Bai Xianyong racconta la vita di un gruppo di giovani reietti, senza famiglia e senza certezze, disposti a vendersi per sopravvivere

Quando fu pubblicato per la prima volta a Taiwan nel 1983, Il maestro della notte di Bai Xianyong, tradotto in italiano da Maria Rita Masci ed edito da Einaudi nel 2005, finì nel mirino della censura. All’epoca, infatti, vigeva la legge marziale e l’omosessualità, tema al centro del romanzo, era ancora perseguita penalmente.

Il maestro della notte appartiene alla cosiddetta letteratura tongzhi, genere che affronta tematiche legate alla comunità LGBTQ e che ha raggiunto il suo periodo di maggior splendore negli anni Novanta, anche grazie alla diffusione e condivisione su internet di opere sul tema. In passato la parola tongzhi era caratterizzata da una forte connotazione politica, essendo utilizzata per riferirsi ai “compagni” all’interno del Partito Comunista Cinese, ma dalla fine degli anni Ottanta il termine ha assunto un nuovo significato ed è passato a indicare gli omosessuali.

il maestro della notte_coverLa storia si svolge nella Taipei degli anni Settanta e ha per protagonisti un gruppo di ragazzi omosessuali accomunati da vicissitudini dolorose, allontanati dalle loro famiglie e accolti nel Parco Nuovo da Yang. È lui il maestro della notte che assicura loro protezione e clienti a cui vendersi, tentando in qualche modo di condurli verso il riscatto.

Voce narrante è Aqing, costretto a lasciare la scuola dopo essere stato sorpreso in atti osceni con un sorvegliante e cacciato di casa dal padre per questo motivo. Trova rifugio nel Parco Nuovo, accanto al Lago dei Loti, dove esiste un regno nascosto, che si anima di notte, abitato da ragazzi reietti come lui, che di notte si prostituiscono per sopravvivere. Aqing condivide la sua nuova vita con Wu Min, Xiaoyu, il Sorcio e altri ragazzi emarginati, senza famiglia e senza certezze, ma non senza speranza né senza sogni.

Sono chiamati ragazzi di cristallo, invisibili e fragili. Il loro immaginario è popolato da figure leggendarie che in passato hanno animato quello stesso parco, come il Dragone e la Fenice, protagonisti di una storia d’amore finita tragicamente, e attorno a loro ruotano uomini che tendono loro la mano, come il maestro Yang, il custode del parco Guo e l’anziano benefattore Fu, che cercano di guidarli su una nuova strada e sembrano occupare il posto di quei padri che li hanno abbandonati.

Bai Xianyong, nato in Cina nel 1937 e trasferitosi a Taiwan nel 1952 per seguire il padre, noto generale del Guomindang, racconta una storia intensa, dolorosa e commovente, con una prosa poetica e uno stile delicato, in netto contrasto con la dura realtà che l’autore descrive, riuscendo così a lasciare nel lettore travolto dalla drammaticità della vicenda uno spiraglio di luce.

Il maestro della notte è purtroppo fuori catalogo da molti anni, ma con un po’ di fortuna è possibile reperirlo sulle bancarelle e nelle librerie dell’usato.

gente di taipei_coverPer anni è stato l’unico titolo di Bai Xianyong disponibile in italiano, ma di recente Atmosphere Libri ha pubblicato Gente di Taipei, a cura di Antonio Leggieri, una raccolta di quattordici storie che hanno per protagonisti personaggi in esilio volontario, paralizzati nella loro nostalgica rievocazione del passato e della madrepatria. Fra partite infinite a mahjong, piatti prelibati, brindisi e abiti tradizionali, tutto serve a creare l’illusione di essere ancora sul continente, di essere giovani aitanti, o fate ammaliatrici, e di ricoprire ancora posizioni di prestigio nei propri circoli sociali, sullo sfondo di una città spesso fredda e piovosa.

 

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Il maestro della notte di Bai Xianyong
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