Nuove uscite 2025: tutti i libri sulla Cina pubblicati in Italia

Mese dopo mese un elenco aggiornato di saggi, romanzi, racconti e libri per bambini di autori cinesi e non, pubblicati sul mercato editoriale italiano nel corso del 2025
Indice
Dobbiamo parlare di Xi. La storia segreta del più potente leader del mondo di Michael Dillon (Chiarelettere, 180 pagine, 16 euro, disponibile dal 4 febbraio)
Il volto di Xi Jinping appare regolarmente sugli schermi televisivi e sulle pagine dei giornali, eppure dopo più di dieci anni al potere la sua figura è ancora avvolta nel mistero. Dall’infanzia trascorsa insieme al padre, epurato durante la Rivoluzione culturale di Mao Zedong, alla promessa di estirpare la povertà dal Paese, dalla persecuzione dei musulmani uiguri al timore ossessivo di essere paragonato a Winnie the Pooh, il premier cinese è infatti un uomo la cui immagine è oscurata dalle caricature e dai luoghi comuni. In questo libro lo storico e scrittore Michael Dillon ci rivela tutto ciò che non sappiamo ma dovremmo sapere sull’uomo forse più influente del pianeta, nel tentativo di spiegare le ragioni del suo ascendente sulla Cina, nonché di comprendere i suoi obiettivi. Ma questa non è solo la storia di Xi. Questa è la storia della più grande potenza economica dei nostri giorni e cerca di rispondere ad alcune domande cruciali: che cosa significa la leadership cinese di Xi per il resto del mondo e che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Il tiranno celeste di Xiran Jay Zhao (Rizzoli, traduzione di Paolo Maria Bonora, 560 pagine, 18 euro)
Zetian ce l’ha fatta. È finalmente nella sede del potere a Huaxia. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse costretta a condividere il potere con un uomo pericoloso. Nonostante i due abbiano idee molto diverse su come decostruire il sistema corrotto e misogino che affligge il loro paese, Zetian deve collaborare con quest’uomo in una danza di verità e bugie. Solo svolgendo i loro ruoli alla perfezione potranno sconfiggere il loro nemico comune, il quale tiene in ostaggio i loro cari. Riuscirà Zetian a mostrarsi una sovrana giusta ed equa anche di fronte ai disordini politici e le forze pericolose che mirano a indebolirla? Oppure sarà costretta a fare affidamento sulla paura e sulla violenza e a soccombere ai suoi istinti più oscuri nella sua ricerca di vendetta?
The night ends with fire. Un destino di fuoco e fiamme di K. X. Song (DeAgostini, traduzione di Denise Silvestri, 512 pagine, euro 18,90)
In un regno orientale dove spiriti e draghi sono reali quanto la guerra, Hai Meilin è una ragazza senza voce né potere. Ma quando decide di ribellarsi a un destino fatto di violenza e prigionia, sceglie l’impensabile: impugnare una spada. Tra segreti antichi, visioni di un drago dagli occhi d’oro e l’attrazione proibita per un principe nemico, Meilin scoprirà di essere al centro di una battaglia tra dèi e uomini. E quando le stelle si schiereranno contro di lei, dovrà scegliere se obbedire… o riscrivere le regole con il fuoco.
Leggere la Cina, capire il mondo. Narrazioni dominanti e discorso critico in un’era di competizione a cura di Marco Fumian (Mimesis, 356 pagine, 30 euro)
L’ascesa globale della Cina, in parallelo al declino del primato del cosiddetto mondo occidentale, ha contribuito a creare nell’ultimo decennio uno scenario di competizione che ha generato, insieme alle tensioni geopolitiche, anche molteplici narrazioni ideologiche contrapposte. Da un lato un Partito comunista cinese divenuto più assertivo e repressivo, che si è impegnato, globalizzando le reti della propria “propaganda verso l’estero”, a diffondere i discorsi e i valori “cinesi” ritenuti corretti, al fine di espandere la propria influenza ideologica nel mondo. Dall’altro il Paese egemone dell’Occidente, gli Stati Uniti, che per difendere la propria leadership mondiale ha trasformato la Cina da partner insostituibile del commercio globale a minaccia autocratica spesso reificata come “altro” responsabile della propria crisi democratica. È perciò essenziale, in questo contesto, scavare dentro le costruzioni polarizzate della propaganda, per una visione più complessa dell’ascesa cinese e di ciò che questa porta con sé nel mondo, cercando nel contempo di capire in modo franco noi stessi e dove stiamo andando attraverso il confronto. Fornire strumenti utili a tale comprensione è lo scopo di questo volume, nato dal dialogo fra studiosi di ambiti disciplinari diversi, con l’intento di promuovere una “sinologia critica” capace di unire lo studio specialistico della Cina alle riflessioni sul presente.
Città fantasma di Kevin Chen (edizioni e/o, traduzione di Silvia Pozzi, 352 pagine, 19 euro)
Narrato attraverso una moltitudine di voci, sia vive che morte, muovendosi con una fluidità sorprendente tra passato e presente, Città fantasma è una storia affascinante di segreti familiari, superstizioni locali e ricerca di identità nel mezzo di uno scontro tra culture. Rifiutando il ruolo che i genitori taiwanesi conservatori hanno scelto per lui, il protagonista fugge nella cosmopolita Berlino sperando di essere accettato come giovane gay. Ambientato nell’arco di un solo giorno, durante la Festa degli Spiriti, il romanzo inizia un decennio dopo, quando Chen Tien-hung è appena uscito di prigione in Germania ed è tornato a casa. Con i genitori morti e i suoi sei fratelli e sorelle sposati, impazziti o deceduti, sembra che per lui non ci sia più nulla a Yongjing, la sua città natale. O almeno così pensa. Mentre la storia prende forma, Chen Tien-hung rivela maggiori dettagli sugli eventi che hanno segnato la vita della sua famiglia, i fantasmi che infestano il suo paese d’origine e la verità sul crimine che ha commesso in Germania.
Il tao delle macchine di Chen Qiufan (Luiss University Press, traduzione di Patrizia Liberati e Desirée Marianini, 184 pagine, 18 euro)
Cosa succede quando il nostro cervello non riesce più a distinguere un volto umano da uno artificiale? È davvero possibile innamorarsi di un robot capace di simulare le emozioni con perfezione inquietante? E quale destino attende l’identità umana in un’epoca in cui la tecnologia può replicare pensieri, ricordi e sensazioni? Le storie raccolte in questo libro, curato da uno dei maggiori autori di fantascienza contemporanei, uniscono la potenza immaginifica della science fiction alla profondità dell’esplorazione filosofica, invitando a riflettere sui rischi e le opportunità legate al progresso, in un mondo dove intelligenza artificiale e robotica influenzano sempre più la nostra quotidianità. Questi racconti, scritti da autrici e autori della vibrante scena letteraria cinese ancora largamente sconosciuta al pubblico italiano, esplorano ciò che accadrà, passando in rassegna il possibile, l’improbabile e l’apparentemente assurdo – che, come il nostro tempo ci mostra sempre più spesso, rischia d’un tratto di diventare reale. Tra rivolte meccaniche, missioni di spionaggio ai confini tra umano e postuma no e meditazioni sul valore della memoria, Il Tao delle macchine ci conduce in un universo al tempo stesso affascinante e perturbante, dove ogni innovazione tecnologica può trasformarsi in una sfida, in un dilemma per l’etica e la società.
