Famiglia, la saga familiare di Ba Jin

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Le vicende dei tre fratelli Gao in bilico tra imposizioni e ribellione in una tipica famiglia della Cina tradizionale

Juexin, Juemin e Juehui sono i tre fratelli Gao, protagonisti del romanzo di Ba Jin, Famiglia (Atmosphere libri, 2018).

Pubblicato in Cina nel 1933, è il primo libro della Trilogia del Torrente, che si completa con Primavera e Autunno. In Italia era arrivato già nel 1980 grazie alla traduzione di Margherita Biasco e a Bompiani, a quasi trent’anni di distanza è stato riproposto da Atmosphere libri nella collana Asiasphere con la traduzione di Lorenzo Andolfatto.

Le vicende dei tre fratelli protagonisti, ambientate nella Cina degli anni Venti del secolo scorso, si intrecciano con quelle dei numerosi personaggi che gravitano nell’orbita della grande famiglia. In particolare spiccano le figure di tre donne, Mei, Mingfeng e Ruijue, accomunate dal tragico destino.

famiglia_bajinFilo conduttore della saga familiare è la contrapposizione tra passato e presente, sottomissione e ribellione, famiglia e indipendenza. Contrapposizione che si riflette nella personalità e nelle scelte dei personaggi. Se, infatti, Juemin è pronto a lasciare la casa dei Gao per sottrarsi alle imposizioni paterne e al matrimonio deciso dal nonno, Juexin non ha la forza di contrastare le pressioni familiari in nome dell’affermazione di se stesso e della propria libertà.

Tanti sono gli episodi e le riflessioni che Ba Jin inserisce nel racconto per insistere sulla rigida gerarchia che caratterizzava la famiglia tradizionale cinese, dove nonni e padri avevano l’autorità di decidere il destino di tutti i componenti delle generazioni successive, in nome di usanze, tradizioni e a volte anche superstizioni, azzerando quasi del tutto l’individualità.

Una situazione che lo scrittore conosce molto bene, avendola vissuta sulla propria pelle. Nato nel 1904, in una famiglia di letterati confuciani, sviluppò fin da giovanissimo uno spirito rivoluzionario e anticonformista. Dopo aver studiato inglese a Chengdu, sua città natale, si trasferì prima a Shanghai, poi a Nanchino e infine a Parigi, dove cominciò a dedicarsi alla scrittura.

Tratto ricorrente nei suoi scritti è proprio il richiamo alla libertà individuando nella famiglia cinese tradizionale l’ostacolo principale all’espressione individuale.

Un tema che in Famiglia è presente in tutto il romanzo. Non solo nelle vicende dei fratelli Gao, ma anche in quelle che riguardano le figure femminili attraverso cui Ba Jin tratteggia la condizione della donna nella Cina dell’epoca.

Particolarmente toccanti le pagine in cui si parla della fasciatura dei piedi, pratica a cui venivano sottoposte le donne cinesi nella Cina imperiale. Nel romanzo, Shuzhen, una delle protagoniste femminili, è stata sottoposta a questa pratica dalla madre.

«Aveva così imparato a sopportare il dolore della morsa di legno, della frusta, il continuo tormento, le lacrime e le lunghe notti insonni, pur di guadagnarsi il pregio di avere quella deformità che chiamavano “piedi di giglio”».

Una situazione che provocava in Shuzhen una doppia sofferenza, fisica e morale.

«Era sì diventata il fiore all’occhiello di sua madre, che si faceva vanto di lei con tutti i conoscenti, ma allo stesso tempo era diventata anche fonte di derisione da parte dei suoi parenti più giovani».

All’epoca perfino tagliarsi i capelli per una ragazza era un problema.

«Tagliarsi i capelli al giorno d’oggi richiede grande coraggio»,

dichiara Qianru, amica di un’altra delle protagoniste femminili, Qin, per la quale decidere se «tagliarsi i capelli corti come gli uomini» o meno significa decidere se rispettare il volere della propria famiglia e conformarsi alle tradizioni oppure osare ribellarsi e seguire le proprie idee.

Ma nelle pagine del romanzo di Ba Jin sono moltissime le parti in cui si ripropone questa contrapposizione tra vecchia società, con i suoi valori tradizionali, e nuovi valori. Proprio per questo Famiglia è stato in un certo senso un libro-manifesto per una generazione di giovani cinesi che ha vissuto gli anni del passaggio dalla fine della Cina imperiale all’inizio della Repubblica. Un periodo di transizione in cui ci si scagliava contro la tradizione confuciana attratti da nuove conoscenze e nuove libertà.

Oggi Famiglia continua ad essere un romanzo fondamentale per cercare di capire meglio la Cina del passato e le sue antiche tradizioni.

Ba Jin è considerato uno dei maggiori scrittori cinesi del Novecento e, prima di morire, poco più di un mese prima di compiere 101 anni, è stato più volte proposto per il Premio Nobel, che però non gli è mai stato conferito.

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Famiglia
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