“Storie della buonanotte per bambine ribelli 2”, dalla Cina una scalatrice estrema e una rivoluzionaria

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Anche nel secondo volume scritto da Francesca Cavallo ed Elena Favilli due donne cinesi scelte per le loro vite straordinarie: Luo Dengping e Qiu Jin

Come nel primo volume di Storie della buonanotte per bambine ribelli, anche in Storie della buonanotte per bambine ribelli 2 (Mondadori, 2018), Francesca Cavallo ed Elena Favilli inseriscono tra le biografie di donne straordinarie scelte in ogni parte del mondo anche due donne cinesi: Luo Dengping e Qiu Jin.

Luo Dengping è una scalatrice estrema, originaria della provincia del Guizhou nella Cina sudoccidentale. Nata nel 1980, divenne la prima e unica donna del suo villaggio a scalare gli alti pendii che caratterizzavano la zona. Oggi la sua fama ha ormai valicato non solo i confini del suo villaggio ma anche quelli cinesi ed è conosciuta in tutto il mondo come la Spider-Woman della Cina.

Qiu Jin (1875-1907), invece, è una rivoluzionaria vissuta nell’ultimo periodo della dinastia Qing (1644-1911), l’ultima dinastia cinese. Si distinse per le sue battaglie contro l’antica usanza cinese della fasciatura dei piedi e in favore dei diritti delle donne. Battaglie che le costarono la vita, facendola diventare un simbolo dell’indipendenza femminile in Cina e nel resto del mondo.

La forma delle Storie della buonanotte della coppia Cavallo-Favilli è sempre la stessa. Poche righe in cui condensano i tratti essenziali della vita e del carattere di queste donne, mettendo l’accento su ciò che le rende fuori dal comune. Nel caso di Luo Dengping la determinazione nel realizzare il suo sogno di bambina di scalare i pendii del suo villaggio come facevano gli uomini e per Qiu Jin il desiderio di ribellione per cambiare la propria condizione e quella delle donne cinesi. Accanto alle parole un loro ritratto dai colori vivaci, su cui campeggia una frase simbolo. «Volevo essere una Spider-Woman. Così chiesi a mio padre di addestrarmi per diventarlo», disse Luo Dengping. «Non venite a raccontarmi che le donne non hanno la stoffa degli eroi», sostenne Qiu Jin.

Purtroppo, come già sottolineato parlando del primo volume, continua a non convincermi l’estrema sintesi con cui si trattano queste figure di donne, le cui vite a tratti risultano quasi banalizzate. Resta però estremamente positivo il fatto di non parlare esclusivamente di personaggi noti, portando l’attenzione anche su donne di cui molti, piccoli e grandi, non hanno mai sentito parlare. Bastano quindi queste poche righe per comunicare la loro straordinarietà e accendere la curiosità di chi legge.

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Storie della buonanotte per bambine ribelli 2
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