Qipao. L’armoniosa fusione tra moda cinese e occidentale di Yi Yang (Anteo, 256 pagine, 25 euro)
Il qipao, l’abito tradizionale cinese dal colletto rigido e dallo spacco generoso, è indubbiamente l’icona della moda femminile cinese nel mondo. Elegante e sensuale, ma al contempo delicato e chic, il qipao è una meravigliosa commistione di stile orientale e occidentale. Nato come abito delle donne delle Otto Bandiere, che governavano la Cina durante la dinastia Qing, il qipao si evolve nei secoli fino al momento cardine in cui la moda occidentale entra a far parte della vita quotidiana del popolo cinese. Il risultato è un abito che incarna la ricca tradizione e la raffinata maestria artigianale di un popolo e ne racconta la storia e la cultura, fondendo in sé l’anima antica della Cina e la sua naturale inclinazione a guardare al futuro, lasciandosi ispirare da ciò che è nuovo e diverso, integrandolo e facendolo suo.
Otto indagini per il giudice Dee. I casi del giudice Dee di Robert Van Gulik (O Barra O, traduzione di Alessandro Giarda, 224 pagine, 14 euro)
Per la prima volta raccolti in un unico volume gli otto racconti di Robert van Gulik che completano la serie “I casi del giudice Dee”. Otto storie memorabili che si incastonano tra le vicende narrate nei romanzi e coprono una decade durante la quale il giudice Dee, accompagnato dai suoi fedeli assistenti Ma Joong, Chiao Tai e il sergente Hoong, presta servizio in diversi distretti dell’impero Tang. Nel corso di queste indagini, il più celebre detective dell’antica Cina, muovendosi con grande sagacia ed empatia tra mercanti, militari, cortigiane e gente del popolo, viene a capo di ingegnosi piani criminali e fa trionfare ovunque il suo incrollabile senso della giustizia. Si scoprono inoltre alcuni aspetti più intimi del giudice Dee, dal suo rapporto con le consorti e i figli alle sue preoccupazioni riguardanti la carriera. Oltre alle consuete illustrazioni in stile cinese di Robert van Gulik, ogni racconto è corredato da una sua prefazione che aiuta a contestualizzarlo e collocarlo cronologicamente all’interno della serializzazione.
Lanterne in volo. Desideri e paure di sei giovani cinesi di Alec Ash (traduzione di Margherita Emo e Piernicola d’Ortona, add editore, 320 pagine, 20 euro)
Con il piglio di un narratore, Alec Ash costruisce un ampio reportage seguendo le orme di sei millennials cinesi nati tra il 1985 e il 1990. Non hanno conosciuto Mao, ma la politica del figlio unico ha plasmato le loro famiglie. Li vediamo crescere mentre fanno i conti con una severa disciplina scolastica e una feroce competizione per il successo, in una Cina che si è aperta al capitalismo in modo tanto improvviso quanto violento. Dai sogni di fama del musicista Lucifer alle avventure virtuali di Snail, i cui progetti di studio vanno all’aria per colpa dei videogiochi, fino alle ambizioni dell’icona di stile Mia, seguiamo storie che si sfiorano o corrono parallele, in una miriade di ambientazioni sociali e geografiche. Ash ci accompagna nelle varie province cinesi: dalla gelida Harbin dove cresce Xiaoxiao all’isola tropicale di Hainan dove incontriamo Fred, la figlia di un dirigente del Partito comunista, fino al ventre tentacolare di Pechino che il giovane Dahai esplora lavorando in un cantiere.
La saggezza della Cina. Il fiore della letteratura cinese dal libro del Tao agli epigrafi di Lu-Sin di Lin Yutan (Ghibli, 592 pagine, 30 euro)
Il volume esplora la cultura, la filosofia e il pensiero cinese a partire dalle opere più celebri di grandi autori classici della letteratura orientale. Con un approccio personale, Lin Yutang riesce a spiegare concetti complessi, quali il confucianesimo, il taoismo e il buddismo, in maniera semplice e immediata, entrando in profonda empatia con il lettore. L’autore discute la vita quotidiana dei cinesi, il significato della famiglia, la spiritualità e l’importanza dell’armonia con la natura attraverso aneddoti e riflessioni, così da mettere in evidenza l’essenza della saggezza cinese – ossia l’equilibrio tra il mondo interiore e quello esteriore – e il valore della contemplazione e della tranquillità.
Il demone. Il sistema di salvataggio del peggiore dei cattivi. Vol. 2 di Mo (Mondadori, traduzione di Giulia Carbone, 396 pagine, 20 euro)
Una misteriosa epidemia devasta la città di Jinlan, disseminando morte e sofferenze inimmaginabili. Shen Qingqiu, suo malgrado protagonista di un mondo che non gli appartiene, viene trascinato in un’indagine pericolosa. Ma il morbo letale non è l’unica minaccia: il suo passato, o meglio quello dello Shen Qingqiu originale, si riaffaccia con tutta la sua forza distruttiva. Sono passati tre anni da quando Shen Qingqiu ha tradito Luo Binghe, e ne restano ancora due prima che il discepolo riemerga dall’Abisso Infinito per reclamare la sua sanguinosa vendetta. Almeno, questo è ciò che dovrebbe accadere. Luo Binghe, però, torna in anticipo, e profondamente cambiato: non è più l’innocente discepolo che Shen Qingqiu ricordava. La sua ossessione per il maestro è palpabile, inquietante, e sembra spingersi verso confini del tutto inediti. Mentre nuovi pericoli incombono e vecchi nemici tornano per regolare i conti, Shen Qingqiu si trova a fronteggiare non solo le insidie che lo circondano ma anche il peso delle sue stesse colpe. La posta in gioco è più alta che mai, e il tempo stringe: fallire significa affrontare un destino persino peggiore della morte. Sopravvivere non è mai stato così difficile.
La Cina è un’aragosta di Giada Messetti (Mondadori, 228 pagine, euro 18,50)
«Cinquant’anni fa sarebbe stato impossibile immaginare la Cina di oggi», sostiene Giada Messetti. E questo perché, come afferma un suo amico cinese, «la Cina è un’aragosta». L’immagine è particolarmente azzeccata perché come l’aragosta, che crescendo è costretta ad abbandonare il vecchio carapace e ad aspettare, vulnerabile, che se ne formi uno nuovo, anche la Cina di oggi sta vivendo una fase di muta faticosa e complessa. Dopo aver raccontato nei suoi saggi precedenti (Nella testa del Dragone e La Cina è già qui) l’attualità e le dinamiche culturali del Celeste Impero, in questo nuovo libro Giada Messetti si concentra sulla società cinese. Durante i suoi ultimi viaggi, avvenuti dopo la riapertura delle frontiere, ha incontrato molte persone di diversa provenienza ed estrazione sociale. Ha così potuto appurare sul campo quante cose siano cambiate nella vita quotidiana dei cinesi: dall’atteggiamento dei giovani verso il lavoro e il loro futuro, alla nuova consapevolezza delle donne riguardo la famiglia e il loro ruolo tradizionale, fino alla voglia degli anziani di godersi gli anni della pensione. Ma non solo, statistiche alla mano, ha fotografato l’evoluzione di abitudini e stili di vita e ha potuto constatare quanto sia ormai generale l’attenzione all’ambiente: il cielo sopra Pechino è finalmente azzurro, segno di una vera svolta green. Una testimonianza di prima mano, non ideologica e quindi preziosa, proprio quella che serve per contrastare gli stereotipi ancora troppo diffusi in Occidente.
