Biografia e opere di uno dei più importanti scrittori cinesi del Novecento, che ha segnato una svolta nella letteratura cinese

Lu Xun è un nome fondamentale nella storia della letteratura cinese. Considerato il padre della letteratura cinese moderna, ha contribuito in maniera determinante al rinnovamento della narrativa cinese, dal punto di vista linguistico, formale e del contenuto.

 

BIOGRAFIA

Lu Xun è lo pseudonimo di Zhou Shuren. Nato il 25 settembre 1881, a Shaoxing, cittadina rurale nella provincia meridionale del Zhejiang, in una famiglia di burocrati in declino, è stato testimone dei grandi cambiamenti e disordini che hanno interessato la Cina nella prima metà del Novecento, avviati dalla caduta dell’impero Qing nel 1911 e conclusisi con la fondazione della Repubblica nel 1949, a cui si arriva quando però Lu Xun è ormai morto da oltre dieci anni.

I primi stravolgimenti con cui deve fare i conti, ancora giovanissimo, sono quelli familiari. Nel 1893, infatti, il nonno finisce in carcere per corruzione, una circostanza che ha profonde ripercussioni sulla situazione della sua famiglia, che conosce un periodo di isolamento sociale. A complicare ulteriormente le cose arriva la malattia del padre, che muore nel 1896.

Queste vicende, oltre alla vita rurale con cui entra in contatto frequentando la casa della nonna, influenzano in maniera evidente il suo temperamento, le sue idee e la sua produzione letteraria.

Lu Xun riceve un’educazione di tipo feudale acquisendo gli insegnamenti della cultura classica, a cui però vanno ad aggiungersi elementi del pensiero borghese democratico, con cui entra in contatto per la prima volta quando nel 1898 si trasferisce a studiare a Nanchino.

Nel 1902, grazie a una borsa di studio del governo, ha la possibilità di andare a studiare in Giappone, dove resterà fino al 1909, prima a Tokyo e poi a Sendai. Dopo due anni dedicati allo studio della medicina, cambia totalmente indirizzo e segue la sua vocazione letteraria.

Al suo ritorno in Cina, si stabilisce a Pechino e inizia a lavorare al Ministero dell’Educazione e successivamente si dedica anche allinsegnamento.

Autore di saggi, romanzi brevi e racconti, poesie e opere accademiche, commenti letterari e ideologici, traduzioni e articoli, Lu Xun è una figura di spicco della letteratura cinese, che contribuisce a rinnovare profondamente, sia nella forma che nei contenuti.

Lu Xun è espressione della Rivoluzione Letteraria che sta prendendo forma in Cina nei primi decenni del Novecento e che si concretizza nel passaggio dalla lingua letteraria (wenyan) alla lingua vernacolare (baihua), nella diffusione del genere del racconto e nella creazione di riviste e associazioni letterarie, che danno voce ai letterati che animano questa letteratura nuova, invocata nel 1917 da Hu Shi e Chen Duxiu in un articolo sulla rivista Gioventù Nuova (Xin Qinnian).

Ed proprio su questa rivista che nel 1918 viene pubblicato Diario di un pazzo (Kuangren riji), racconto in baihua con cui Lu Xun rompe tutti gli schemi e sferra una dura critica alla società cinese.

È il primo di una lunga serie di racconti, poi pubblicati in diverse raccolte, in cui Lu Xun prende di mira le rigide tradizioni confuciane e le ingiustizie sociali, attraverso una satira pungente e la rielaborazione della sua esperienza diretta.

Nel 1926 lascia Pechino e si stabilisce prima ad Amoy, poi a Canton e infine a Shanghai. Proprio a Shanghai, tra il 1930 e il 1935 prende parte attivamente alle attività della Lega degli Scrittori di Sinistra.

Lu Xun muore a Shanghai il 19 ottobre 1936.

 

OPERE PUBBLICATE IN ITALIA

Le opere di Lu Xun sono state tradotte e pubblicate in Italia in numerose edizioni, che hanno consentito ai lettori italiani di leggere gli scritti di questo importante scrittore cinese fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, grazie all’impegno di traduttrici e sinologhe come Anna Bujatti ed Edoarda Masi.

Nel 2021 Sellerio Editore pubblica i tre volumi dell’edizione completa dei racconti di Lu Xun, in una nuova traduzione originale.

grida_lu xun_coverIl primo volume è Grida (Nahan), tradotto e curato da Nicoletta Pesaro. Pubblicato in Cina nel 1923, raccoglie i racconti scritti da Lu Xun tra il 1918 e il 1922. Alla prefazione di Lu Xun, seguono i quattordici racconti: Diario di un pazzo, Kong Yi Ji, Medicina, Domani, Un fatto da nulla, Storie di capelli, Tempesta passeggera, Il paese natale, La vera storia di Ah Q, La Festa delle Barche Drago, La luce bianca, Conigli e gatti, La commedia degli anatroccoli e L’opera del villaggio.

Nell’edizione pubblicata da Sellerio, chiude la raccolta una postfazione scritta da Nicoletta Pesaro, che approfondisce le tematiche dei racconti, aiutando il lettore a contestualizzare la figura e l’opera di Lu Xun.

Il secondo volume è Esitazione (Panghuang), pubblicato per la prima volta nel 1926, e il terzo Antiche storie riscritte (Gushi xinbian), uscito nel 1935 e dedicato alla rivisitazione di antiche leggente e miti popolari. Entrambi usciranno nei prossimi mesi.

Reperibili in italiano anche le raccolte Erbe selvatiche (Yecao), a cura di Edoarda Masi edito da Quodlibet, e Fiori del mattino raccolti la sera (Zhaohuaxishi), a cura di Anna Bujiatti, Edizioni e/o, ma anche traduzioni di singoli racconti e poesie.

Per approfondire la figura di Lu Xun e le sue opere vi consiglio di consultare il volume La narrativa cinese del Novecento. Autori, opere e correnti a cura di Nicoletta Pesaro e Melinda Pirazzoli (Carocci Editore).