Atmosphere Libri: tutti i titoli dedicati alla Cina nella collana Asiasphere


Romanzi e raccolte di racconti di scrittori e scrittrici cinesi pubblicati dalla casa editrice specializzata nella narrativa straniera
Atmosphere libri è una casa editrice romana specializzata nella narrativa straniera.
Tra le collane pubblicate la biblioteca contemporanea che accoglie romanzi di autori stranieri che stimolano il lettore a una profonda riflessione su sentimenti, emozioni, conflittualità, linguaggi, culture, luoghi del mondo e dell’animo umano, la biblioteca dei ragazzi, la biblioteca del giallo, la biblioteca araba e le nuove collane zucchero filato, libri illustrati per bambini dai 5 agli 8 anni di autori classici, tuttoinfavola, le più belle favole nuovamente illustrate, children’s zoo book, una collana di fiabe illustrate con testo inglese a fronte per bambini dai 5 ai 8 anni e la collana le scarabattole, libri illustrati per piccoli da 0 a 3 anni.
Tra tutte spicca poi la collana asiasphere, dedicata alla narrativa dei Paesi dell’Asia orientale e del Sudest asiatico, diretta da Gianluca Coci a cui si affianca un Comitato scientifico composto da Giacomo Calorio, Luca Capponcelli, Vincenza D’Urso, Barbara Leonesi, Federico Madaro, Paolo Magagnin, Andrea Maurizi, Nicoletta Pesaro, Alessandra Pezza, Silvia Pozzi, Maurizio Riotto, Natalia Riva, Paola Scrolavezza, Antonia Soriente, Anna Specchio e Stefania Stafutti.
Oltre alla narrativa, c’è spazio anche per la saggistica letteraria sull’Asia orientale e il Sudest asiatico nella collana asiasphere files, curata da Gianluca Coci e da Stefania Stafutti.
Indice
La vita da sogno di Champa il tibetano
(traduzione di Lorenzo Andolfatto, 2016)
La vita è semplice per Champa, un giovane tibetano. Ha un buon lavoro come autista nella sua città natale, Lhasa. Il suo capo cinese Mei è una seria collezionista d’arte e, quando comincia a dormire con lei, la vita diventa un bel po’ più complicata. Improvvisamente la vita sessuale di Champa è al di là dei suoi sogni più sfrenati, ma poi Mei porta a casa una statua di Tara, una statua che brilla con squisita bellezza femminile, e improvvisamente la vita non è semplice per tutti, così Champa fugge per Pechino alla ricerca della propria ispirazione, rubando la Toyota e l’iphone di Mei e lasciandola arrabbiata e in cerca di vendetta.
Shanghai
(traduzione dal giapponese di Costantino Pes, 2017)
Shanghai, 1925. Figure inquiete si aggirano per la città. Tra queste, due giovani giapponesi: Sanki lavora in banca, coprendo le losche operazioni finanziarie del suo direttore; Kōya è un uomo d’affari d’assalto, privo di scrupoli ma vivace e dinamico. Attorno a loro la Shanghai d’inizio secolo, metropoli dinamica che preannuncia quella del nostro presente: le nebbie del porto sul lungofiume, i vicoli scuri e affollati, le fabbriche in rivolta, i canali sporchi e maleodoranti, i locali gremiti di clienti provenienti da tutte le parti del mondo. L’azione si svolge in buona parte nel quartiere in cui si riuniscono le rappresentanze dei paesi occidentali, la zona degli affari e dei night club in cui si balla al ritmo delle canzoni all’ultima moda. I protagonisti si muovono anche per i vicoli della città cinese, abitati da una popolazione dolente e misera dedita alle più varie attività: coolies, portatori di risciò, mendicanti… e i postriboli, affollati di prostitute giapponesi, cinesi e perfino russe, residui dell’aristocrazia sfuggita alla Rivoluzione d’Ottobre. Altri personaggi si aggirano nel calderone della città, agitata dai grandi rivolgimenti storici del tempo, tra scioperi nelle fabbriche, uomini d’affari di tutto il mondo in cerca di opportunità e movimenti panasiatici e nazionalisti, appoggiati da gran parte dei protagonisti, che coltivano idee di ribellione contro la dominazione occidentale.