Fondali profondi di Dong Lai (Palingenia, traduzione di Ludovico Pedrazzi, 288 pagine, 30 euro)
Nell’universo composito di questi racconti, dove il confine tra realtà e sogno spesso diviene incerto, i protagonisti sono giovani abitati da un disagio penetrante, indefinito, smarriti in una vita come fluttuante in acque torbide e insondabili, in un mondo – quello concreto della Cina di oggi – sospeso tra un passato in dissoluzione e un presente in convulsa metamorfosi. Qui incontreremo un aquilone, costruito con un rotolo di pelle umana trovato nel cassetto di un vecchio magazzino, responsabile di un evento che segnerà per sempre l’esistenza di due bambine legate da un’amicizia simbiotica; una giovane, in viaggio attraverso una Cina primordiale, tra villaggi di montagna cristallizzati nel tempo, che intende «catturare un pezzo di passato» colto casualmente nella vecchia foto di un uomo sconosciuto; un’adolescente, già reduce da un’infanzia intricata, che una gravidanza accidentale e la presenza schiacciante della sorella maggiore hanno reso inerme «come un gatto randagio sul ciglio della strada, che si può raccogliere o abbandonare al proprio destino». E il lettore non potrà che lasciarsi irretire dalla scrittura cangiante di Dong Lai, dove rarefatta poesia e asciutto realismo, modelli classici e letteratura contemporanea si fondono in un amalgama che fa di lei una delle voci più intense e originali della nuova narrativa cinese.
Intimità senza contatto di Lin Hsin-Hui (traduzione di Lorenzo Andolfatto, add editore, 184 pagine, 20 euro)
Cosa accadrebbe se l’intelligenza artificiale ridefinisse l’intimità umana? In un mondo in cui il contatto fisico è proibito e le relazioni sono ottimizzate dalle macchine, quale destino attende l’essere umano? La scrittrice taiwanese Lin Hsin-hui segue la vita di una donna la cui generazione è la prima a sperimentare una “società senza contatto”, governata da un’intelligenza artificiale centralizzata. Alla protagonista viene insegnato a evitare qualsiasi tipo di relazione fisica, considerata una pericolosa fonte di contaminazione emotiva che genera sofferenza, finché decide di partecipare a un programma di ibridazione bio-sintetica. Trasferita in un nuovo corpo perfetto e sincronizzata a una metà artificiale altamente specializzata, si trova però costretta a confrontarsi con la propria identità e a lottare per preservare l’umanità in un sistema che genera solitudine e isolamento. Con una trama disorientante e pervasa da un senso di inquietudine, questo romanzo costringe a confrontarci con i modelli sociali che regolano le nostre vite, rivelando come l’alienazione sia radicata nei contesti più familiari: è un invito a riflettere sui modi in cui ci stiamo progressivamente disconnettendo gli uni dagli altri.
La bicicletta rubata di Wu Ming-yi (Einaudi, traduzione di Maria Rita Masci, 368 pagine, 20 euro)
Il padre dello scrittore Ch’eng è scomparso da molti anni senza lasciare traccia. O almeno così sembrerebbe finché un lettore di uno dei libri di Ch’eng non si accorge di un particolare: e la bicicletta del padre, che fine ha fatto? Le sorti della famiglia sono spesso state dettate dalle biciclette, soprattutto quelle rubate, e così Ch’eng si mette a cercare la Hsing-fu del padre. Ne nasce una misteriosa e caleidoscopica caccia al tesoro, nella quale ogni nuovo personaggio possiede un indizio, in un viaggio a ritroso nei meandri del passato. Dai negozi di rigattieri allo zoo di Taipei passando per le giungle birmane, questo singolare romanzo sul tema della memoria, della perdita e dei legami familiari racconta con voce poetica e dolente un secolo di storia taiwanese. Tra le tante parole con cui si indicano le biciclette a Taiwan, la famiglia del narratore preferiva l’espressione locale thih-bé, «cavallo di ferro», e i cavalli di ferro avevano influenzato il suo destino. Il furto di una bicicletta, infatti, aveva spesso scandito nascite e morti. Così, alla scomparsa del padre, al narratore era venuto naturale pensare che, se avessero trovato la bicicletta con cui era sparito, avrebbero trovato anche lui. Ma il suo cavallo di ferro era irrintracciabile. Solo molti anni dopo, pungolato da uno dei suoi lettori, il narratore decide di riprendere quella struggente ricerca, e per prima cosa si rivolge ai collezionisti di biciclette e rigattieri. I loro negozi, stipati di tesori e vecchie cianfrusaglie, scrigni della vita materiale di un tempo, diventano la soglia di un percorso che, attraverso una serie di incontri e seguendo tracce sempre più impalpabili, si addentra nella storia di Taiwan, fino al nocciolo doloroso del dominio giapponese e della Seconda guerra mondiale. Per cercare di chiarire il mistero della sparizione del padre, il narratore dovrà stabilire con ogni persona incontrata nel corso della sua ricerca un patto di fiducia, ascoltarne la storia, ricevere un indizio, lo stesso patto che Wu Ming-yi propone al lettore. Accettandolo ci si immerge in una lettura profondamente commovente e ipnotica, un viaggio intimo e meditativo nella complessità e nella ricchezza di Taiwan.
Lussuria e altri racconti di Zhang Ailing (Mondadori, traduzione di Alessandra Lavagnino, Maria Gottardo e Monica Morzenti, 384 pagine, 14 euro)
Nella Shanghai decadente e sontuosa di inizio Novecento Qiqiao, bellissima e infelice, usa la propria sofferenza per alimentare un odio che la immobilizza come un giogo. Trent’anni dopo, in quella stessa città occupata dai giapponesi, una giovane studentessa diventa l’amante di un funzionario del governo nazionalista per attirarlo in una trappola mortale. E ancora, un amore disperato sboccia sotto i bombardamenti di Hong Kong, e un uomo non sa scegliere tra l’affetto confortante per la pudica moglie e la passione travolgente per la disinibita amante. Sono alcune delle situazioni e dei personaggi di queste storie, scritte per lo più negli anni Quaranta, che con sorprendente e immaginifica esuberanza linguistica narrano la lotta di uomini e donne per conquistare l’irraggiungibile felicità, in un mondo minacciato dalla guerra e dall’avanzare della modernità. Protagonisti sono persone comuni, «solidamente cinesi» e insieme universalmente umane, così come universali sono le emozioni che provano: desolazione e gioia, pessimismo e meraviglia, e, sopra tutto, l’amore, capace di svelare le infinite sfumature della natura umana, osservate dall’autrice con occhio lucido e partecipe e raccontate con un’avvincente e a volte persino straniante alternanza di leggerezza e profondità, di incanto e disincanto.
Come due fiori di loto di Jane Yang (Longanesi, traduzione di Katia Bagnoli, 368 pagine, euro 18,60)
Canton, tardo Ottocento. Piccolo Fiore è una bambina di vivace intelligenza e dal formidabile talento nell’arte del ricamo. Ma nella Cina ancora semifeudale di fine Ottocento, le opportunità che le si aprono sono molto limitate. Per questo, fin da quando è piccola, la madre le offre l’unico privilegio possibile alle fanciulle del suo infimo rango, ossia un matrimonio vantaggioso grazie alla tradizionale e dolorosissima pratica della fasciatura dei piedi. Ma queste prospettive di riscatto sono destinate ad annullarsi alla morte improvvisa del padre: per lei ora l’unica strada possibile è quella della schiavitù presso una famiglia di più alto rango. È così che Piccolo Fiore fa ingresso nella casa di Linjing, sua coetanea e padrona. Da quel momento e per gli anni a venire la vita delle due giovani dovrà destreggiarsi tra gli alti e bassi della loro complicata amicizia e le millenarie tradizioni di una Cina sempre più attenta alle nuove tendenze che arrivano dall’Occidente. La storia di due donne molto diverse, delle immani ingiustizie che entrambe subiscono, degli amori e della loro incessante lotta per la libertà diventano in questo romanzo d’esordio la storia di un intero Paese, la cui cultura sempre più ci interroga, ci inquieta e ci affascina.
