Nate per celebrare la Festa del Doppio Quinto, dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso sono diventate un vero e proprio sport regolamentato

Il 10 giugno 2024 ricorre un’importante festività tradizionale cinese: la Festa delle Barche Drago. Celebrata il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare, detta per questo anche Festa del Doppio Quinto, è il giorno dedicato alla salute e alla cura del corpo.

Tra le tradizioni più importanti e radicate della festa ci sono le competizioni delle barche drago. A partire dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso, questo tipo di regate si è evoluto, passando da tradizione popolare a sport regolamentato e praticato in tutto il mondo.

 

LE ORIGINI

Le gare delle barche drago hanno oltre duemila anni di storia. La loro origine viene associata alla leggenda di Qu Yuan, poeta vissuto nel Periodo dei Regni Combattenti (475-221 a.C.) e funzionario dello stato di Chu, uno dei sette stati che, prima della riunificazione avvenuta sotto la dinastia Qin (221-206 a.C.), erano in lotta tra loro per ottenere il dominio dell’intero territorio.

Qu Yuan, grazie alla sua saggezza e alla sua onestà, godeva della stima del re di Chu, ma era oggetto della gelosia degli altri funzionari di corte, che con una serie di intrighi orditi alle sue spalle fecero in modo che venisse accusato di tradimento e mandato in esilio. Quando al re succedette il figlio, Qu Yuan fu richiamato a corte, ma ancora una volta dovette scontrarsi con gli altri ministri dello stato di Chu, finendo per essere esiliato una seconda volta.

Nonostante tutto, il suo attaccamento e la sua lealtà nei confronti della patria rimasero saldi e Qu Yuan li espresse in poemi che lo hanno reso uno dei poeti più famosi nella storia cinese, grazie a componimenti come Li sao (Incontro al dolore), Tian wen (Domande al Cielo) e Jiu ge (Nove canzoni).

Nel 278 a.C., quando l’esercito di Qin occupò la capitale dello stato di Chu, dopo aver scritto Huai sha (Abbracciare la sabbia), incapace di assistere alla fine della sua patria, decise di suicidarsi gettandosi nel fiume Miluo, nell’attuale provincia dello Hunan. Era il quinto giorno del quinto mese lunare. I pescatori della zona, profondamente scossi dal gesto estremo di Qu Yuan, presero le proprie barche e fecero a gara per cercare di recuperare il suo corpo. Alcuni gettavano in acqua palline di riso glutinoso avvolto in foglie di bambù per attrarre i pesci ed evitare che si cibassero del corpo del poeta, mentre altri battevano i tamburi per spaventarli.

Sarebbe nata così la tradizionale competizione delle barche drago che cominciò ad essere riproposta ogni anno, lungo i fiumi e nei laghi, per commemorare la tragica morte di Qu Yuan, anche se c’è chi sostiene che questa sia solo una leggenda e le origini delle gare tra barche drago risalgano a un periodo ancora precedente, intorno al 500 a.C., nella Cina meridionale.

 

LE BARCHE DRAGO

La barche drago, infatti, sono delle canoe in legno utilizzate dai cinesi per spostarsi sui corsi d’acqua fin dai tempi più antichi. Tradizionalmente possono arrivare fino a 25 metri di lunghezza e l’equipaggio può variare da dieci a cento persone.

Sulla prua è posizionata una testa di drago, dipinta con colori vivaci, a poppa si trova la coda e lungo i fianchi decorazioni che ricordano appunto un drago. A poppa il timoniere dà la direzione alla barca, mentre a prua un altro membro della squadra suona un tamburo per scandire il ritmo dei vogatori, che remano seduti su assi di legno con una pagaia monopala.

In occasione delle competizioni organizzate per la Festa delle Barche Drago, si sfidano decine di imbarcazioni, che attraggono sempre un folto pubblico. Questo tipo di gare non si svolgono solo in Cina, ma anche in altri Paesi asiatici, come Giappone e Vietnam.

 

DA TRADIZIONE A SPORT

Tramandatesi per secoli, le tradizionali competizioni delle barche drago sono arrivate fino ad oggi, ma è solo nel 1976 che sono divennero una disciplina sportiva vera e propria, con un regolamento riconosciuto a livello internazionale.

L’impulso arrivò dall’Associazione del Turismo di Hong Kong, che per promuovere il turismo sull’isola decise di organizzare una regata di barche drago, a cui parteciparono una decina di imbarcazioni. Da quell’anno la competizione fu riproposta annualmente, acquisendo gradualmente un prestigio sempre maggiore.

Dovette passare circa un altro decennio prima che questo sport riuscisse ad affermarsi anche in Europa. Nel 1990 venne fondata la Federazione Europea Dragon Boat e l’anno successivo la Federazione internazionale. Quest’ultima nacque a Hong Kong grazie al contributo di dodici Paesi, tra cui anche l’Italia, che tre anni prima aveva organizzato la prima gara di questa disciplina al laghetto dell’Eur a Roma e sei anni dopo fondò la Federazione Italiana Dragon Boat. Con l’organizzazione a metà degli anni Novanta del secolo scorso del primo campionato mondiale in Cina, lo sport del Dragon Boat ottenne definitivamente la sua consacrazione a livello mondiale.

Oggi la Federazione internazionale conta oltre sessanta Paesi aderenti, dislocati in tutti e cinque i continenti. Il prossimo suo obiettivo è ottenere il riconoscimento dal Comitato olimpico internazionale perché le competizioni delle barche drago entrino a far parte delle discipline olimpiche.

 

LE BARCHE DRAGO DA GARA

Con la regolamentazione sportiva della disciplina, sono stati fissati degli standard da rispettare per le barche drago da competizione, a partire dalla grandezza delle imbarcazioni, che devono essere lunghe 12,40 metri e larghe 1,12 metri. Anche la lunghezza della pagaia è regolamentata e può variare da 1,05 metri a 1,30, mentre la pala può avere una larghezza massima di 18 centimetri.

L’equipaggio è formato da venti rematori che siedono a coppie lungo l’imbarcazione. A loro si aggiungono un “tamburino”, che posizionato a prua suonando un tamburo dà il ritmo ai colpi di pagaia, e un timoniere, che a poppa dà la direzione alla barca utilizzando un remo lungo circa tre metri.

Quattro le distanze di gara (200, 500, 1000 e 2000 metri) e tre le tipologie di equipaggio (maschile, femminile e misto, che può essere composto da un minimo di otto donne a un massimo di dodici).

 

DRAGON BOAT E TEAM BUILDING

Ma il successo riscosso dalle competizioni di barche drago è legato anche a un risvolto non prettamente sportivo della disciplina. Sono, infatti, sempre più numerose le aziende, anche in Italia, che la utilizzano per rafforzare i legami all’interno dei team lavorativi. Non solo è un’attività adatta a tutti in cui si fondono nella giusta misura competitività e divertimento, ma nel praticarla si sviluppano anche lo spirito di collaborazione, la fiducia reciproca, l’intesa e la determinazione.