A quali opere ci si riferisce quando si parla dei Quattro Grandi Romanzi Classici della letteratura cinese?

In Cina il romanzo comincia a svilupparsi e affermarsi a partire dalla dinastia Ming (1368-1644). I Quattro Grandi Romanzi Classici della letteratura cinese sono quattro romanzi che non solo hanno profondamente influenzato il genere in sé, ma occupano ancora oggi un posto di rilievo nella cultura cinese.

Letti in Cina e all’estero, hanno dato ispirazione a cinema, televisione e altre forme di intrattenimento.

 

IL ROMANZO DEI TRE REGNI (Sanguo yanyi)

Attribuito a Luo Guanzhong (1330-1400 circa) e datato intorno alla seconda metà del XIV secolo, Il Romanzo dei Tre Regni racconta vicende storiche avvenute tra il 180 e il 280, quindi tra la fine della dinastia Han e il periodo dei Tre Regni. In seguito a sommosse e disordini, l’impero viene suddiviso nei tre regni di Chu, Shu-Han e Wei, in lotta tra loro per la riunificazione, che avverrà nel 280, quando Jin, succeduto a Wei, che aveva già annesso Shu-Han, conquista anche Wu.

Cuore dei 120 capitoli del romanzo, scanditi da conflitti militari, politici e morali e dalle vicende di centinaia di personaggi, è soprattutto il periodo precedente i Tre Regni, quindi quello che porta alla tripartizione dell’impero.

Originariamente Il Romanzo dei Tre Regni contava 240 parti, in seguito dimezzate. La versione a 120 capitoli è stata rivista da Mao Zonggang e pubblicata nel 1680.

Pur essendo stato tradotto in numerose lingue, non è disponibile un’edizione in italiano.

 

I BRIGANTI (Shuihu zhuan)

Conosciuto anche come Sul bordo dell’acqua o In riva all’acqua, è attribuito a Shi Nai’an, anche se non si hanno notizie certe in merito alla paternità. C’è chi sostiene sia stato scritto a quattro mani da Shi Nai’an e Luo Guanzhong, autore del Romanzo dei Tre Regni, e chi ritiene invece che quest’ultimo lo abbia rimaneggiato in un secondo momento.

Le più antiche edizioni conservate si dividono in due gruppi: una versione più estesa riconducibile alla provincia del Fujian e una versione ridotta riconducibile all’area del Jiangnan. La versione di base, che a partire dalla dinastia Qing (1644-1911) fu considerata ufficiale, è quella predisposta da Jin Shengtan che, molto distante dalle edizioni precedenti, conta 70 capitoli.

in riva all'acqua_coverLa versione più estesa, invece, si compone di 114 capitoli. Ambientato nella fase finale della dinastia Song settentrionale, intorno al 1100, Il Romanzo dei Tre Regni racconta le avventure di una banda di 108 briganti delle paludi di Liangshan, guidati da Song Jiang. Nella prima parte del libro vengono narrate le vicende dei singoli briganti, mentre nella seconda le loro gesta come banda.

I 108 briganti del libro non sono semplici delinquenti, ma sono assimilabili a cavalieri erranti, impegnati contro le ingiustizie e a favore dei più deboli. Hanno le origini più disparate, ma un comune senso di lealtà e giustizia.

Il romanzo è disponibile in italiano nell’edizione di Luni Editrice intitolata In Riva all’acqua (2015).

 

IL VIAGGIO IN OCCIDENTE (Xiyou ji)

Noto anche come Lo scimmiotto o Il re scimmia, letteralmente Memorie del Viaggio in Occidente, Il Viaggio in Occidente è attribuito a Wu Cheng’en (1500-1582 circa), che lo avrebbe scritto tra il 1570 e il 1580.