(traduzione di Lorenzo Andolfatto, 2018)
Protagonisti di questa saga sono i tre fratelli Gao: Juexin, Juemin e Juehui. Juemin, innamorato della giovane Qin, abbandona la propria casa per sfuggire al matrimonio imposto dal padre. Ciò finirà col mettere gli altri due fratelli l’uno contro l’altro, costringendoli a scegliere se rispettare l’autorità paterna o la libertà del fratello. A fare da contraltare ai fratelli Gao ci sono le figure tragiche di tre donne: Mei, Mingfeng e Ruijue. Quest’ultima, felice nel suo matrimonio con Juexin, muore giovane di parto. Mei, rimasta vedova, è ridotta a schiava della famiglia del marito. Mingfeng, la serva della famiglia Gao, sceglie il suicidio dopo aver scoperto che il capofamiglia la vuole cedere come concubina a un conoscente molto più vecchio di lei. Il suicidio di Mingfeng sconvolge Juehui che, pieno di rimorso, deciderà di abbandonare una volta per tutte la prigione della propria famiglia per ricominciare una nuova vita a Shanghai.
La vita felice del ciarliero Zhang Damin
(traduzione di Fiorenzo Lafirenza, 2018)
Ambientato nella Pechino degli anni ’90, narra con penna leggera le vicende del protagonista e dei suoi congiunti in un susseguirsi di episodi ora comici, ora drammatici. L’intera famiglia, destinata per altro ad allargarsi nel corso dello svolgersi degli eventi, vive letteralmente stipata sotto un unico, angusto tetto, in una piccola porzione di siheyuan, una di quelle tipiche case pechinesi che negli ultimi decenni sono state abbattute per far posto alla nuova edilizia urbana, formate da un cortile circondato da quattro edifici un tempo destinati a ospitare un unico nucleo familiare. La casa dei Zhang costituisce a tutti gli effetti uno dei “protagonisti” del romanzo, e la sua storia, al pari di quelle degli altri personaggi, contribuisce a illustrare il periodo di passaggio dalla Cina del dopo Mao a quella dell’inizio della modernizzazione voluta da Deng Xiaoping.
(traduzione di Giulia Rampolla, 2019)
L’autrice descrive la travolgente storia d’amore tra due personaggi, uniti dalla stessa indole anticonformista, che scelgono di collocarsi ai margini della società per perseguire una libertà interiore che pagheranno a caro prezzo: un ragazzo ribelle, con una complicata situazione familiare alle spalle, appena sedicenne al momento del primo incontro, e una donna dal fascino irresistibile, che ha il doppio della sua età e che di professione fa la truffatrice. I fatti sono narrati dalla prospettiva del narratore/protagonista maschile che, a circa sedici anni di distanza, rievoca con nostalgia e rimpianto la relazione, vagabonda e instabile, con la bellissima donna conosciuta casualmente su un autobus, non appena giunto da Nanchino a Pechino, dove si era trasferito per studiare arte e allontanarsi dal padre. La narrazione coinvolge anche i percorsi individuali di crescita dei due personaggi, sullo sfondo della Cina delle riforme, rivelando così le ragioni sociali e personali che li hanno indotti a compiere le loro scelte e proponendo inoltre i temi della memoria storica e dell’ineluttabilità del destino, accanto a riflessioni sulla scoperta della sessualità e dell’amore e sulla costruzione di un’identità adulta.
(traduzione di Fiorenzo Lafirenza, 2019)
Qiu Ju, moglie di un contadino che ha ricevuto un calcio nei testicoli dal capo villaggio, è decisa a tutti i costi a ottenere giustizia: nonostante sia incinta sopporta ripetuti viaggi anche fino a Pechino e affronta i labirinti della burocrazia per correggere una sentenza (sostanzialmente assolutoria) che non ritiene equa. Quando arriverà la giustizia, sarà troppo tardi e lascerà insoddisfatta anche lei.
La storia di Qiu Ju è stata adattata per un film che ha vinto il Leone d’Oro alla 49esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1992.
La storia del giuggiolo
(traduzione di Marco Fumian, 2021)
Ambientato in un lungo e tormentato periodo della storia cinese moderna, dall’invasione giapponese iniziata nel 1937 fino all’inizio dell’era riformista nel 1979, questo romanzo breve tuttavia mette in secondo piano i tragici e crudeli eventi della grande Storia per concentrarsi sulle micro-
storie di personaggi marginali, anch’esse comunque intrise di violenza: abbiamo così l’efferato assassinio di Erhan da parte del bandito Faccia Candida, l’uccisione di Faccia Candida da parte del fratello di Erhan divenuto eroe proletario ma soltanto per vendetta, l’incomprensibile
scomparsa del comandante comunista Xie Siling caduto in una trappola per un’ingenuità personale, mentre su tutto, a fare da raccordo alle mortifere prepotenze dei maschi coinvolti nella storia, la storia di Xiuyun, una donna incompresa e sfortunata, oggetto passivo del desiderio altrui, divenuta prima la moglie inerte del libertino Erhan, quindi l’amante-schiava del bieco Faccia Candida, e infine l’amante-cameriera del funzionario comunista “vecchio Qiao”. La storia del giuggiolo (1988) è una delle opere più note della cosiddetta “avanguardia”,
la breve ma intensa esperienza di sperimentazione letteraria che ha rappresentato il culmine dell’esplosione artistica degli anni Ottanta cinesi, a cui hanno partecipato anche autori molto conosciuti come Yu Hua, Su Tong e Ge Fei.