Senza ali per tornare di Du Fu (Orientali Editrice, traduzione di Luca Stirpe, 144 pagine, 13 euro)
Questo volume vuole essere una testimonianza e una riflessione sull’orrore della guerra attraverso i versi di Du Fu (712-770), uno dei più geniali poeti cinesi di tutti i tempi. Nei trentaquattro testi selezionati che coprono un arco di vent’anni, la maggior parte dei quali tradotti qui per la prima volta in lingua italiana, il poeta descrive la tragedia di un intero popolo, devastato dalla Rivolta di An Lushan che sconvolse la Cina dei Tang negli anni 755-763. Pur composte in un luogo e in un periodo determinati, in queste poesie spazio e tempo sembrano dissolversi: una guerra diventa ogni guerra, un tempo ogni tempo, un luogo ogni luogo in cui l’uomo venga privato della sua umanità. Il volume restituisce il ritratto di un poeta dalla profonda sensibilità sociale, che trovò nella poesia il mezzo più potente per esprimere il suo impegno civile e la sua critica politica. Un’opera imprescindibile per chiunque voglia comprendere la grandezza di Du Fu e la ricchezza della poesia cinese classica.
Cose incredibili accadono in Cina. Saggi sulla nuova era di Xi Jinping di Yoshimi (Produzioni Nero, traduzione di Mattia Salvia, 234 pagine, 18 euro)
Si sta aprendo un secolo cinese, anzi no, la Cina è vicina al collasso. Il Partito comunista cinese controlla ogni aspetto della società, anzi no, è delegittimato e rischia di perdere il potere. Il socialismo con caratteristiche cinesi è socialismo, anzi no, è turbocapitalismo. Nella Nuova Era di Xi Jinping (che è un riformista, anzi no, è il nuovo Mao) la politica è tornata in Cina, la Cina è tornata al centro dell’attenzione e gli skyline delle città cinesi sono tornati nei video degli youtuber occidentali. Mai così importante e mai così incompresa, la Cina contemporanea è uno specchio su cui ciascuno può proiettare le proprie fantasie – come dice il meme: «Cose incredibili accadono in Cina». Questo saggio dalla scrittura vivace, che combina un’analisi politica acuta, esperienza personale e riferimenti che spaziano da Mark Fisher ai Simpson, ci mostra la politica e la società cinesi dall’interno e nei loro termini, senza negarne i punti alti e senza nasconderne i lati peggiori, per farci capire che il «mistero» della Cina è che non c’è alcun mistero.
Rock è rivoluzione. Piccola storia della musica rock in Cina di Stefano Capolongo (Orientalia Editrice, 224 pagine, 21 euro)
Rock è rivoluzione è un viaggio appassionato attraverso la nascita e l’evoluzione del rock cinese (yaogun), un movimento culturale che ha cambiato per sempre l’immaginario di intere generazioni.Dalla Cina degli anni ’70, sospesa tra fedeltà alla tradizione e ricerca di modernizzazione, fino al boom creativo degli anni ’90 e all’arrivo di internet, il rock ha attraversato confini e abbattuto barriere, diventando voce di dissenso e alternativa allo status quo, senza mai diventare mainstream. Tra racconti personali, interviste, testi tradotti, fotografie e curiosità sorprendenti, l’autore intreccia storia e passione, offrendo uno sguardo unico su una Cina sconosciuta e irripetibile.
Una vera americana di Rachel Khong (NN Editore, traduzione di Clara Nubile, 496 pagine, 20 euro)
È la vigilia del nuovo millennio a New York quando Lily Chen, ventiduenne stagista in una rivista online, incontra Matthew. Lui è tutto ciò che lei non è: spensierato, affascinante, un autentico newyorchese, e soprattutto rampollo di un impero farmaceutico. Lily, invece, è una ragazza di provincia, senza un soldo e figlia di immigrati. I suoi genitori sono due scienziati fuggiti dalla Rivoluzione Culturale di Mao che negli Stati Uniti hanno trovato l’opportunità di condurre esperimenti genetici all’avanguardia. Malgrado le differenze, Lily e Matthew si innamorano perdutamente, e dalla loro unione nasce Nick. Anni dopo, nel 2021, Nick – ormai quindicenne – vive nello stato di Washington insieme a sua madre, che gli ha sempre negato la possibilità di conoscere il padre. Così il ragazzo decide segretamente di mettersi sulle sue tracce, rischiando di sollevare domande pericolose, sul suo passato e sull’identità della sua famiglia.
La città del fumo di Can Xue (Utopia edizioni, traduzione di Maria Rita Masci, 176 pagine, 18 euro)
I racconti di questa raccolta, scritti a partire dal 1991, mettono in scena mondi paralleli dalla natura meravigliosa, spesso ineffabile, in cui i personaggi si confrontano costantemente con l’enigma e la sorpresa. In una storia, per esempio, la narratrice parte alla ricerca di un fratello minore del quale non ha più notizie, e che sembra non volersi far trovare, mentre in un’altra l’arrivo di una donna misteriosa altera i desideri degli uomini del posto, sovvertendo le abitudini di sempre. A volte il vero protagonista è il paesaggio, come nel racconto che ha al centro un luogo agognato, ma forse chimerico, in cui fa caldo e c’è alcol da bere, in una città mineraria dove la vena di carbone si è ormai esaurita. Tra individui che si abituano a vivere in una quotidianità avvolta dal fumo dove tutti i contorni sono confusi e un villaggio che viene invaso da pietre che spuntano dal terreno, mentre una vecchia cicala guida il canto estivo dei suoi simili e presto si smembra, per reincarnarsi in una nuova ibrida creatura, i confini tra la vita e la morte si fanno sempre più labili e incerti, e il mistero regna sovrano.
Nemica di classe di Ann Liang (Sperling & Kupfer, traduzione di Amerigo Dercenno, 304 pagine, euro 17,90)
Alice si è sempre sentita invisibile ad Airington, la prestigiosa scuola privata che frequenta grazie a una borsa di studio. In mezzo a figli di magnati, politici e celebrità, lei è solo «la ragazza povera», quella che non conta. Ma quando scopre di poter diventare invisibile sul serio, il confine tra realtà e potere si sgretola. Con i suoi genitori in difficoltà economiche e la retta scolastica sempre più inaccessibile, Alice decide di usare la sua nuova abilità per sopravvivere. È allora che, contro ogni logica, si allea con il suo acerrimo nemico. Henry ha una mente brillante ed è arrogante, imperturbabile e inesorabilmente affascinante. Insieme danno vita a un progetto pericoloso: un’app dove chi paga può ottenere qualunque informazione, a patto che non chieda da dove venga. Dietro lo schermo, Alice diventa un fantasma silenzioso, un’anonima spia su commissione, pronta a svelare i segreti più oscuri dei suoi compagni e a ricavarne un profitto. Ma mentre la tensione tra lei e Henry cresce, le richieste degli utenti iniziano a superare ogni limite, sfociando nel crimine. È proprio allora che Alice dovrà decidere fino a che punto è disposta a spingersi e se è davvero pronta a pagare il prezzo delle sue scelte.