Il romanzo trae ispirazione dal viaggio del monaco cinese Xuanzang, noto anche con il titolo onorifico di Tripitaka, che tra il 629 e il 645 si recò in India per raccogliere sutra buddisti. Un viaggio che diede spunto a molte storie popolari e leggende, ricche di elementi fantastici e soprannaturali.

lo scimmiottoNei 100 capitoli del Viaggio in Occidente, la vicenda di Xuanzang viene rielaborata e arricchita e il protagonista diventa la scimmia Sun Wukong. Il romanzo si apre, infatti, proprio con la nascita di Sun Wukong che, insieme al maiale Zhu Bajie (Porcellino, letteralmente Maiale degli otto divieti, chiamato anche Zhu Wuneng, cioè Maiale che risveglia la potenza), il demone fluviale Sha Wujing (Sabbioso, letteralmente Sabbia consapevole della purezza) e un cavallo, accompagnerà il monaco nel suo pellegrinaggio in India per ottenere dal Buddha del Monte degli Avvoltoi i testi canonici buddisti. Il loro viaggio è un’avventura piena di pericoli, nel corso della quale si troveranno a combattere contro mostri e demoni.

il viaggio in occidente_coverIl romanzo, e in particolare il personaggio della scimmia Sun Wukong, ha riscosso un successo che va ben oltre i confini della Grande Muraglia. Ne sono stati tratti film, serie tv, manga e cartoni animati. Basti citarne uno su tutti, noto a livello planetario: Dragon Ball.

In Italia, si trovano la versione integrale Il Viaggio in Occidente, pubblicata da Luni Editrice nel 2013, la versione parziale di Adelphi, intitolata Lo Scimmiotto, e con lo stesso titolo il fumetto sceneggiato da Silverio Pisu e disegnato da Milo Manara, ripubblicato da Feltrinelli ad aprile 2021.

 

IL SOGNO DELLA CAMERA ROSSA (Hong lou meng)

Si tratta del maggiore e più noto capolavoro di epoca Qing (1644-1911). Scritto da Cao Xueqin (1715-1764), ma pubblicato nel 1792, trent’anni dopo la sua morte, è composto da 120 capitoli, dei quali gli ultimi 40 sono attribuiti a Gao’E, che avrebbe lavorato sulle bozze lasciate da Cao Xueqin. Ma il dibattito sull’effettiva entità del suo contributo è ancora aperto.

La camera rossa del titolo si riferisce alle camere in cui vivevano le figlie delle famiglie benestanti, mentre il sogno è quello fatto dal protagonista, ambientato proprio in una camera rossa e premonitore del destino di molti dei personaggi femminili che animano le pagine del romanzo.

Il sogno della camera rossa narra l’amore travagliato di Baoyu, erede della ricca e nobile famiglia Jia, e Lin Dayu, sua cugina. Due figure attorno alle quali ruotano una moltitudine di altri personaggi secondari e situazioni che si sviluppano parallelamente alla trama principale, contribuendo a tratteggiare un quadro dettagliato della vita e della società cinese nell’epoca della dinastia Qing. Il risultato è un’opera dalla trama complessa, ma dal grande valore.

sogno della camera rossa_illustrato_coverIn italiano, Il sogno della camera rossa è reperibile nelle edizioni Einaudi e Bur. Inoltre, nel 2019, Mondadori ha pubblicato una sintesi illustrata, a cura di He Weiguo, con 230 tavole di pittura classica cinese accompagnate da lunghe didascalie che raccontano la storia.

 

JIN PING MEI

Non è propriamente uno dei Quattro Grandi Romanzi classici della letteratura cinese, ma molti lo considerano il quinto.

Tradotto letteralmente come Fiore di pruno in vaso dorato o La prugna del vaso d’oro, è noto con il titolo cinese di Jin Ping Mei, formato dai tre caratteri presi dai nomi delle tre protagoniste femminili.

Di autore anonimo, composto da 100 capitoli, si ritiene sia stato scritto durante la dinastia Ming, negli anni Ottanta del XVI secolo e, dopo essere circolato come manoscritto, stampato per la prima volta nel 1610.

La storia racconta le vicende di Ximen Qing, un mercante di medicinali, delle sue mogli e concubine, tra questioni economiche, intrighi politici e relazioni amorose. Proprio per le numerose ed esplicite descrizioni di atti sessuali, il Jin Ping Mei è stato per lungo tempo bandito.

jin-ping-meiIn italiano, il romanzo è stato pubblicato per la prima volta, in versione ridotta tradotta da quella inglese a cura di Piero Jahier e Maj-Lis Rissler Stoneman, con un’introduzione di Arthur Waley, nel 1955 da Einaudi, riproposta in una seconda edizione in due volumi nel 2005 da ES. Infine, nel 2017 Luni Editrice ha pubblicato un’edizione integrale ricavata da una traduzione francese a cura di André Lèvy di un’edizione sopravvissuta in unica copia, ritenuta la più vicina al manoscritto originale scomparso.