Giovane Babilonia
(a cura di Silvia Pozzi, traduzione di Natalia Riva e Gloria Cella, 2021)
Seduto su un marciapiede di Shanghai, il trentenne Lu Xiaolu racconta la sua Giovane Babilonia. Caotici ricordi ci trasportano nella città fittizia di Daicheng. Sono gli anni Novanta, Lu Xiaolu è un diciannovenne imbranato, con una penosa carriera scolastica e scarse prospettive per il futuro. Segue il corso degli eventi con indolenza e pessimismo ma grazie agli agganci del padre diventa apprendista operaio nella fabbrica locale di saccarina. Lo sguardo ironico e disilluso di questo scapestrato dall’animo buono dà vita al mondo variopinto della fabbrica. Tra rozzi operai, rigidi burocrati, donne maliziose e ragazze da corteggiare, Lu Xiaolu cerca la sua strada. Innamoramenti, baruffe, guai, amicizie e rivalità lo accompagnano nella sua avventurosa ricerca che lo porterà alla tanto agognata Shanghai. Umorismo e amarezza, ribellione e rassegnazione si intrecciano nelle esuberanti vicende narrate. Sullo sfondo, la Cina socialista in piena espansione economica.
Respirare sott’acqua
(traduzione di Martina Codeluppi, 2024)
Una mattina d’autunno, subito dopo colazione, la vita di Jia Jia cambia per sempre: trova il marito morto nella vasca da bagno del loro appartamento a Pechino. Accanto a lui c’è un foglio di carta piegato: lo schizzo di una strana creatura che aveva sognato. Nessun altro indizio o messaggio. Giovane, sola e con molte domande a cui dare risposta, Jia Jia si mette alla ricerca del significato di questo misterioso disegno. Partendo dai grattacieli e dai locali notturni della Pechino contemporanea, intreccia nuove relazioni, una delle quali sembra prometterle l’amore autentico a cui ormai aveva rinunciato rifugiandosi in un matrimonio conveniente ma infelice. Il viaggio la porterà tra le montagne del Tibet e persino in un misterioso mondo delle acque, da cui si sente spaventata e attratta allo stesso tempo.
Scenografico e onirico, Respirare sott’acqua è una riflessione sul mito, sul lutto e sull’esistenza di un mondo al di là delle parole, un testo che narra della ricerca di una giovane donna, che scava nel proprio passato per conquistarsi il futuro.
Musica fantasma
(traduzione di Martina Codeluppi, 2025)
Per tre anni, Song Yan ha riempito il vuoto del suo appartamento di Pechino con le note incerte dei suoi giovani studenti di pianoforte. Con il matrimonio ha rinunciato alla carriera di concertista, ma il marito Bowen ha sempre respinto il suo desiderio di avere un figlio. Si ritrova invece a dover accontentare la suocera, appena arrivata dalla provincia dello Yunnan e custode di segreti di famiglia sepolti da tempo. L’atmosfera pesante provoca a Song Yan sogni claustrofobici e inquietanti, nei quali si ritrova prigioniera in una stanza buia popolata soltanto da un bizzarro fungo arancione. Presto cominciano ad arrivare con cadenza regolare strani pacchi contenenti diverse varietà di funghi e, dopo qualche tempo, una lettera da parte del misterioso mittente. Quest’ultima mette Song Yan sulle tracce di Bai Yu, pianista di fama mondiale scomparso anni prima in circostanze mai chiarite. Camminando in solitudine nella città invernale, viene trascinata negli antichi hutong per affrontare la fonte della sua inquietudine.
