai fermenti innovativi del Novecento, Anne Cheng ripercorre l’evoluzione intellettuale e spirituale della Cina. Da oltre 4000 anni la cultura cinese offre di sé l’immagine di una straordinaria continuità. La Cina ha visto la nascita di concezioni filosofiche assolutamente originali, è stata in grado di assimilare il buddhismo e poi, in epoca moderna, di aprire un dialogo con l’Occidente. Anne Cheng ci offre una sintesi equilibrata utile sia a chi si avvicina all’argomento per la prima volta, sia ai cultori della materia.

Informazioni mirabolanti sull’economia, interpretazioni più o meno fondate della cultura, notizie allarmanti sulla politica. Ecco cosa il mondo occidentale percepisce della Cina. È allora più che mai necessario gettare le basi per una conoscenza autentica fatta di rispetto e onestà intellettuale nei confronti di questa ampia parte di umanità e cultura.

 

FRANÇOIS JULLIEN

Il saggio è senza idee o l’altro della filosofia

(traduzione di Mario Porro 2002)

il saggio è senza ideeJullien rivisita Confucio e gli altri grandi pensatori taoisti: il saggio è senza idee perché non ne ha di preconcette, è aperto a ogni possibilità. Nella sua ricerca Jullien s’inoltra su sentieri cinesi a braccetto con Eraclito, Montaigne e Heidegger, dando al lettore l’idea che la saggezza permetta a un filosofo europeo di andare un po’ più in là rispetto a dove arrivano tutti gli altri.