Lost in Taiwan. La via dei sogni di Mark Crilley (Tunué, traduzione di Martina Fermato, 256 pagine, 19 euro)
L’adolescente Paul è a Taiwan per due settimane, ospite del fratello Theo che ha trovato un lavoro e una fidanzata ed è innamorato del Paese. Il ragazzo non è entusiasta della vacanza, impostagli dal padre nel tentativo di staccarlo dai videogiochi e suscitare in lui un minimo di entusiasmo. Quando il fratello va via per un giorno, Paul esce di casa per la prima volta al solo scopo di acquistare una nuova edizione del Nintendo in un negozio di elettronica. Ma il suo telefono cade in una pozzanghera e lo lascia senza la possibilità di contattare nessuno, senza GPS e senza alcuna speranza di ritrovare la via di casa. Completamente smarrito, Paul girovaga senza criterio per le stradine strette e tortuose della città finché non incontra Peijing, una coetanea taiwanese che parla molto bene inglese e che si mostra estremamente gentile con lui. Grazie alla ragazza e alle persone che gli farà conoscere, Paul trascorrerà una giornata che lo cambierà profondamente, nella quale scoprirà la bellezza di Taiwan e ritroverà la voglia di mettersi alla prova e superare limiti e paure.
Invito a un banchetto. Sapori e storie della cucina cinese di Fuchsia Dunlop (ADD editore, traduzione Anita Taroni e Stefano Travagli, 480 pagine, 22 euro)
Sospesa fra tecnica e magia, conoscenza degli ingredienti e sperimentazione, la cucina cinese ha una storia millenaria e ramificata, che Fuchsia Dunlop ci invita a esplorare come si fa con un continente: a piccole tappe, partendo dai fondamentali. Dal fuoco e dal riso, fino ai più ricercati metodi di cottura e al cerimoniale della tavola. Bocconcini di pollo con peperoncini alla maniera di Chongqing, spaghetti tagliati al coltello, mapo tofu, ravioli ripieni di brodo, ricette vegetariane della tradizione buddhista: ognuno di questi ventotto capitoli illustra un piatto o una tecnica culinaria, oltre a presentarci i professionisti del settore, i cuochi dilettanti, i gourmet, in un racconto che intreccia storia culturale e inguaribile passione per il cibo.
Lui che annegò il mondo di Shelley Parker-Chan (Mondadori, traduzione di Gabriele Giorgi, 528 pagine, 24 euro)
Zhu Yuanzhang, il Re Splendente, è al culmine della fama dopo la vittoria che ha strappato la Cina meridionale ai mongoli. Ora arde di un nuovo desiderio: impossessarsi del trono e incoronarsi imperatore. Ma non è l’unica a nutrire ambizioni imperiali. La sua confinante meridionale, la cortigiana madama Zhang, vuole mettere sul trono il marito ed è abbastanza forte da spazzare via Zhu. Per rimanere in gioco, Zhu deve rischiare tutto ciò che ha alleandosi con il suo vecchio nemico, il talentuoso ma instabile generale eunuco Ouyang, che ha già fatto enormi sacrifici per vendicarsi del Gran Khan, l’assassino di suo padre. Senza che nessuno al Sud se ne sia accorto, c’è un terzo contendente ancora più vicino al trono: Wang Baoxiang, disprezzato per la sua effeminatezza, che si è fatto strada nella capitale tessendo intrighi e ora minaccia di mettere in ginocchio tutto l’impero. Anche lui è in cerca di vendetta: diverrà il Gran Khan più dissoluto della storia, burlandosi così di tutti quei valori che la sua famiglia riteneva più importanti di lui. I tre contendenti sono decisi a tutto per raggiungere il loro scopo. Ma quando l’oggetto del desiderio è il mondo intero, il prezzo da pagare potrebbe essere troppo caro anche per l’animo più spietato.
Un amore così bello di Zhao Qianqian (Mondadori, traduzione di Giulia Carbone, 456 pagine, 21 euro)
A tre anni dalla fine della loro relazione, Chen Xiaoxi si trova costretta a chiedere aiuto all’unica persona che avrebbe voluto tenere fuori dalla sua vita: Jiang Chen, il suo ex fidanzato. Ma quando si ritrovano faccia a faccia, il disagio iniziale lascia presto spazio alla vecchia, familiare complicità. In un intreccio di narrazione al presente e flashback, seguiamo la lunga storia d’amore di Xiaoxi e Jiang Chen. Cresciuti insieme, hanno condiviso fin da piccoli ogni angolo della loro quotidianità e per anni si sono sfiorati senza mai toccarsi davvero. Solare, pasticciona e piena di sogni lei; introverso, razionale e sempre un passo indietro rispetto alle emozioni lui. Eppure, a poco a poco, tra loro è nato un amore puro e sincero. Crescere insieme, però, può essere anche doloroso. La vita adulta, infatti, li ha costretti a fare i conti con la realtà: università, carriere diverse, il peso delle aspettative familiari e sociali. Così la loro storia si è logorata, fino a portarli alla separazione. Ora che sono ripiombati l’uno nella vita dell’altra devono fare i conti con un sentimento solo in apparenza fragile ma che, nonostante le distanze, i malintesi, i rancori e gli ostacoli, non ha mai smesso di esistere e di splendere.
Finché saremo fiori sul fiume di Karissa Chen (Garzanti, traduzione di Valeria Bastia, 464 pagine, 19 euro)
Shanghai, anni Trenta. Il suono dolce di un violino si insinua tra le strade affollate. Le sue note si mischiano al profumo di spezie e di carbone che pervade la città. Una bambina, Suji, si ferma. Quelle note sembrano entrarle dritte nel cuore. È la melodia del fiore di gelsomino. A suonarla è un bambino dagli occhi scuri e seri. Il suo nome è Haiwen ed è appena arrivato insieme alla sua famiglia. Sono fuggiti dalla guerra. Suji e Haiwen si trovano. Riconoscono l’una nell’altro qualcosa di prezioso. Hanno capito che lì c’è un’amicizia che bisogna difendere da ogni cosa. Anche se sono così diversi. Suji è figlia di un libraio patriota sovversivo. Haiwen è cresciuto lontano da lì in un mare di agiatezze. Eppure, diventano inseparabili. Condividono qualcosa di molto importante: i sogni. Crescono insieme tra i morsi della fame e la paura dei bombardamenti. Forse, tra loro, nasce qualcosa di più. Ma l’amore, in tempi di guerra, è un lusso che non tutti possono permettersi. E mentre la Cina è divisa tra comunisti e nazionalisti, Haiwen è costretto ad arruolarsi nell’esercito. Deve lasciate tutto. Anche Suji. Le lascia, però, tre cose: una lettera, il suo violino e la promessa di tornare da lei. Ma la vita ha altri piani. Il destino sembra volerli tenere lontani per sempre. Lui rimane bloccato a Taiwan. Lei si rifugia a Hong Kong, dove la guerra ha strappato via i fili dell’innocenza. Eppure, forse, qualcosa dentro di loro gli permetterà di ritrovarsi.
