L’INTERVISTA/ Lucrezia Viperina dal 2022 è l’illustratrice delle copertine della collana Asia di add editore

Da quando nel 2022, la creatività di Lucrezia Viperina ha incontrato i libri della collana Asia di add editore, quei libri hanno cambiato decisamente “volto”.

Nelle sue copertine colori accesi, contrasti netti, forme geometriche e simboli si incastrano e si fondono in un equilibrio perfetto. Ogni copertina è una finestra da cui il lettore può sbirciare ciò che troverà tra le pagine del libro; ogni elemento che la compone richiama un particolare o un aspetto, è un invito a soffermarsi su quel “quadro” ricco di significati prima di immergersi nella lettura.

«La copertina per me è uno spazio di sintesi emotiva, deve suggerire e far viaggiare con l’immaginazione, non spiegare», racconta Lucrezia Viperina a Scaffale Cinese, soffermandosi sul suo percorso artistico, sulla collaborazione con add editore e sul processo creativo dietro le sue copertine. Copertine uniche e inconfondibili, che già al primo sguardo riescono a catturare l’attenzione del lettore e a trasportarlo nell’atmosfera del libro.

 

Lucrezia, ci puoi raccontare brevemente il tuo percorso di illustratrice?

«Il mio percorso nasce molto presto, in un contesto familiare fortemente creativo. Sono cresciuta circondata da immagini, oggetti, racconti e studi artistici che mi hanno insegnato a vedere l’arte come un linguaggio naturale. Dopo il Liceo Artistico di Brera, ho studiato Illustrazione e Animazione allo IED di Milano, dove ho potuto dare una forma più consapevole al mio immaginario e imparare la tecnica digitale. Già durante gli studi ho iniziato a collaborare con brand e progetti culturali e da lì il mio lavoro si è sviluppato in modo trasversale, tra editoria, musica, moda e design. Accanto alla formazione accademica, però, è rimasto centrale il forte legame con la manualità che mio padre e mio nonno mi hanno trasmesso: l’università mi ha aiutata a essere al passo con i tempi, ma per esprimermi completamente sento il bisogno di ricreare le mie idee anche attraverso il legno e la ceramica».

 

Com’è iniziata la tua collaborazione con add editore?

«La collaborazione con add editore è nata da un incontro di visioni prima ancora che professionale. Ho percepito subito una forte affinità: la stessa attenzione per il tempo, la memoria, la complessità delle storie e la diversità culturale. Quando mi hanno proposto di lavorare alle copertine della collana Asia nel 2022, ho sentito che non si trattava solo di un incarico ma di un progetto costruito sulla fiducia e sulla libertà creativa, due cose rare e preziose nel mondo editoriale. Con il tempo il rapporto si è evoluto: oggi non siamo solo colleghi, ma anche amici».

 

Quando devi creare una nuova copertina, come procedi? Da cosa trai ispirazione?

«Il punto di partenza è sempre il contenuto. Leggo, prendo appunti, mi lascio attraversare dal testo senza cercare subito un’immagine definitiva. L’ispirazione nasce da parole, atmosfere e dettagli marginali, più che da una scena precisa. Cerco di tradurre visivamente la complessità del racconto, non di illustrarlo in modo letterale: la copertina per me è uno spazio di sintesi emotiva, deve suggerire e far viaggiare con l’immaginazione, non spiegare. In questo processo è fondamentale il dialogo con la casa editrice, in particolare con le “Ilarie”, Benini e Peretti: mi hanno dedicato sempre molto tempo, raccontandomi i libri nel dettaglio, le curiosità, i retroscena. Ho la fortuna di collaborare con loro, persone profondamente appassionate e rispettose del lavoro altrui, sia dello scrittore, che spesso conoscono di persona, sia dell’artista».

 

Le tue illustrazioni sono sempre caratterizzate da colori accesi e contrasti, figure geometriche e stilizzate. Cosa vuoi comunicare?

«Uso spesso colori accesi, disegnando forme geometriche ed incastri provocatori perché rispecchiano il mio modo di vedere il mondo: complesso, stratificato, in continuo movimento. Non cerco un messaggio unico o una lettura immediata, ma una coesistenza di elementi che dialogano tra loro. Voglio che chi guarda si fermi, esplori l’immagine, trovi il proprio punto di accesso. Viviamo in un’epoca di movimento costante, in cui sembra non ci sia più tempo per guardare davvero, osservare, studiare, perdersi. Io invece vivo così: mi piace andare a fondo, senza fermarmi all’apparenza. Il mio lavoro è un invito alla lentezza e all’attenzione, quasi in opposizione alla velocità con cui oggi consumiamo le immagini».

 

C’è una copertina a cui sei particolarmente legata?

membrana_cover«In realtà sono legata a tutte le copertine della collana Asia, perché ognuna è radicata nei miei ricordi e rappresenta un momento preciso di un percorso lungo, condiviso e in continua evoluzione. In particolare, una copertina a cui sono molto affezionata è Membrana, una delle prime: per me segna l’inizio di questo viaggio e di una collaborazione costruita sulla fiducia reciproca. Sono molto legata anche alla trilogia di Suzuki e a La foresta trabocca, copertine nate in modo naturale e spontaneo, che parlano di storie femminili, forza e libertà: temi che mi stanno davvero a cuore».

 

E quella che invece ti ha messo più in difficoltà?

asia ribelle_cover«La copertina che mi ha messo più “in difficoltà” è stata Asia Ribelle. Insieme a Francesco Serasso, art director della collana ma anche mio caro amico, abbiamo fatto moltissimi tentativi senza riuscire inizialmente a trovare una direzione definitiva. Proprio da quella difficoltà, però, è nato un ulteriore linguaggio visivo per la collana: più pulito, più simbolico ma estremamente coerente con tutte le altre copertine».