Il podestà Liu e altri racconti
(traduzione di Marco Fumian, 2016)
Contiene sei racconti che hanno per protagonisti un assassino impenitente che il giudice vuole a tutti i costi salvare dall’esecuzione; un giovane uomo che pur di sposarsi partecipa a una grottesca lotteria; un’orfana così innocente che riesce ad ammansire il suo virtuale stupratore; un vulcanico funzionario comunista che fa arricchire il suo popolo inducendolo a emulare le gesta di una prostituta, un giovanissimo soldato che chiede al superiore il permesso di andare al funerale della madre e un gruppetto di amici giurati che, non sapendo cosa fare, decidono di picchiare le loro mogli. Yan Lianke alterna uno stile tragico, surreale e lirico, dando spazio agli emarginati della Cina di oggi.
Un’altra vita per le donne & Tre lanterne
(traduzione di Antonio Leggieri, 2019)
Questi due racconti sulle piccole città e sui loro insoliti abitanti sono sorprendentemente buie e divertenti. In Un’altra vita di donne le sorelle Jian, entrambe “signorine” sebbene abbastanza in là con gli anni, conducono una vita reclusa e senza sussulti in un appartamento al di sopra del negozio di salse di soia e sottaceti che una volta apparteneva al proprio padre. All’interno del negozio, si alternano le vicende e gli scandali fra tre commesse, nemiche per la pelle ma costrette a lavorare insieme.
Nel racconto Tre lanterne chi ha detto che solo i più intelligenti si salvano dalla guerra? Bian Jin, lo scemo del villaggio di Quezhuang, ha in testa solo le sue anatre, e per questo viene dimenticato dai suoi compaesani in fuga dalla guerra. Vagando per il villaggio ormai deserto, Bian Jin incontra Scodellina, una bambina alla perenne ricerca dell’olio necessario ad accendere le tre lanterne sulla barca della sua famiglia.
Il contestatore e altri racconti
(traduzione di Andrea Alberga, Alessandra Pezza e Silvia Pozzi, 2018)
Un racconto dopo l’altro, i parallelismi e gli echi si inseguono in questi micro-racconti che ci restituiscono i paradossi della Cina intera, dal suo centro dirigenziale e culturale alle periferie più remote. Ogni storia ha un retroscena, ogni persona un piccolo grande segreto che solo l’occhio acuto dell’artista riesce a snidare. Con i suoi micro-racconti surreali e garbati, ispirati alla lezione di grandi nomi come Anton Čechov e Jorge Luis Borges, Lao Ma ci porta alla scoperta delle pieghe dell’animo umano, sviscerandole senza pietà ma con una grande dose di umorismo.
Quattordici storie per istruire il mondo. Una raccolta della dinastia Ming
(traduzione di Antonio Leggieri, 2018)
Quattordici racconti della celebre serie Sanyan della dinastia Ming, raccolte di storie vernacolari compilate e adattate da Feng Menglong (1574-1646), il più esperto conoscitore della letteratura popolare del suo tempo in Cina. Le storie sono state fondamentali per lo sviluppo della narrativa vernacolare e la loro importanza nel canone letterario cinese e nella letteratura mondiale è stata paragonata a quella del Decamerone di Boccaccio e alle storie di Mille e una notte. Popolati da studiosi, imperatori, ministri, generali e una galleria di uomini e donne comuni nel loro ambiente quotidiano – mercanti e artigiani, prostitute e cortigiane, sensali e indovini, monaci e monache, servi e cameriere ladri e impostori – i racconti forniscono un vivido panorama del mondo della Cina imperiale prima della fine della dinastia Ming (1368-1644).
Shanghai Suite
Bao Tianxiao, Liu Na’ou, Mu Shiying, Shi Zhecun, Zhang Tianyi, Ye Lingfeng
(traduzione di Barbara Leonesi, Luca Pisano, Stefania Stafutti, Caterina Viglione, 2014)
Negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale, la “Parigi d’Oriente” è la grande metropoli delle concessioni straniere, un crocevia vivacissimo di avventurieri, di artisti, di intellettuali impegnati, di belle donne, di imprenditori, di perditempo e di miliardari gigolò, ma è anche una città di miseria estrema, di ingiustizia e di ineguaglianza. I temi, il linguaggio, la sensibilità personale e artistica degli scrittori dell’epoca sono assai vicini a noi, più vicini di quanto a volte non accada per gli autori della Cina contemporanea. L’ironia graffiante che percorre il racconto Il signor Hua Wei potrebbe essere applicata senza nessuna difficoltà a una serie di personaggi più o meno oscuri della scena italiana, “professionisti” della politica senza arte né parte. Allo stesso modo gli scrittori “di successo”, affamati di quattrini, che affollano inutilmente i nostri talk show sono buoni sodali de Il salsiccia. Entrambi i personaggi escono dalla penna di Zhang Tianyi (1906-1985), uno dei grandi della letteratura del Novecento. Lo scintillio fasullo dei locali alla moda, contrapposto alle vicende umane spesso drammatiche delle persone che li frequentano è un altro tema molto affrontato dagli scrittori dell’epoca, fra cui Mu Shiying (1912-1940, Cinque al nightclub). Li comprendiamo perfettamente quando volgono lo sguardo a una sessualità torbida e repressa (Mu Shiying in La donna di platino), o incerta e conclamata (Ye Lingfeng, 1905-1975, de La signorina n.7), così come quando mettono a nudo una disperazione esistenziale celata da un cinismo di facciata (Liu Na’ou, 1905-1940, di Scarti, o Bao Tianxiao,1875-1973, de Il malanno della cortigiana) o, ancora, quando trasferiscono magistralmente nella scrittura le piccole frustrazioni innocue della quotidianità di mariti, impiegati, amanti, come nei racconti di Shi Zhecun. Questi autori appartengono al numero dei prediletti dal cielo, capaci di parlare al cuore e all’intelletto degli uomini, in qualunque tempo e a qualunque latitudine.