La benedizione dell’ufficiale divino – Vol. 2 – Fantasmi dal passato di Mo Xiang Tong Xiu (Mondadori, traduzione di Alessandro Montana, 444 pagine, 19 euro)
Xie Lian ha scoperto che l’affascinante San Lang è in realtà Hua Cheng, il potente e temibile Re Fantasma del Regno degli Spiriti, temuto e detestato da tutti gli Ufficiali Divini, classificato tra le spaventose Quattro Grandi Calamità che terrorizzano i Tre Regni. Lui, però, fatica ad associare quella fama terribile al giovane seducente, intelligente e tenero che ha imparato a conoscere. Quando, rispondendo a una richiesta di aiuto, giunge nella Città degli Spiriti – una metropoli brulicante di orrori e delizie per i morti – per la prima volta Xie Lian vede Hua Cheng nel suo elemento e nella sua vera forma. L’attrazione e l’affetto reciproci, tuttavia, non bastano ad appianare le differenze tra i mondi a cui i due appartengono, e oscuri segreti attendono di essere svelati: Xie Lian non è ancora riuscito a gettarsi davvero alle spalle il suo tormentato, secolare passato.
Gobi express. Un viaggio fotografico su rotaia di Gabriele Battaglia (Mimesis, illiustrazioni di Jonatan Peyronel Bonazzi, 188 pagine, 20 euro)
Dal lento incedere di un treno sulla tratta Pechino–Ulan Bator, attraverso le aride distese del Gobi, Gabriele Battaglia offre uno sguardo originale sull’Asia profonda. A bordo del convoglio, il giornalista rievoca dieci anni di vita e di viaggi tra le metropoli cinesi, il Dongbei, lo Xinjiang, il Kirghizistan, le miniere di Uyanga e gli accampamenti del popolo degli tsaatan, nel nord della Mongolia, dove l’esistenza è scandita dall’“economia della renna”. Attraverso reportage brillanti, empatici, politici, spesso attraversati da una sottile vena ironica, Battaglia racconta le contraddizioni e le trasformazioni di territori in costante evoluzione. Un viaggio che si compone come un mosaico di volti, paesaggi e storie, tra scrittura e fotografia, nel tentativo di ricucire fratture geopolitiche e offrire al lettore occidentale una prospettiva autentica, al riparo da stereotipi e propaganda.
La Cina ha vinto di Alessandro Aresu (Feltrinelli, 144 pagine, 16 euro)
L’Occidente è ossessionato dalla Cina, spesso però la osserva con miopia o secondo schemi interpretativi inadeguati. Alessandro Aresu, una delle voci più lucide del dibattito geopolitico italiano, rilegge la sfida cinese non come uno scontro ideologico tra democrazia e autoritarismo, ma come un conflitto sistemico tra modelli di potenza. La Cina ha vinto non è un’affermazione retorica, è una provocazione metodica: per capire dove stiamo andando bisogna decifrare il pensiero strategico cinese, le sue origini storiche, le sue logiche industriali, i suoi strumenti di influenza globale, le sue contraddizioni. Alessandro Aresu ci indica le traiettorie della tecnopolitica di Pechino, raccontando con chiarezza le trasformazioni dei rapporti tra Partito, capitale, sapere tecnico e ambizioni globali. In queste pagine il lettore è chiamato a riflettere su quale mondo ci stiamo preparando ad abitare: uno in cui la vittoria o la sconfitta dell’Occidente non dipenderanno solo dalla Cina, ma anche dalla nostra capacità di capirla, senza illusioni e senza ipocrisie.
Memoria rossa. La Cina dopo la Rivoluzione culturale di Tania Branigan (Iperborea, traduzione di Silvia Rota Sperti, 304 pagine, euro 19,50)
Carnefici e vittime, rancori irrisolti e colpe da espiare: è il lascito della Rivoluzione culturale, il movimento che, tra il 1966 e il 1976, sradicò tradizioni millenarie e diede vita alla Cina di oggi. Un decennio in cui nessuno rimaneva a lungo innocente o colpevole e l’unica verità, volubile e incerta, era il pensiero di Mao, che regolava ogni sfaccettatura della vita quotidiana. Tania Branigan ha incontrato e intervistato decine di sopravvissuti, pronti a ricordare ciò che lo stato cinese vorrebbe rimuovere. Un avvocato che da bambino denunciò la madre, colpevole di aver criticato Mao tra le mura di casa. Un compositore di Pechino deportato, torturato e poi riabilitato. Un’anziana di Chongqing che racconta la giovinezza che non ha mai vissuto, perché è stata costretta a trasferirsi nella miseria delle campagne. Il vedovo della professoressa Bian, uccisa dalle sue studentesse nell’Agosto rosso, e Song Binbin, la sua carnefice, che fu acclamata da Mao e oggi cerca di scagionarsi. Un coro dissonante di voci che ricostruiscono il passato e illuminano il presente della Cina di Xi Jinping: un regime prospero che mantiene il controllo assoluto sui suoi sottoposti, ma oggi alla delazione preferisce telecamere e software di riconoscimento facciale. E costringe i cittadini a ignorare le macerie della storia.
Il figlio di Taiwan. Vita di Tsai Kunlin. Vol. 1 di Yu Peiyun e Zhou Jianxin (Bao Publishing, 352 pagine, 25 euro)
La figura di Tsai Kunlin è fondamentale, per capire la storia di Taiwan. L’isola, la cui indipendenza dalla Repubblica Popolare Cinese è messa in dubbio da decenni di rapporti diplomatici difficilissimi, ha una storia tormentata e poco conosciuta. Questa storia, originariamente pubblicata in quattro volumi, ma che BAO Publishing raccoglie in due volumi, racconta la vita di un uomo che ha pagato con la libertà personale il suo desiderio di studiare e rendersi utile, in un paese conteso tra fazioni militari contrapposte. Tsai Kunlin è morto nel 2023, a 93 anni, e la sua figura è stata, per tutta la sua vita, quella di un portavoce pacifista e illuminato di un cammino possibile verso la serenità di un territorio in costante pericolo esistenziale. Questo primo volume ripercorre la sua infanzia e gli anni di carcerazione sull’Isola Verde, il primo terzo della vita di Tsai Kunlin, che ne ha segnato per sempre la traiettoria e la missione. Una storia toccante e profonda, raccontata con maestria da due fumettisti rispettosi del tema e appassionati alla figura che tratteggiano, un autentico gigante morale del Ventesimo secolo.
Miti e leggende della Cina antica. Storie del regno di mezzo di Alessandro Polito (Illustrazioni di Li Yulong, Nuinui, 160 pagine, euro 24,90)
Un viaggio affascinante attraverso i miti che hanno plasmato la cultura cinese. Questo libro raccoglie 15 racconti leggendari: ogni leggenda esplora aspetti della filosofia, della tradizione e della spiritualità, rivelando i segreti e le meraviglie di un’antica civiltà. I lettori saranno trasportati in un mondo in cui il confine tra realtà e mitologia scompare, scoprendo le origini di simboli, feste e credenze che attraversano i secoli. una porta aperta sull’antica Cina, con personaggi straordinari e incredibili storie. Età di lettura: da 7 anni.
