Come i fiori di notte: una storia di amicizia, ambizioni e identità


Negli Stati Uniti degli anni Quaranta, tre donne cercano di riscattarsi lottando contro un destino che sembrerebbe già scritto
Come i fiori di notte (traduzione di Maria Federica Oddera, Longanesi 2015, Tea 2017) è un romanzo di Lisa See, scrittrice americana con un bisnonno di origine cinese. Una circostanza che l’ha portata a scrivere spesso storie legate alla Cina, come in Fiore di Neve e il ventaglio segreto, o al tema della migrazione dei cinesi negli Stati Uniti.
Proprio questo è uno dei temi di Come i fiori di notte, romanzo che ha per protagoniste tre ragazze, Grace, Helen e Ruby, che vivono nella San Francisco degli anni Quaranta. Pur avendo alle spalle storie molto diverse, sono accomunate dalle origini asiatiche e dalla stessa voglia di rivalsa.
Grace è appena scappata di casa per sottrarsi a un padre violento, Helen vuole liberarsi dai lacci delle tradizioni imposte dalla sua famiglia e Ruby è alla ricerca spasmodica del successo.
Si incontrano a un provino per diventare ballerine di un nuovo nightclub di Chinatown e tra loro scatta subito una forte sintonia, rafforzata dalla consapevolezza di avere bisogno di qualcuno di cui fidarsi e a cui appoggiarsi. Comincia così la loro sfavillante avventura sotto i riflettori della Città Proibita, il nuovo locale in cui vengono ingaggiate.
Ma se all’apparenza condividono lo stesso sogno di gloria e di riscatto personale, la stabilità del loro rapporto è minacciata dai segreti che ognuna di loro cela alle altre. Proprio questi segreti, una volta venuti a galla, metteranno a dura prova la loro amicizia, innescando gelosie e rivalità, diffidenza e delusioni.
A rendere ancor più precarie le loro vite gli echi della Seconda Guerra Mondiale, che con il procedere della storia si fanno sempre più vicini fino a sovrastare le musiche dei loro spettacoli, allontanando dalle loro vite familiari e amici partiti per combattere dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor.
Il racconto procede alternando le voci delle tre protagoniste, che capitolo dopo capitolo ricostruiscono la loro storia in maniera chiara e lineare. Proprio questa alternanza dei tre punti di vista rende il racconto più avvincente, portando il lettore a immedesimarsi di volta in volta in ognuna di loro.
Come in tutti i romanzi di Lisa See, anche in Come i fiori di notte si evince un grande lavoro di documentazione storica, non solo a proposito degli accadimenti della Seconda Guerra Mondiale, ma anche in relazione alla guerra tra Cina e Giappone e alla situazione degli immigrati cinesi negli Stati Uniti.
Attraverso le storie che hanno per protagoniste Grace, Helen e Ruby, la scrittrice affronta nel romanzo numerosi temi. Dai pregiudizi e stereotipi sui cinesi, associati a episodi di razzismo e discriminazione, alla condizione della donna, ancora costretta a conformarsi ai ruoli che le imponeva la società e a subire le imposizioni di padri e fratelli, fino alle discriminazioni legate all’orientamento sessuale.
Nel complesso, le oltre quattrocento pagine del romanzo sono scorrevoli, nonostante a volte la scrittrice si dilunghi nella descrizione degli spettacoli e dei numeri di scena delle protagoniste, risultando a tratti ripetitiva. Ho trovato poi difficile affezionarmi fino in fondo alle tre protagoniste. Le loro storie, forti e toccanti, portano il lettore ad empatizzare con loro, ma nel corso della storia finiscono per essere offuscate dalla spiccata ambizione che segna le loro scelte, dalla gelosia che le mette a tratti l’una contro l’altra, dagli inganni che minano il loro rapporto.
Insomma, tra i libri di Lisa See non è quello che ho preferito, ma è una storia che merita comunque di essere letta.





