In viaggio con Marco Polo

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Pubblicato un albo illustrato che ripercorre la storia e le avventure del mercante veneziano. L’illustratore Michelangelo Rossato: «Ho voluto riprodurre l’atmosfera magica del Milione»

Per un anno ha viaggiato sulle orme di Marco Polo. Un viaggio in cui studio e fantasia l’hanno portato lungo la Via della Seta, percorsa dal mercante veneziano nel 1271, per arrivare in Cina, alla corte di Kublai Khan. Guidato dalla meraviglia provata di fronte alle mille avventure vissute da Marco Polo nei suoi quattro anni di viaggio e negli oltre venti di permanenza in Estremo Oriente, Michelangelo Rossato, giovane illustratore di origini veneziane, ha dato forma e colore al testo di Pino Pace ed è nato così Marco Polo. Il viaggio delle meraviglie (Arka edizioni, 2018), un albo illustrato che attraverso parole e immagini ripercorre la storia e le avventure di Marco Polo.

Dall’infanzia, passata a osservare le navi dei mercanti nella laguna di Venezia e ad aspettare il ritorno del papà Niccolò e dello zio Matteo, all’adolescenza, segnata dalla decisione di partire per «vedere quanto grande è il mondo», fino alla maturità, raggiunta negli anni passati al servizio di Kublai Khan, quando poi decide di ritornare a Venezia, dove lo aspetteranno anni di guerra e di prigionia a Genova, durante i quali con l’aiuto di Rustico da Pisa prenderà forma Il Milione.

«Come illustratore mi sono messo in secondo piano perché ho sentito il peso e l’importanza di questa storia».

Così racconta Michelangelo Rossato a Cina in Italia, in occasione di una delle presentazioni romane del libro, durante le quali con il suo racconto e i suoi disegni ha incantato adulti e bambini. Dopo aver illustrato due fiabe, Biancaneve e la Sirenetta, si è trovato per la prima volta di fronte a un testo biografico, in cui si mescolano elementi storici e fantastici. «Ho voluto riprodurre l’atmosfera magica del Milione, rappresentando una Cina fantastica, non attenendomi esclusivamente a un aspetto storico e didascalico», ci spiega Michelangelo, sottolineando che il filo conduttore è la parola «meraviglia», inserita anche nel titolo del libro.

Le sue illustrazioni sono ricche di dettagli che accompagnano e completano il testo, aggiungendo particolari che vanno ad arricchire il racconto e lasciano al lettore la possibilità di dare spazio alla fantasia «immaginando parti della storia a partire proprio dall’osservazione dei disegni». E gli spunti per immaginare e riflettere sono molti. Sfogliando le pagine, balzano all’occhio innanzitutto le differenze negli abiti e nelle acconciature dei diversi personaggi rappresentati, una varietà che denota la grande ricerca nell’ambito della storia del costume che c’è dietro alle diverse tavole e che spicca in particolare nell’illustrazione del caravanserraglio e nel trucco della principessa Cocacin. Lo stesso vale per numerosi elementi storici e culturali. Basti pensare alle pagine in cui sono rappresentati i monti dell’Afghanistan, in cui si scorgono le cosiddette pecore di Marco Polo descritte nel Milione, a quelle dominate dai cavalieri nomadi di Kublai Khan, in cui si nota il loro particolare modo di scoccare le frecce, o alle pagine in cui si racconta la permanenza dei Polo alla corte imperiale, dove le figure dei protagonisti collocate in un angolo lasciano spazio in primo piano a esibizioni tradizionali di artisti, o ancora a quelle in cui spiccano altri elementi tradizionali, come la porcellana e le ossa di un teschio che in Oriente venivano usate a scopi terapeutici.

Il libro si presta quindi a una doppia lettura: le parole guidano il lettore alla scoperta del viaggio di Marco Polo, mentre la lettura visiva completa la narrazione, proiettandolo nelle molteplici realtà e culture con cui il mercante veneziano è entrato in contatto in quegli anni.

E se per illustrare le avventure dei Polo Michelangelo Rossato si è ispirato allo stile delle miniature, per dare un volto a Marco Polo ha guardato se stesso.

«Si può dire che sia una sorta di autoritratto – ammette – del resto è una tendenza comune tra gli illustratori quella di partire dal proprio volto, che è quello che si conosce meglio».

Lo stesso ha fatto per i tratti di Rustico da Pisa, per il quale ci ha svelato di aver preso spunto da uno dei suoi migliori amici. Dare al mercante veneziano, con cui condivide le origini, il suo volto «è stato un modo per mettermi in viaggio insieme a Marco».

In effetti, leggere e sfogliare questo libro è proprio come fare un viaggio. Da Venezia alla Cina, passando per la Terra Santa, i monti dell’Afghanistan e il deserto del Gobi. «Quanto è grande il mondo?», si chiede Marco bambino all’inizio del libro. Una domanda che è la chiave di lettura del volume. La voglia di scoprire la vastità del mondo lo spinge a lasciare la sua città, la sete di conoscenza dell’imperatore Kublai Khan lo fa viaggiare nel suo impero per potergli così raccontare le meraviglie che vi si trovavano e alla fine Marco, di fronte alla curiosità di sua figlia che gli pone la stessa domanda, non può che rispondere:

«Forse nessuno sa quanto è grande il mondo, ma se vuoi posso raccontarti il mondo che ho visto…».

Un racconto che ancora oggi continua ad affascinare grandi e bambini.

Lea VendramelCina in Italia – Giugno 2018

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Marco Polo. Il viaggio delle meraviglie
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