Quest’anno cade il 21 settembre. Dalla leggenda che ha per protagonisti Chang’e e Houyi alle tipiche Torte della Luna, tutte le tradizioni della festività cinese

Il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare si celebra la Festa di Metà Autunno, in cinese Zhong qiu jie. È chiamata anche Festa della Luna, perché si celebra in un periodo in cui la luna è particolarmente luminosa e nel giorno in cui è perfettamente rotonda.

 

LE ORIGINI

Il primo riferimento al periodo della metà dell’autunno si trova nella raccolta dei Riti dei Zhou, Zhou li, risalente a circa tre millenni fa. Nel periodo della dinastia Zhou (1046-256 a.C.), in occasione dell’equinozio d’autunno, venivano offerti sacrifici alla luna per celebrare il raccolto.

Sarebbe stato poi l’imperatore Wu Di della dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.) a introdurre celebrazioni di tre giorni, scandite da banchetti e festeggiamenti in onore della luna.

Ma le celebrazioni hanno assunto i tratti di una festività vera e propria solo successivamente, in particolare quando, all’inizio della dinastia Tang (618-907), è stato fissato come giorno della festa il primo giorno di luna piena successivo all’equinozio autunnale, quindi il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare.

Festa che poi, durante la dinastia Song (960-1279), ha assunto un’importanza crescente, fino ad arrivare ad essere oggi una tra le principali ricorrenze cinesi.

 

LE LEGGENDE

Come per ogni festa tradizionale, anche sulla Festa di Metà Autunno nel corso dei secoli si sono moltiplicate le leggende. La più famosa ha per protagonisti l’arciere Houyi e sua moglie Chang’e ed è tramandata in diverse versioni.

Una tra le più popolari narra che la coppia viveva nel periodo dell’imperatore Yao, intorno al 2000 a. C. Houyi faceva parte della guardia imperiale ed era dotato di un arco che scoccava frecce magiche.

Così, quando la terra si trovò ad essere afflitta da un caldo insopportabile e da una preoccupante siccità dovuta alla comparsa in cielo di dieci soli, l’imperatore gli affidò il compito di abbatterli con le sue frecce. Houyi eseguì il suo compito, colpendo nove soli e lasciandone in cielo solo uno, un’impresa che gli valse una fama sconfinata.

La sua bravura giunse alle orecchie della Regina Madre di Occidente, che lo fece chiamare per offrirgli come ricompensa la pillola dell’immortalità. Consegnandogliela gli spiegò che, prima di poterla ingerire, avrebbe dovuto prepararsi per un anno, pregando e digiunando. Deciso a fare come la Regina gli aveva detto, una volta tornato a casa nascose la pillola senza parlarne con la moglie.

Mentre però il marito si trovava fuori per un’altra missione, Chang’e trovò la pillola e la ingerì. Subito dopo averlo fatto, cominciò a fluttuare e a volare. Houyi, al suo ritorno, tentò invano di evitare che la moglie volasse in cielo, provò a raggiungerla deciso a riportarla in casa, ma non ci fu nulla da fare. Il volo della donna terminò sulla luna, dove in preda alla stanchezza per l’immane sforzo compiuto sputò un pezzetto della pillola rimastole in bocca. Quel pezzetto si trasformò in un Coniglio di Giada, contemporaneamente Chang’e prese le sembianze di un rospo a tre zampe e da quel momento rimase a vivere sulla luna.

Altre versioni fanno iniziare il racconto in modo leggermente diverso, descrivendo Houyi come un immortale e Chang’e come un’ancella della Regina Madre dell’Ovest. I due, dopo essersi innamorati, furono costretti a vivere sulla terra, dove Hou Yi divenne un abile arciere, poi chiamato dall’imperatore Yao a risolvere il problema dei dieci soli.

Secondo altre leggende, invece, il coniglio bianco viveva già sulla luna e aveva l’incarico di preparare le erbe medicinali per gli dei, per questo Chang’e, una volta arrivata lì, gli chiese di prepararle un’altra pillola per poter tornare da suo marito. Houyi, invece, si costruì un palazzo sul sole, da dove il quindicesimo giorno di ogni mese, notte di luna piena, poteva vedere la sua amata. E, una volta l’anno, proprio durante la Festa di Metà Autunno, la può raggiungere sulla luna, che in quella notte, proprio per questo loro incontro, è particolarmente luminosa.

Chang’e e Houyi sono così diventati i simboli della luna e del sole, di yin e yang, di femminile e maschile, di buio e luce.

 

LE TORTE DELLA LUNA

torte della lunaIl cibo simbolo della Festa della Luna sono le Torte della Luna, in cinese yue bing, dolci caratterizzati dai ripieni più svariati, dolci e salati, come fagioli rossi o verdi, frutta secca, carne e uova. Tipicamente hanno una forma rotonda, che simboleggia la luna e l’unità della famiglia, anche se negli ultimi anni stanno prendendo piede anche di forma rettangolare.

La tradizione cinese vuole che le Torte della Luna siano consumate insieme alle persone care, a cui è abitudine regalarle in eleganti confezioni, generalmente di colore rosso, per augurare lunga vita, felicità e fortuna.

Cominciarono a diffondersi durante la dinastia Yuan (1279-1368) e pare che i rivoluzionari cinesi, impegnati ad organizzare una rivolta contro i mongoli, le abbiano utilizzate per nascondervi bigliettini e poter così comunicare tra loro.

 

LE TRADIZIONI

La Festa di Metà Autunno, quindi, come ogni festa tradizionale cinese, è un giorno da passare in famiglia, riunendosi all’aperto per contemplare la luna e ammirarne lo splendore.

Oltre ai tipici dolci della luna, è abitudine consumare diversi tipi di frutta. Melograni, mele, pere, uva e giuggiole riempiono le tavolate delle famiglie riunite.

In passato, la sera della festa, venivano fatte offerte alla luna su un altare decorato con dipinti a lei dedicati. La cerimonia era tradizionalmente eseguita da donne, visto che la luna è associata al principio femminile. Frutta, dolci della luna e tazze di liquore di osmanto venivano collocati sull’altare, accanto all’incenso. Ad una ad una le donne della famiglia si inchinavano fino a toccare terra con la fronte e poi, al termine della cerimonia, bruciavano i dipinti che decoravano l’altare.