Mosè sulla pianura
(traduzione di Paolo Magagnin, 2021)

Il lavoro di Shuang Xuetao inizia con trame piene di colpi di scena e termina con una semplice conclusione, che non solo riflette la sua comprensione del mondo ma mostra anche la forza del suo perdono interiore. «Shuang Xuetao è uno dei romanzieri più promettenti della Cina continentale contemporanea. L’antologia di racconti Mosè sulla pianura si basa sul contesto in cui è cresciuto, il distretto di Tiexi, città di Shenyang, Cina nord-orientale. Descrive le varie forme di vita all’inizio del secolo. La narrazione è precisa e fredda e l’ispirazione religiosa leggera è particolarmente intrigante». Wang Dewei (Edward C. Henderson Chair Professor presso l’Università di Harvard).
Dieci amori
(traduzione di Stefania Stafutti, 2021)
Una sposa è perseguitata dall’amante morto nel giorno del suo matrimonio. L’atto di tradimento di uno studioso medievale fa uccidere sua moglie. Un personaggio fiabesco incontra la sua prima ragazza a distanza di molti anni. Al contempo affascinante e agghiacciante, questa antologia di racconti dell’influente giovane scrittrice cinese Zhang Yueran offre uno sguardo molto peculiare sugli affari di cuore. Zhang Yueran è un’autrice di grande freschezza e originalità con uno stile forte che si allontana dalla narrativa convenzionale. In Dieci sembianze dell’amore dimostra la sua abilità nell’arte del racconto, creando storie e personaggi precisi e avvincenti, atmosfere oniriche o apparentemente folli che guardano ai sentimenti quotidiani spesso messi a tacere nel mondo reale.
Gli asteroidi cadono di pomeriggio
(a cura di Valentina Consoli, 2024)
Un’area epidemica illuminata da luci al neon lampeggianti; una gigantesca stazione metropolitana in cui si nascondono uomini-seppie; impiegati aziendali colpiti da continue mutazioni; un grande processo di costruzione della società su un nuovo pianeta… Questo libro comprende una serie di racconti contraddistinti da un umorismo nero a dir poco unico, di cui sono protagonisti esseri umani che sembrano vivere su un pianeta gemello della Terra, in un momento incerto minacciato da un futuro imminente. Questo è un mondo eterogeneo con una propria logica. I lettori potranno considerarlo come una piacevole rivoluzione mentale, ma faticheranno a trascurarne il lato realistico: alcune peculiarità della nostra vita emergono a poco a poco tra queste pagine, grazie alle capacità rivelatorie di Shen Dacheng.
Gente di Taipei
(a cura di Antonio Leggieri, 2024)
Quattordici ritratti di personaggi in esilio volontario a Taiwan, paralizzati nella loro nostalgica rievocazione del passato e della madrepatria; fra partite infinite a mahjong, piatti prelibati, brindisi e abiti tradizionali, tutto serve a creare l’illusione di essere ancora sul Continente, di essere giovani aitanti, o fate ammaliatrici, e di ricoprire ancora posizioni di prestigio nei propri circoli sociali. Sullo sfondo di una città spesso fredda e piovosa, contro un vento impetuoso e noncurante, malinconiche odi al tempo e alla gloria che furono si sviluppano in appartamenti fatiscenti e giardini appassiti. Bai ha creato una serie di capolavori che raccontano il cambiamento della morale e dei costumi del popolo cinese moderno a partire dalla metà del XX secolo.