La vedova di Hong Kong di Kristen Loesch (Marsilio, traduzione di Isabella Zani, 368 pagine, 19 euro)
Mei ha solo vent’anni quando, dopo la nascita della Repubblica popolare cinese, è costretta a lasciarsi alle spalle Shanghai e l’infanzia. La sua fuga finisce nella Bottega delle Rarità di Madame Volkova, a Hong Kong, dove Mei si dedica al ritaglio delle figure di carta, un’arte antica che ha ereditato dalla madre, scomparsa quando era ancora una bambina, e che lei custodisce gelosamente insieme a un’altra dote: quella di comunicare con gli spiriti. Un giorno, una cliente che si attarda a rovistare nel negozio, ex diva del cinema muto, la invita a partecipare a una singolare sfida tra sei medium che si terrà per sei giorni nella splendida cornice di Maidenhair House. Il vincitore riceverà una fortuna, ma a Mei, che comunque gareggerà, interessa un solo premio: la vendetta. Molto tempo prima, infatti, aveva conosciuto George Maidenhair, e gli aveva voluto bene. Fino a quando lui non aveva distrutto la sua vita. Passano gli anni, Mei vive a Seattle e, ormai ultraottantenne, decide di tornare a Hong Kong con la figlia sulle tracce della villa in cui – ne è convinta – in quel lontano settembre del 1953 si è consumata una serie di delitti, di cui non è però rimasta traccia. Neppure un corpo. È l’ultima occasione per scoprire la verità. Ma ad attenderla, oltre al ricordo di un grande amore, ci sono i fantasmi del suo passato.
La Cina spiegata all’Occidente di Pino Arlacchi (Fazi, 528 pagine, 20 euro)
Pino Arlacchi, sociologo di fama internazionale e profondo conoscitore della Cina, in questo libro spiega i tre “segreti” che permettono di capire l’eccezionalità del “miracolo cinese”: la spettacolare resurrezione, iniziata con le riforme di Deng Xiaoping nel 1978, che ha portato il gigante asiatico a imporsi come prima potenza economica mondiale e attore centrale del nuovo ordine geopolitico globale. Si tratta di tre grandi fattori poco noti al pubblico occidentale, tre risorse strategiche che hanno reso la Cina ciò che è: il non-espansionismo, legato a una radicata avversione alla guerra e alla violenza; la meritocrazia come strumento di governo; un peculiare modello economico-politico socialista. Secondo Arlacchi, questa triade è la chiave per comprendere una civiltà millenaria, molto diversa da quella europea nella visione del mondo e nell’assetto delle sue istituzioni, il cui profilo si è delineato cinquemila anni fa e che da tremila anni si è consolidato in un sistema dotato di straordinaria resilienza.
Il gran maestro della scuola demoniaca. Vol. 3: Coraggio di Mo Xiang Tong Xiu (Mondadori, traduzione di Maria Teresa Trucillo, 384 pagine, 20 euro)
Quando, nella sua vita precedente, Wei Wuxian si è allontanato dalla via ortodossa della coltivazione durante la guerra contro i Wen, Lan Wangji ha preso le distanze da lui. Ora che la sua identità è stata rivelata a tutti i cultori, le scelte estreme del suo passato tornano a perseguitarlo. Ma mentre i clan invocano la sua condanna, proprio Lan Wangji si ostina, contro ogni aspettativa, a restargli accanto: forse quel distacco, che Wei Wuxian aveva sempre interpretato come disapprovazione, era in realtà soltanto una maschera per celare qualcosa di ben più profondo?
Lavorare con il cinese. La guida pratica di Ilaria Tipa (Orientalia Editrice, 224 pagine, 16 euro)
Studiare il cinese è un viaggio entusiasmante… e a volte sfiancante. Tra entusiasmo e sino-disperazione, questo libro ti guiderà passo dopo passo a trasformare lo studio della lingua in una vera opportunità professionale. Con consigli concreti, testimonianze reali e la compagnia di Renato – il sinologo disperato che dà voce ai tuoi dubbi – scoprirai che non sei solo in questa avventura. Un libro corale, motivante e pratico, pensato per aiutarti a costruire il tuo futuro con il cinese.
Largo ai sogni. Motel Calivista di Kelly Yang (Emos ragazzi, traduzione di Federico Taibi, 350 pagine, euro 14,50)
Dopo anni di duro lavoro, Mia Tang riesce finalmente ad andare in vacanza con la sua famiglia in Cina. È un sogno diventato realtà! Mia non vede l’ora di riabbracciare i suoi nonni e i suoi cugini. Mentre passeggia per Pechino, osserva alcuni dei grandi cambiamenti avvenuti e li confronta con quelli della sua vita: Lupe va al liceo, Jason è diventato strano, e nel quartiere stanno scomparendo le piccole realtà. Da qui la sua preoccupazione più grande: riuscirà il Motel Calivista a sopravvivere? Età di lettura: da 11 anni.
Sinofagia a cura di Ni Xueting (ADD Editore, traduzione di Giulia Massellucci, 432 pagine, 20 euro)
Dall’apparizione di un ombrello rosso che preannuncia eventi spaventosi in un campus universitario, a un hotpot che diventa varco tra il mondo dei vivi e quello dei morti; da mostri leggendari nascosti tra montagne avvolte nella nebbia, agli incubi del lavoro virtuale; fino a smaglianti condomini moderni abitati da persone ormai defunte, o ancora creature ideate in laboratorio per sostituire gli esseri umani nei compiti gravosi: ogni storia rivela uno squarcio disturbante e suggestivo nella psiche collettiva di una società in rapido cambiamento. Atmosfere cupe, folklore ancestrale e visioni di un orrore contemporaneo si intrecciano in un’antologia che mette a nudo le tensioni sociali, le ansie culturali e i desideri inespressi della Cina di oggi. I quattordici racconti horror, firmati da alcune delle voci più originali della narrativa cinese, ci trascinano in mondi dove il soprannaturale si insinua nel quotidiano, trasformando ogni storia in un riflesso distorto, ma sorprendentemente nitido, del presente.
Fortezza assediata di Qian Zhongshu (Mondadori, traduzione di Maria Gottardo e Monica Morzenti, 528 pagine, 20 euro)
Sul finire degli anni Trenta Fang Hongjian, giovane di buona famiglia, colto e intelligente ma incapace di prendere in mano il timone della propria vita, rientra nella Cina occupata dai giapponesi dopo un lungo “soggiorno di studi” in Occidente. In realtà ha bighellonato per l’Europa e tutto quello che è riuscito a procurarsi è un falso diploma di dottorato, acquistato per corrispondenza per soddisfare le aspettative di chi lo ha finanziato e della famiglia. Dal momento in cui sbarca dal transatlantico nel porto di Shanghai la sua vita è un susseguirsi di avventure professionali e sentimentali dalla tonalità tragicomica, in una perenne fuga da situazioni in buona parte create da lui stesso e dalla sua inettitudine. Irriverente e coltissimo, dietro l’andamento picaresco nasconde una riflessione universale sulla condizione dell’uomo, sospeso tra idealismo e realismo, dentro e fuori la “fortezza assediata” della propria esistenza e delle relazioni sociali.
Il sistema di salvataggio del peggiore dei cattivi. Vol. 3 – L’immortale di Mo Xiang Yong Xiu (Mondadori, traduzione di Giulia Carbone, 468 pagine, euro 20,90)
Un maestro caduto in disgrazia. Un discepolo divenuto un oscuro sovrano. Per Shen Qingqiu non c’è via di fuga: dopo aver sacrificato la propria libertà per salvare la sua scuola di coltivazione, si ritrova prigioniero nelle mani di Luo Binghe, il giovane che lui stesso ha allevato e che ora domina il Regno dei Demoni. Ma al di là della forza temuta da tutti, Luo Binghe nutre per lo shizun una devozione assoluta e sentimenti che ormai è stanco di nascondere. E che Shen Qingqiu non può più ignorare. Ogni incontro tra i due si trasforma così in un duello silenzioso tra inganni e rivelazioni, tra verità e menzogne, e il loro legame prende una direzione sempre più ambigua, in bilico tra diffidenza e tenerezza. Mentre segreti sepolti e trame irrisolte emergono dalle ombre del Cammino del fiero demone immortale, Shen Qingqiu capisce che il passato dell’uomo di cui porta il volto è un enigma che potrebbe travolgerlo. E che, per sopravvivere, dovrà affrontare la prova più difficile: guardare Luo Binghe per ciò che è davvero e accettare che il loro destino non ammette più ritorno.
Come sopravvivere in un universo di fantascienza di Charles Yu (La Nave di Teseo, traduzione di Claudia Durastanti, 128 pagine, 20 euro)
Charles Yu è un tecnico addetto alla riparazione delle macchine del tempo, trascorre le sue giornate aiutando clienti bloccati in loop temporali o nel passato a causa di scelte sbagliate, rimpianti o desideri irrealizzati. Vive (letteralmente) all’interno di TM-31, la sua macchina del tempo, in compagnia di Ed, un cane che ha salvato, e di TAMMY, un’intelligenza artificiale con cui ha un legame complicato. Tutto cambia quando Charles si trova a sua volta intrappolato in un loop temporale. L’unico strumento che ha per provare a uscirne è un libro misterioso che sembra abbia scritto lui stesso nel futuro. Il volume contiene dettagli sul suo passato, su ciò che gli accadrà e sul destino di suo padre, uno scienziato brillante, ossessionato dal sogno di costruire una macchina del tempo rivoluzionaria, che a un certo punto se n’è andato sparendo nel nulla e lasciando dietro di sé una famiglia frammentata e un figlio colmo di interrogativi. Mentre cerca di decifrare il testo e di evitare un paradosso mortale (in cui ha sparato a se stesso, creando un inevitabile ciclo), Charles intraprende un viaggio nel tempo, ma soprattutto nella memoria, nel dolore, nel rapporto con il padre, per cercare di riscrivere non solo il proprio futuro, ma anche di comprendere il proprio passato.
La benedizione dell’ufficiale divino – Vol. 3 – Un fiore tra le rovine di Mo Xiang Tong Xiu (Mondadori, traduzione di Alessandro Montana, 516 pagine, 22 euro)
Gli dèi non dovrebbero mai immischiarsi negli affari dei mortali, è la regola. Ma quando vede il suo regno crollare per la siccità e la guerra civile, Xie Lian ignora ogni legge celeste e scende in terra con un unico scopo: salvare le vite di tutti. Purtroppo, però, si scontra duramente con la realtà quando scopre che nemmeno un dio può opporsi al destino. Mentre il popolo che avrebbe voluto proteggere gli volta le spalle, e il Cielo lo abbandona a se stesso, al suo fianco resta un giovane soldato con il volto coperto da bende e un’indomabile lealtà nel cuore…
Forse, dalle ceneri di un mondo dominato dal caos, sta germogliando un legame inscindibile, destinato a resistere oltre gli dèi, oltre gli uomini, oltre la morte.
Cultura cinese. Segno, scrittura e civiltà di Alessandra Lavagnino e Silvia Pozzi (Carocci, 268 pagine, 23 euro)
Il volume, riproposto in una nuova edizione ampiamente rivista e aggiornata, costituisce un’originale risorsa per avvicinarsi al mondo cinese e scoprirne gli elementi fondanti del patrimonio tradizionale seguendo il filo prezioso della sua scrittura. Sono infatti i caratteri cinesi, o sinogrammi, la solida trama grazie alla quale prende forma il maestoso tessuto culturale e letterario di questo antico Paese. Un potente sistema grafico – magico e pragmatico al contempo – che è strumento di comunicazione, condivisione dei saperi e insieme arte sublime, uno strumento che incanta, appassiona e ci trasmette un ricchissimo pensiero poetico, storico, filosofico e religioso, e che ancora oggi permea la cultura materiale del suo popolo.
La caduta. Mille autunni. Qian Qiu. Vol. 1 di Xi Xhi Meng (Mondadori, traduzione di Margherita Carbonaro, 420 pagine, 20 euro)
Yan Wushi, capo della setta demoniaca Huanyue, è un maestro di arti marziali, un brillante stratega e un inguaribile cinico. Pensa che ogni essere umano sia dominato dalla crudeltà e dall’egoismo. Chiunque creda il contrario è un bugiardo o un ingenuo.
Al contrario l’umile Shen Qiao, capo della scuola taoista del monte Xuandu, è gentile e caritatevole ed è esattamente il tipo di persona devota al bene che Yan Wushi disprezza.
Quando Shen Qiao viene pesantemente sconfitto in un duello e lasciato in fin di vita, cieco e senza memoria, Yan Wushi escogita un piano per mostrargli quanto sia miserabile l’umanità: lo accoglierà, curerà le sue ferite e lo prenderà sotto la sua ala protettrice con l’intento di metterne alla prova la pazienza e la fede, e attirarlo infine sul sentiero demoniaco. Dopotutto, è facile rimanere puri in cima a una montagna che tocca il cielo. Ma mille autunni trascorsi a soffrire sulla terra intrisa di sangue corromperebbero qualsiasi uomo. O no?
Il canto dei fiumi sommersi di Ann Liang (Mondadori, traduzione di Laura Miccoli, 360 pagine, 24 euro)
La bellezza di Xishi è vista come una benedizione dagli abitanti del piccolo villaggio Yue in cui vive, convinti che il miglior destino possibile per una ragazza sia quello di contrarre un buon matrimonio e mantenere la propria famiglia. Anche il giovane Fanli, consigliere del Re Goujian, pensa che la bellezza di Xishi sia preziosa, e le offre la possibilità di usarla come arma. Un’arma che potrebbe rovesciare il vicino regno rivale di Wu, migliorare la vita del suo popolo e vendicare l’assassinio di sua sorella. Tutto ciò che deve fare è infiltrarsi nel palazzo nemico come spia, sedurre il dissoluto Re Fuchai e indebolirne il potere dall’interno. Addestrata da Fanli nelle arti del combattimento così come a nascondere le emozioni, Xishi si trasforma in una creatura letale. Solo Fanli riesce a vedere oltre gli inganni che la ragazza sa tessere e l’attrazione che li lega supera ogni finzione. Una volta all’interno della corte Wu, Xishi, desiderata dal re come dai suoi consiglieri, sa che non potrà mai abbassare la guardia. Perché sotto i gesti affettuosi e le maniere gentili del sovrano, si cela un essere brutale. E più Xishi sale nella corte Wu, più lei e Fanli rischiano di cadere in basso: se verrà smascherata come traditrice, farà crollare entrambi i regni.
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Buongiorno
Sto cercando un saggio citato da Odifreddi alla 7 , ma senza dare il titolo, che riguarda la storia della scienza e della tecnologia in Cina, sono diversi volumi uscito quest’anno 2025, credo di aver capito per ora tradotti solo i primi.
Conoscete il titolo?
Grazie
Buongiorno Barbara,
non ho avuto modo di vedere la trasmissione da lei citata. Non mi risulta una serie di libri uscita nel 2025 e dedicata a questo argomento. In merito, però, se è interessata all’argomento, le segnalo “Tecnocina. Storia della tecnologia cinese dal 1949 a oggi” scritto da Simone Pieranni e pubblicato da add editore nel 2023. So che non è il libro che cerca, se riesco recupero l’intervento di Odifreddi per poter capire meglio a cosa si riferisca. LE auguro una buona giornata e la ringrazio per avermi scritto!